Libri

“Amori e tradimenti di un prete di strada”

download (2).jpgdi Gabriele Ottaviani

Nella mia vita, il dolore mio e degli altri compare in tutte le sue sfumature. E il dolore degli altri, rispetto al mio, mi rende più nervoso, isterico, eretico, pensoso. Certi dolori rasentano l’assurdo, l’ingiusto, l’impossibile, l’illogico, l’irreale. Può una mamma (esempio vero) portarmi una figlia, 12 anni e pochi mesi, che per tre volte ha tentato il suicidio, perché non si accetta, non si ama, non si piace? Ottima in tutte le materie, già in terza media, ballerina, bella, troppo bella… Ma “non si piace”. Come lo spiegate a una mamma questo “non mi piaccio”? Cosa dici a una mamma ridotta a uno straccio, con un senso di colpa immenso? E soprattutto cosa racconti a una splendida bambina (scusatemi per “bambina”), bella come il sole (avrebbe detto mia mamma), per farla uscire dalla tragedia? Ciò che mi ha definitivamente distrutto è stato il sorrisino mefistofelico con il quale, sottovoce perché non sentisse la mamma, mi ha detto: “Sta’ tranquillo, don, alla quarta ci riesco”…

Amori e tradimenti di un prete di strada – Autobiografia, Antonio Mazzi, San Paolo. È un prete. Che molti vorrebbero incontrare. Perché talvolta purtroppo può invece capitare che sul proprio cammino se ne intercettino alcuni che non seguono la parola del Signore, il messaggio d’amore del Cristo. Anzi. Lui, invece, alla sua missione, alla propria vocazione, ci tiene e ci crede. Fa di tutto per gli altri. È pubblicista e pedagogo, prolificissimo scrittore. Parla questa volta di sé, dei dolori che ha subito, dei regali d’allegria che la vita gli ha fatto, delle vittorie e delle sconfitte, e quindi del suo obiettivo: accogliere chi ha più bisogno, nella pace, nel perdono, nell’amore. Da decenni – lui è uno della classe del millenovecentoventinove – recupera i tossicodipendenti che avevano trasformato un bellissimo parco nel più grande mercato di eroina d’Europa, ha una fede forte ma niente affatto acritica, è un irresistibile burbero, non una figurina dallo sguardo acquoso, parla della necessità della gioia, che con le punizioni non si è mai andati da nessuna parte, anzi, spesso si sono solo incancrenite le situazioni: d’altronde, parole sue, meglio essere peccatori che giusti, se giusti vuol dire mettersi sul piedistallo a puntare il dito, senza sporcarsi le mani con la polvere che ha sollevato chi è capitombolato giù a terra e ha bisogno qualcuno che si chini su di lui per aiutarlo a rialzarsi, o essere conniventi con una società che ha sacrificato l’amore sull’altare del consumismo. Si legge d’un fiato e arriva dritto al cuore.

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Libri

“Hana la yazida”

download (1).jpgdi Gabriele Ottaviani

Dopo che Abu Mosa mi comprò ritornai nello spogliatoio.

Hana la yazida – L’inferno è sulla Terra, Claudia Ryan, San Paolo. Hana è giovane. È donna. È emancipata e colta. È infermiera. È di Duhok. È nell’Iraq del nord. È yazida. È una minoranza. Un giorno è a Sinjar a visitare la famiglia. È il duemilaquattordici. È il tre di agosto. È domenica. È la data dell’arrivo, in quel luogo, dell’ISIS. Perde il fratello. Perde la madre. Non sa che fine faccia la sorella. È fatta prigioniera. È venduta come schiava. Bottino di guerra, come Cassandra per Agamennone, o Andromaca per Pirro. Dopo un oceano di lutti, strazi e abusi riesce a fuggire. Si salva. Torna a un barlume di normalità. Vuole andare avanti, arrendersi alla felicità, alla speranza. Racconta, con potenza inaudita, una storia straziante: Claudia Ryan, scrittrice, docente, laureata in architettura, giornalista, la racconta, e ci fa immergere nel Kurdistan e nel dolore. Da non lasciarsi sfuggire.

