Libri

“Ovunque sulla terra gli uomini”

ovunque-sulla-terra-gli-uomini_00.jpgdi Gabriele Ottaviani

Yuji sapeva che quelle cose non si dicono, che una reazione così scomposta, così apertamente feroce non si conviene a un bambino beneducato, soprattutto se studia in una scuola rispettabile, avveniristica e dispendiosa come la Bokujou, soprattutto se il bersaglio di tanta protervia è la maestra di matematica nello svolgimento delle sue attività e alla presenza di testimoni impressionabili. Ma Yuji non poteva sopportare oltre il fatto di venire dileggiato davanti ai suoi amici con risatine maligne e prefigurazioni di un’esistenza da fallito solo perché non riusciva a imparare i vettori e le funzioni di secondo grado, non ci riusciva per quanto si sforzasse o piangesse di nascosto nella penombra della sua cameretta per quella follia di torturare bambini delle elementari con nozioni algebriche che avrebbero messo in difficoltà più di un liceale. Yuji sapeva tutto questo, però – e lo realizzò, tremando nelle viscere, un istante dopo aver sentito la propria voce scandire l’immonda parola – lo aveva fatto. Non era stato in grado di resistere. Aveva parlato, trascinato dal furore e da uno stolido desiderio di vendetta. La maestra era sempre lì, imbalsamata dietro la cattedra, sorretta dal grottesco busto correttivo che tutti sapevano distinguere sotto le pieghe dell’abito da samaritana, con la boccuccia di serpente protesa in avanti come se cercasse di perfezionare la mira, come se volesse rispondere alla fucilata con un dardo di cerbottana avvelenato. Nel frattempo tutti gli amici di Yuji erano scomparsi. O meglio: erano ancora seduti ai loro banchi (a chi poteva venire in mente di alzarsi in un momento simile?) ma era come se non ci fossero. Molti tenevano la testa china in una mistificazione di svagatezza o preghiera che doveva costar loro indicibile sforzo, alcuni scarabocchiavano…

Ovunque sulla terra gli uomini, Marco Marrucci, Racconti.  Meraviglioso sin dal titolo e dalla copertina dal sapore esistenzialista, il volume del giovanissimo autore nativo di San Miniato, selezionato nella longlist del prestigioso premio Comisso, ormai appuntamento pluridecennale in ambito letterario italiano, è un catalogo di suggestioni raffinatissime che mette il lettore di fronte all’infinita varietà e mutevolezza dell’animo umano, che scintilla come un fuoco d’artificio che esplode e illumina il cielo, trovando senso nel magnifico squadernarsi delle infinite possibilità dell’immaginazione: indimenticabile, originale, esaltante.

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Libri

“Il libro di G.”

61jTM-HsegL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Sono nato a quest’ora storta, l’ora che si urlano l’uno sull’altro gli uccelli, di parto borghese, qui vicino, all’Ars Medica;

sono nato a un’ora innaturale,

da madre triste e padre visionario, allo sboccio – allo scoppio – dell’amore; sono nato a un’ora critica, etimologicamente,  

di notte e giorno, poi preso per un piede a vomitare meconio

e prima luce, a dare dentro aria di fuoco freddo che ci invade.

Il libro di G., Vincenzo Ostuni, Il saggiatore. Dottore in psicologia con una tesi sull’epistemologia della teoria psicoanalitica generale, dottore di ricerca in filosofia con una tesi sull’identità personale fra filosofia analitica della mente e neuropsicologia, fondatore del Laboratorio Aperto di Ricerca Poetica (LARP), redattore, scrittore, editor, traduttore, poeta, vincitore del Premio Delfini, si debbono a lui articoli su il manifesto, la Repubblica, il Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano, Montag, Bioetica, Nuovi Argomenti, alfabeta2 e molte altre pubblicazioni: padre di due figli, Ostuni dà alle stampe un’opera che supera d’un balzo ogni classificazione possibile ed è un romanzo in versi, rivoluzionario sin dallo sviluppo orizzontale, sul tema della genitorialità, declinato nelle sua innumerevoli sfaccettature. Sublime e unico.

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“Orsetti gommosi e granate”

81fdSyjxqHL._AC_UL320_.jpgdi Gabriele Ottaviani

«Mi guarda con quella faccia. Come se fosse dispiaciuto per me. Non sono un caso umano.» «Non è quello che stavo pensando,» disse Dex piano, dondolandosi lentamente. «Sono piuttosto sicuro che neanche Zach lo pensa.» «Allora, cosa?» «Stavo cercando di non arrabbiarmi.» Austen gli scoccò un’occhiata di traverso. «Per cosa?» «Per come avresti dovuto avere la possibilità di essere un ragazzino normale. Andare a scuola, metterti nei guai per aver letto dei fumetti durante l’ora di matematica o per aver messo una puzzola nell’auto del tuo insegnante di ginnastica perché aveva detto al tuo fratellino che faceva schifo a dodgeball. Difficile evitare qualcosa due volte la tua taglia che ti viene scagliato contro da ragazzini teriani più grossi di te.» Austen lo fissò. «Hai messo una puzzola nell’auto del tuo insegnante?» Dex agitò le sopracciglia. «Indovina chi faceva schifo dopo?» Austen sbuffò. «Sei proprio un coglione, Daley.» «Non è una novità.» Austen fece spallucce, lo sguardo perso nel nulla. «Difficile sentire la mancanza di qualcosa che non hai mai avuto. Io sono stato fortunato.» «Fortunato?» Dex scosse la testa, disgustato. «Sparavi in testa alla gente prima ancora di avere l’età per comprare una birra. Insomma, che diavolo aveva in testa la Sparks? D’altra parte, non è che a lei freghi un cazzo. Ti ha usato nello stesso modo in cui usa chiunque altro.» «Tu non sai un cazzo, Daley,» sbottò Austen, spaventandolo. «Sì, lei ha fatto un sacco di cose di merda, ma non pensare neanche per un secondo di conoscerla. È vero, a volte voglio dirle di andare a farsi fottere, ma lei mi ha salvato la vita. Mi ha chiesto di unirmi al TIN perché io lo volevo più di ogni altra cosa. Ero stanco di essere vulnerabile, di essere spaventato e di dover scappare. Stanco di vedere teriani della mia età buttati fuori per strada, a prostituirsi, a morire con un ago nel braccio solo perché erano teriani. Sai cosa si prova a fare un pompino a un tizio per non morire di fame? «Ci sono andato vicino una volta, ma sono scappato via all’ultimo secondo. Invece sono diventato davvero bravo a rubare e a non essere preso. Fino a Sloane. È stato il primo bersaglio che mi ha beccato, e giuro che pensavo di essere fregato, perché o mi avrebbe consegnato alla polizia o avrebbe accettato la mia offerta.»

