68. Berlinale

“The happy prince”

download (4).jpgdi Gabriele Ottaviani

The happy prince. Rupert Everett, regista, protagonista e sceneggiatore della pellicola in questione, interpreta Oscar Wilde. Nella fase più dolorosa della sua vita. La fine. Quando tutto decade, e ogni cosa si corrompe, come in un delirio sifilitico. Con Colin Morgan, Edwin Thomas, Colin Firth, Emily Watson, Tom Wilkinson, Benjamin Voisin, Antonio Spagnuolo, Tom Colley, Béatrice Dalle e molti altri Everett, che pure è attore di buon livello, e qui lo dimostra una volta di più, e non è certo il solo, mette in scena il teatro al cinema, dando vita purtroppo a un guazzabuglio caricaturale e dai raffazzonati echi viscontiani che si fa proclama antiomofobo dopo essersi dilungato per oltre un’ora e mezza con pochissima coerenza narrativa nello sventagliare dinnanzi allo spettatore tutta una serie di cliché che hanno ben poco del messaggio anticonvenzionale dell’autore del De profundis. Peccato.

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68. Berlinale

“Black 47”

download (5).jpgdi Gabriele Ottaviani

Black 47. Nell’Irlanda superstiziosa, bigotta, oscurantista, lacerata da conflitti di ogni genere, miserrima e rurale del milleottocentoquarantasette un disertore, dopo aver combattuto in Afghanistan per la corona britannica, torna nei luoghi delle sue radici e cerca, assetato di giustizia e riscatto, di portare a termine la sua rivalsa, per non dire vendetta. Questa è la trama del film, dalle splendide atmosfere, con Hugo Weaving, James Frecheville, Stephen Rea, Freddie Fox, Barry Keoghan, Moe Dunford, Sarah Greene, Jim Broadbent e molti altri, tutti bravi: interessante, ma visto, rivisto, stravisto, non il migliore nel suo genere, cui non aggiunge nulla, e troppo ridondante, in particolare nella fase centrale, un’unica, grande lungaggine che gira piuttosto a vuoto. Peccato.

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Libri

“Scoprirsi down”

download (3)di Gabriele Ottaviani

Nel mio lettino non riuscivo a prendere sonno…

Scoprirsi down – La storia di Alberto, raccontata da lui stesso, Alberto ed Ezio Meroni, San Paolo edizioni. La sindrome di Down è una condizione cromosomica che determina nelle persone che ne sono affette numerose complicanze, che è causata dalla presenza di una terza copia, o di una sua parte, del cromosoma ventuno, il più piccolo fra tutti quelli umani, che contiene meno dell’un per cento dell’acido desossiribonucleico, ovvero il DNA, il corredo genetico che definisce ognuno in tutte le peculiarità che lo caratterizzano, circa quarantasette milioni di nucleotidi e pressappoco trecento geni, come per esempio quello codificante per la proteina precursore della beta-amiloide, correlata alla malattia di Alzheimer, e che determina spesso e malvolentieri, purtroppo, pregiudizio nei confronti degli individui che ne soffrono e che si trovano ad avere nella quotidianità parecchie difficoltà di vario genere. Alberto ha la sindrome di Down. E racconta la sua storia. Tutta. Sin da quando era solo lo scintillio negli occhi dei suoi cari. Con una freschezza che commuove e una brillantezza che fa riflettere e capire.

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Libri

“Tutti i nostri oggi sbagliati”

51F5hjI5vTLdi Gabriele Ottaviani

La settimana scorsa mi hai confessato di temere di essere più sessista di quanto credessi perché nel tuo mondo non eri cresciuto con una sorella come lui. E Greta non mi sembra il tipo di persona disposta ad accettare anche un solo milligrammo di stronzate da parte di un uomo come quello che ieri mattina mi sono ritrovata nel letto. Io non ho fratelli o sorelle, per cui non so quanto si possa essere ciechi nei loro riguardi. So che tutti considerano John un tipo un po’ freddo e distante. Ma non è la stessa cosa che ho visto nei suoi, nei tuoi occhi. Quello che ho visto era rabbia e insensibilità. Come se fosse sbucato fuori il tuo gemello malvagio, perfettamente identico a te eccetto che nello sguardo e nella cadenza della voce.

