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“Il piacere non è nel programma di scienze!”

41Uwzid1yUL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Alcune vignette rappresentanti pratiche sessuali da rendere sicure sono state considerate dall’équipe italiana troppo “forti” – come ad esempio quelle riguardanti il sesso orale – insieme a un più generale approccio pragmatico al sesso. Grande preoccupazione ha destato, tra le altre cose, la descrizione di preservativi al gusto di frutta, presente tra le pagine di LLL. “Questa cosa è un po’ troppo esplicita per l’Italia. Certo, i ragazzi lo chiedono spesso perché i preservativi hanno i gusti, però se gliela mettiamo giù così sembra quasi che li invitiamo a fare sesso orale. Chi li sente poi i genitori?”, sosteneva un’operatrice.

Il piacere non è nel programma di scienze! – Educare alla sessualità oggi, in Italia, Nicoletta Landi, Meltemi. In Italia verrebbe da dire che di sesso non si possa parlare con serietà come nel resto del mondo. Non volendo rendersi conto che solo la corretta informazione può mettere al riparo dai rischi. Che non sono semplicemente le malattie veneree o le gravidanze indesiderate in età troppo precoce. Ma molto di più. Il problema è la mentalità. Viviamo in una società spesso ipocrita. Omofoba. Respingente. Ignorante. Sessuofoba. Misogina. Che si rifugia dietro battute da cinepanettone, pregiudizi, luoghi comuni. L’unica speranza per progredire? L’educazione. Ma in Italia non si fa educazione civica. Ciò che è pubblico non è ritenuto di tutti. Ma di nessuno. E ci ritroviamo nel degrado più totale. Men che meno, è evidente, si fa educazione sessuale. Perché c’è chi pensa che se non se ne parla a scuola agli adolescenti in piena tempesta ormonale non passi neanche per l’anticamera del cervello di fare sesso. O addirittura di masturbarsi, atto terribile che rende ciechi. No, certo. Quando mai. Figurarsi. Non ci pensano proprio. Non ne hanno idea. Non l’hanno mai sentito nominare. Tramite pc e telefono gli unici film che hanno visto sono Bambi e Dumbo, è risaputo. E tra l’altro, quell’elefante lì, sempre con la proboscide di fuori… Che scandalo! E se un insegnante spiega cosa succede in realtà ha fatto loro venire voglia, non svolto il proprio ruolo di educatore e formatore di cittadini. Sì, lo so, è ridicolo e di rara idiozia. Ma intervistate qualche genitore – per carità, la gran parte sono di certo in buona fede e preoccupati dai pericoli del mondo, però… – a caso (verrebbe anche da dire che in qualche caso non sarebbe stato il caso di diventare genitori, ma ognuno è libero di costruirsi la propria infelicità e di eternare le proprie miserie, nessuno lo vieta né può vietarlo, anche perché la consapevolezza dovrebbe essere una condizione a monte, non a valle), e poi ne riparliamo. Il libro di Nicoletta Landi è intelligentissimo, preciso, serio, brillante, puntuale, ben scritto, rigorosissimo come impone l’argomento scientifico. Da leggere e far leggere.

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