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Libri

“Il medico della nave – 8”

Piatto_bc_PATTINATRICE_ok-705x1030di Gabriele Ottaviani

8/6/46: A Genova ho visto molte cose, ma la migliore è stata il cimitero di Staglieno. Qui le prostitute sono molto più numerose del resto della popolazione. In strada sono volgari al di là di ogni immaginazione, ma a quanto pare prosperano, visto che mi sono già capitati due casi di gonorrea. Non posso fare molto per l’equipaggio se continua a frequentare quelle donne.

[…]

È un dato di fatto che per gli adulti sia più difficile immaginare qualcosa di nuovo che non immaginare affatto.

Il medico della nave – 8, Amy Fusselman, Black coffee, traduzione di Leonardo Taiuti. Il talento è francamente formidabile, la voce stentorea, le due opere, la prima del duemilauno, la seconda del duemilasette, sono una coppia di brevi ed eccellenti pezzi di bravura che mostrano incontrovertibilmente la poliedricità di un’artista della parola dall’inconfondibile e solidissima identità. Ogni artefice fa la sua arte col materiale che appartiene alla propria vita, lascia traccia di sé nella propria opera proprio perché vi è connesso da un vincolo di appartenenza, anche quando parla di mondi altri, ma Amy Fusselman va oltre: rivive il proprio passato, fatto, con ogni evidenza, anche, se non in un certo qual senso soprattutto, di strazianti dolori, sulla pagina e ne fa letteratura. Il primo racconto è dedicato al padre, il secondo al suo pedofilo: basterebbe questo per capire la portata del coacervo di emozioni che caratterizza la chirurgica prosa. Vita, morte, abuso, perdono: questi i temi. Da non perdere.

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Cinema

“La battaglia dei sessi”

download.jpgdi Gabriele Ottaviani

Si vede che le mani sono due, e l’armonia che di solito le unisce qui si manifesta in misura minore. La regia è semplice, lineare, come tutto il film, godibile e fluido ma senza guizzi, troppo pieno di cliché, nonostante il cast funzioni, soprattutto, va senza dirsi, l’ottima Emma Stone, comunque troppo bella, nonostante non sia valorizzata, per essere davvero somigliante a Billie Jean King, la Navratilova di Long Beach, la Mauresmo della California, figlia di una famiglia più che tradizionale, vincitrice di trentanove tornei tra singolare, doppio e doppio misto, che in ogni modo era piacente ma più mascolina, e Steve Carell, suo contraltare, interprete di Bobby Riggs, genio e sregolatezza della racchetta, numero uno del mondo in più occasioni e vincitore a Wimbledon, nell’adattamento della celeberrima partita di tennis di risonanza planetaria che il venti di settembre di quarantaquattro anni fa negli Stati Uniti dette finalmente risalto alla nascente WTA e al professionismo femminile, considerato, tra uno smash e un rovescio bimane, di serie B. La battaglia dei sessi vede una donna sempre più consapevole, anche della sua sessualità, rappresentare un intero movimento contro l’imperante maschilismo che la circonda: una storia importante. In sala dal diciannove di ottobre.

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Cinema, tv

Galà Cinema Fiction Campania – IX edizione

GUR2451Pubblicazione a cura della redazione del comunicato stampa

Conclusa con grandissimo successo, ieri, la IX edizione del Galà del Cinema e della Fiction in Campania, ideato da Valeria Della Rocca, diretto da Marco Spagnoli in collaborazione con Film Commission Regione Campania.

Il Galà è diventato, anno dopo anno, un appuntamento ormai immancabile che celebra e premia non solo le produzioni televisive e cinematografiche che raccontano Napoli e la Campania – sempre più alla ribalta nel panorama dell’audiovisivo internazionale – ma anche molte eccellenze dello spettacolo italiano.