Tutti i nostri oggi sbagliati, Elan Mastai, Sperling&Kupfer, traduzione di Stefano Bortolussi. Il pianeta è un’isola felice. Tutti possono realizzare ogni sogno. Dalla terra la gente va in ferie sulla luna. Non c’è più inquinamento. Non c’è povertà. Non c’è niente che non vada. Tranne per Tom. Che è infelice. Perché la ragazza che ama non l’ama. Perché ha commesso un errore fatale. Perché torna indietro nel tempo per rimediarvi. E fa un disastro. Cambia tutto. Adesso lui è felice, ma il mondo è allo sbando. Lui ha successo, ma tutto intorno è lo sfacelo. E allora come ci si può dire felici? Immaginifico e filosofico, è una lettura che regala svago, evasione e profondità.

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68. Berlinale

“Damsel”

Robert-Pattinson-Mia-Wasikowska-Damsel-364x205di Gabriele Ottaviani

Damsel. Samuel (Robert Pattinson, che si conferma bravo e desideroso di sperimentare la propria versatilità di interprete) non è esattamente il classico uomo del West. Basti pensare che il suo destriero preferito è un delizioso minipony biondo, che più che altro gli fa da animale di compagnia e che sella giusto per portare la gabbietta che custodisce il pollame, la cui fine è facilmente immaginabile. Ama Penelope, che vuole raggiungere, liberare da chi pare tenerla in suo dominio e sposarla. Peccato che Penelope non sembri essere dello stesso avviso… Il film ha una bellissima fotografia e chiari intenti parodici. Che però lasciano in generale abbastanza freddi. E Mia Wasikowska ha fatto di meglio. Peccato.

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Libri

“Resta con me”

41MzrnEj9SLdi Gabriele Ottaviani

Sa qualcosa dell’anemia falciforme?

Resta con me, Ayòbámi Adébáyò, La nave di Teseo, traduzione di Maria Baiocchi e Anna Tagliavini. Akin ama Yejide, Yejide ama Akin. Sono giovani. Sono nigeriani. Si sono conosciuti a Lagos, all’università. Tutti pensavano che Yejide non sarebbe stata l’unica moglie per Akin, ma invece lui pare non avere bisogno di nessun’altra. Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce, si sa, e quindi a maggior ragione perché dovrebbe conoscerle una tradizione che in effetti non sembra avere motivo di esistere nel momento in cui la vita trova un senso nell’esclusività di un sentimento che connette inestricabilmente e per sempre? Il problema però è che dopo quattro anni i due non hanno ancora avuto figli, nonostante abbiano tentato di risolvere la situazione in vari modi. Questo però non mina la sicurezza di Yejide. Fin quando Akin non si presenta in casa con un’altra donna. La sua seconda moglie. E allora Yejide si rende conto che deve combattere per la sua felicità. Ma il prezzo… Un esordio dirompente, un romanzo emozionante, scritto con una lingua policroma e trascinante. Da leggere.

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68. Berlinale

“Las herederas”

downloaddi Gabriele Ottaviani

Las herederas. Paraguay, oggi. Chela è una donna di mezza età. È depressa. È in difficoltà economiche. Non vuole che si sappia. È orgogliosa. Insieme alla sua compagna Chiquita sta vendendo ogni cosa che possiedono. Ogni ricordo del passato più gioioso. Ma Chiquita purtroppo non ha potuto pagare delle cambiali, e sta per finire in galera. E Chela, che si è sempre affidata all’altra, più esuberante, in tutto e per tutto, piano piano comincia a riprendere in mano la propria vita. E anche a guidare la vecchia Mercedes 240d berlina che le ha regalato il padre. Peccato che non abbia la patente… Le attrici sono brave, lo sguardo è intimo e delicato, il problema è che appare già visto ed eccessivamente rarefatto e dilatato. Peccato.

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