Orsetti gommosi e granate, Charlie Cochet, Triskell, traduzione di Emanuela Graziani. La saga dei THIRDS continua con un nuovo episodio che conferma la fluidità della scrittura e la facilità per il lettore a lasciarsi condurre, per il tramite di uno stile fresco, nei meandri della narrazione, che diverte, avvince e convince. Questa volta protagonista più che l’agente Dexter è il suo desiderio di sposarsi finalmente col fidanzato: il problema è che l’addio al celibato, ovviamente, non va affatto come previsto e auspicato, e le complicazioni non si debbono al costume da orso, ma a pericoli decisamente più seri… Da leggere. Un gradito ritorno per tutti gli appassionati.

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“Diari e memorie dal fronte”

Diari-e-memorie-dal-fronte-400x360.jpgdi Gabriele Ottaviani

Giornate vuote. San Michele perduto. Le nostre speranze ed ansie individuate in quella vetta.

Diari e memorie dal fronte (1915-1918), Meuccio Ruini, Mattioli 1885, prefazione di Marieli Ruini, introduzione di Fiorenzo Sicuri, a cura di Giovanni Fontanesi. Vissuto tra il milleottocentosettantasette e il millenovecentosettanta, fu ministro nel millenovecentoventi e tra il millenovecentoquarantaquattro e il quarantacinque, dottore in filosofia e giurisprudenza, si chiamava Bartolomeo, fu seconda carica dello stato per tre mesi nel millenovecentocinquantatré e senatore a vita a partire da dieci anni dopo ma se lo ricordano in pochi: questa è la storia della sua esperienza nella Grande Guerra: da leggere, rileggere, far leggere. Imperdibile.

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“Scommessa su un fantino morto”

Scommessa-su-un-fantino-morto-400x360.jpgdi Gabriele Ottaviani

La lettera smise di scriversi da sola nella testa di Munnie.

Scommessa su un fantino morto, Irwin Shaw, Mattioli 1885, traduzione di Chiara Voltini. Scommessa su un fantino morto, Una storia cattiva, Alla francese, Peter Due, L’età della ragione, Quel bacio a Croton Falls, Eravamo in tre, Le rive soleggiate del fiume Lete, Il matrimonio di un amico, Viaggio di andata, viaggio di ritorno: all’anagrafe Gilbert Shamforov, scrittore di culto morto settantunenne trentacinque anni fa, Shaw è stato drammaturgo, sceneggiatore (e due di questi racconti sono passati per il grande schermo, vedendo come protagonista anche Charlotte Rampling) e scrittore. Il livello altissimo della sua prosa raggiunge qui vette straordinarie di mirabile finezza, soprattutto per quel che concerne l’indagine psicologica dei personaggi che, calati in ambienti che non sono semplici fondali, ma protagonisti a loro volta, sono riverberi e porzioni della molteplicità dell’animo umano. Imprescindibile.

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“Normandia”

9788889397572di Gabriele Ottaviani

Nell’operazione Overlord, Arromanches-les-Bains riveste un ruolo di vitale importanza.

Normandia – I luoghi dello sbarco e della battaglia, Mario Bussoni, Mattioli 1885. È una delle regioni più belle di Francia, è stato il teatro di uno degli eventi più significativi della seconda guerra mondiale, è terra di storia e maree, in cui ogni angolo sembra raccontare vicende gravide di senso e ricchissime di livelli di lettura e chiavi di interpretazione, sempre più caleidoscopiche via via che si susseguono gli scorci: Bussoni conduce il lettore in Normandia attraverso una pubblicazione agilissima e splendida connotata da meravigliose immagini.

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“Nel mirino”

81+gGw+ESaL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

A quanto pareva, i jihadisti, offesi da una mostra sulla cultura curda, l’avevano fatta a pezzi dimostrando la loro consueta apertura al dialogo.

Nel mirino – I miei giorni in difesa di Kobane, Azad Cudi, Longanesi, traduzione di Sara Crimi e Laura Tasso. Kobane è una città del nord della Siria, nell’attuale Kurdistan siriano, a due passi dal confine con la Turchia. È un luogo di povertà. Di miseria. Di deserto. Di guerra. crocevia sin dal nome che ricorda la società tedesca che costruì la ferrovia Berlino-Baghdad e ne fece un suo snodo, rifugio per gli armeni cristiani scampati ai massacri dei giovani turchi ottomani in Anatolia all’epoca della prima guerra mondiale, fronte contro la stato islamico, baluardo emblematico della resistenza curda, come insegna anche Zerocalcare: Azad Cudi racconta la sua storia. Da leggere. Per conoscere, comprendere, riflettere, capire.

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