A fare gli onori di casa, nella splendida cornice del Castello Medioevale di Castellammare di Stabia, Maurizio Casagrande affiancatod alla madrina dell’evento Sarah Felberbaum premiata anche con Il Premio Speciale Cinema e Moda da Eles Couture  ed un gioiello disegnato ad hoc da  Eres Design.  Molte le star del cinema made in Italy che si sono avvicendate sul palco per ritirare i numerosi premi. Prima fra tutte la grande Claudia Cardinale (Premio Speciale alla Carriera) e ancora Pif, (Premio Speciale Impegno Civile), Donatella Finocchiaro (Donne per l’Audiovisivo), Edoardo Leo (Attore dell’anno), Vincenzo Marra (Premio Speciale alla Regia), Paola Saluzzi (Giornalista dell’anno), Stella Egitto (Rising Star), Christiane Filangeri (Premio Banca Stabiese Eccellenza Artistica), Francesco Frigeri (Premio Speciale Pecorella Marmi -Scenografia ), Alessandro D’Alatri  (Premio Speciale della Giuria Regista Impegno in Campania), Pina Turco (Premio Speciale della Giuria Attrice Rivelazione), “Gatta Cenerentola “ di Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone ( Premio Speciale della Giuria) Dolce &Gabbana  (Premio Speciale Cineturismo).

Nel corso del Gala sono stati assegnati anche i riconoscimenti per le opere in concorso. A giudicarli, un’autorevole giuria composta da  i giornalisti Valerio CapraraEnrico MagrelliTonino PintoAlessandro Barbano, gli attori Fioretta MariCaterina MurinoMarco Bonini, i registi Cinzia TH Torrini e Riccardo Grandi, il produttore Enzo Sisti e Corrado Matera, Assessore al Turismo Regione Campania.

Ecco tutti i vincitori del Concorso:

  1. Miglior Film Drammatico– L’INTRUSA di Leonardo Di Costanzo
  2. Migliore Attore di Film Drammatico – MICHELE RIONDINO(Falchi di Toni D’Angelo)
  3. Migliore Attrice di Film Drammatico– LUISA RANIERI (Veleno di Diego Olivares)
  4. Miglior Film Commedia– AMMORE E MALAVITA dei Fratelli Manetti
  5. Migliore Attore di Film Commedia – CARLO BUCCIROSSO per Ammore e Malavita
  6. Migliore Attrice di Film Commedia – MIRIAM CANDURRO per Vieni a Vivere a Napoli
  7. Miglior Fiction– I BASTARDI DI PIZZOFALCONE di Carlo Carlei
  8. Migliore Attrice di Fiction – ALESSANDRO GASSMAN (I Bastardi di Pizzofalcone)
  9. Migliore Attore di Fiction – CAROLINA CRESCENTINI(I Bastardi di Pizzofalcone)
  10. Miglior Spot– THE ONE –  DOLCE E GABBANA regia di Matteo Garrone

Il Galà del Cinema e della Fiction in Campania nasce dall’idea di Valeria Della Rocca, amministratore della Solaria Service Event Organizer,di puntare l’attenzione sul fenomeno del “cineturismo” quale prezioso indotto di incremento economico della Regione Campania.

Il vettore ufficiale della manifestazione è Trenitalia.

Realizzato anche grazie agli sponsor UniPegasoBanca StabiesePecorella MarmiIn Tavola, Sire ricevimenti, Galà Eventi, Il Castello Medievale di Castellammare di Stabia, Hotel Santa Lucia e Towers di Castellammare di Stabia.

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Intervista, Libri

Giulia Alberico: ricordare per contrastare il Nulla

51nU8OV74lL._SY346_di Gabriele Ottaviani

Giulia Alberico è l’autrice dell’intenso Grazia: per Convenzionali è una vera gioia intervistarla.

Da dove nasce questo romanzo?

Come spessissimo mi accade l’idea iniziale nasce da un niente: una foto, una cartolina, un nome, oggetti sparsi in un cassetto, lo scorcio di una casa, di un giardino… E immagino tempi, personaggi, situazioni. Poi il filo si dipana e la storia si fa racconto. Pian piano. Mi occorre tempo, molto tempo.

Cosa rappresenta per lei la memoria?

Quella personale è certamente un qualcosa cui attingo, ma molto poco. Più ancora che la mia mi incuriosisce la memoria degli altri, la memoria di luoghi, di tempi, di eventi. Dunque un vissuto che finisce per appartenermi attraverso una operazione di ‘recupero’. La memoria, in senso lato è forza e capacità di contrastare il Nulla cui saremmo consegnati senza un racconto.

Cosa significa la parola legame?

È qualcosa che ha a che vedere con l’amore, la fiducia, la capacità di concepirsi insieme in un pezzo di vita, in una vita intera, a volte per brevi ma intensi momenti.

Che donne sono Grazia e Teresa?

Sono due donne che non sono riuscite ad intessere un legame. Molto probabilmente perdendo una occasione e restando orfane entrambe di una possibilità, e questo le ha segnate e consegnate alla distanza.

Il passato e la ricchezza perduta simboleggiano una materia che si è fatta incorporea: qual è per lei il senso della perdita?

La perdita di cose materiali finisce per essere indolore. La perdita definitiva di una persona amata è una lacerazione con cui si cerca di convivere. Alcune volte la perdita di un rapporto affettivo può ferire in modo lancinante ma può anche rivelarsi una svolta, una crescita. Si perde e si acquista continuamente, non si può restare ad interrogarsi troppo a lungo sui perché. Succede e basta.

Perché certi rapporti sono complicati, non si riesce a chiarirsi?

Penso ci siano di mezzo la paura, l’andare di fretta, l’avere poca dimestichezza con un vocabolario che dica le emozioni, i sentimenti. Si complicano i rapporti dove il ‘non detto’ finisce per accumularsi come un ingombrante muro tra le persone.

Perché scrive?

Non lo so. Si fanno strada in me delle figure, degli spunti di storie che, ad un certo punto, chiedono di farsi parola. E io assecondo questi richiami.

Quale libro e quale film hanno segnato la sua vita, e perché?

Difficile scegliere un libro e un  film. Anche perché in età diverse mi hanno segnato opere diverse. Da giovane fu il film di Bergman “Il posto delle fragole” e la scoperta di Faulkner, “Sartoris”. In anni più adulti Roland Barthes con “Frammenti di un discorso amoroso” e il film “Le relazioni pericolose” di Stephen Frears.

 

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Libri

“Grazia”

51nU8OV74lL._SY346_.jpgdi Gabriele Ottaviani

«Eppure, creda, per me – visto che lei non era neppure nata – questa foto significa tanto.» Teresa scambiò uno sguardo con Laura. Tacevano entrambe, incuriosite. «Io l’ho conosciuta da sempre Grazia. Ero poco più piccolo di lei. Avrò avuto quattordici anni quando fece questa foto. Lei allora ne aveva diciannove.» «Non so bene di che anno è… forse del dopoguerra. Comunque, vero: è stata fatta prima che conoscesse e sposasse papà.» «Lo so io di quando è. Eravamo liberati ma la guerra non era finita. Il fronte s’era spostato a nord. Era il marzo del 1944.» «Come fa a essere così sicuro?» «Lo so, lo so!» e non aggiunse altro. Nel frattempo erano entrate alcune signore. Teresa fu distratta da loro e le accompagnò verso il tavolo da pranzo dove erano esposti calici di cristallo. Quando anche l’ultimo visitatore fu uscito, Teresa tornò dal signor Agostino e volle riprendere il discorso. «Scusi, sa, ma perché è tanto sicuro della data in cui è stata scattata quella foto?» «È un segreto. Ognuno ha un segreto…»…

Teresa è la figlia di Grazia. La mamma. Morta. Era ricca. Poi, a un attimo dal trapasso, ha venduto pressoché tutto. Perché? Teresa lo deve scoprire. Sono anni che non mette piede nella città di provincia dove è nata. Sono anni che non affronta il suo passato. Cesare, il marito, la accompagna. Rientra nella villa di famiglia, ultimo polveroso simulacro vestigiale di un tempo di benessere ormai passato, e riallaccia i fili di un rapporto difficile. Grazia le è sempre parsa distante. Ora, troppo tardi, Teresa capisce che non è andata così… Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano: l’amore che lega un genitore a un figlio è disinteressato e indissolubile e questo romanzo vibrante, elegante, raffinato, semplice, chiaro, brillante, potente e fluido ne è l’ennesima prova. Grazia, Giulia Alberico, SEM. Da leggere.

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