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“Forse Esther”

di Gabriele Ottaviani

Forse Esther, Katja Petrowskaja, Adelphi, traduzione di Ada Vigliani. Cosa è stato di tutta la famiglia, dispersa fra Polonia, Austria e Russia? E sarà stato davvero Esther il nome di quella bisnonna alla cui domanda fatta a due soldati tedeschi un giorno a Kiev nel millenovecentoquarantuno su quale fosse la strada per Babij Jar, la fossa comune degli ebrei, fu risposto con una distratta rivoltellata? Forse. Per ricostruire quella ramificata genealogia, intreccio di culture e di lingue – yiddish, polacco, ucraino, ebraico, russo, tedesco –, Katja Petrowskaja intraprende, sulle tracce degli scomparsi, un intenso viaggio a ritroso nel tempo, nello spazio, nella storia del Novecento, fra Kiev, Mosca, Varsavia, Berlino, ghetti, lager e gulag. Emozionante, commovente, monumentale, bellissimo. Impeccabile e imperdibile.

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“Amélie”

di Gabriele Ottaviani

Amélie – Il destino viaggia sulla strada maestra, Barbara Fabbroni, Armando Curcio editore. Intenso, appassionato e appassionante, emozionante, potente, lieve ma niente affatto superficiale, connotato nel dettaglio e con cura specialmente per quel che concerne il suo sviluppo, articolato su diversi livelli, trascendendo le mere categorizzazioni di genere, il romanzo, assai leggibile, si dipana per le fascinose strade di Parigi, percorse dalla giovane protagonista, influencer che sogna il mondo della moda e che, con determinazione e impegno, pare sul punto di intraprendere un nuovo percorso nella sua vita, cambiando città e prospettive. Tutto muta d’improvviso però quando una sera viene aggredita da tre sconosciuti, e… Da leggere.

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“Formulario per la presenza”: intervista all’autrice

di Gabriele Ottaviani

Francesca Innocenzi ha scritto Formulario per la presenza: Convenzionali la intervista con gioia per voi.

Da dove nasce Formulario per la presenza?

Formulario per la presenza è una piccola silloge di 25 componimenti in versi, già pubblicati in precedenti raccolte tra il 2007 e il 2019. La silloge è inclusa nella collana Le gemme, curata da Cinzia Marulli; una collezione di quaderni di poesia dedicata ad autori contemporanei scelti, con il proposito di rappresentare una summa della loro poetica. Negli ultimi mesi ho fortemente avvertito l’esigenza di riunire quelle poche liriche che risuonassero tuttora in me, quelle che si potessero, a mio avviso, considerare portatrici di un senso oltre le contingenze che ne avevano determinato la genesi. È nata così l’idea di questo volumetto, il cui titolo, Formulario per la presenza, potrebbe disorientare, data la mancanza di un nesso evidente con i testi, che recano anzi, a più riprese, tracce di assenze, lacune e sparizioni. Eppure proprio queste cadute si sono rivelate tappe obbligate di un percorso, esistenziale e poetico, che mi ha a poco a poco avvicinato alla sostanza delle cose, nell’esercizio al qui e ora, nel cogliere l’unicità di istanti in sé perfetti, nel perseguire un barlume di integrità nella frammentazione interna che sempre ci abita. Questa piccola raccolta è per me un formulario per la presenza, perché ogni verso è una pietra miliare in più verso l’esserci, in me stessa e per me stessa, nel mondo e per il mondo. Vuole essere un esercizio per travalicare la narrazione di un io intrappolato nel dolore, attraversare la parola per approdare nel luogo dove superarla.

Qual è l’essenza del nostro tempo e della nostra società?

Credo si sia decisamente perduto il senso dell’esistere in quanto collettività. Inoltre l’impiego massiccio dei media, dei social in particolare, comporta una particolare percezione delle cose, che nella loro deperibilità estrema vengono immediatamente superate. L’esaltazione dell’immagine priva di contenuto è un aspetto ulteriore di questo affastellamento di stimoli che si susseguono in un tempo incredibilmente breve.

Qual è il ruolo del linguaggio poetico?

Senza dubbio la scrittura poetica ha il compito di raccontare il reale in tutti i suoi cambiamenti e sfaccettature. Nel contempo è fondamentale che mantenga uno stretto legame con l’universo dei simboli e degli archetipi, dal quale l’attitudine al linguaggio dell’immediato rischia di allontanarci. La poesia oggi vuole essere un invito all’ascolto e all’accoglienza, nella riscoperta di modo di vivere il tempo più a misura d’uomo.  

Perché scrive?

Scrivere è un esercizio all’esistenza, un richiamo alla presenza. Costruire una narrazione di sé è la premessa del perdono, del lasciare andare. Così si impara a guardarsi. Solo così si avvia un colloquio autentico con il mondo.

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“Il capro espiatorio”

di Gabriele Ottaviani

Il capro espiatorio, August Strindberg, Carbonio, traduzione di Franco Perrelli. Il giovane, timido e impacciato avvocato Libotz, personaggio meraviglioso, simbolico ed evocativo, un po’ in difficoltà sia con il lavoro che con le questioni di cuore, è l’ultimo arrivato in una cittadina svedese sperduta tra le montagne, in cui il glorioso passato di stazione termale non è che un polveroso e nostalgico ricordo, e ora non vi sono pressoché altro che pensionati, vedove e infermi. Straniero in un luogo ostile, portato ad accollarsi colpe non sue e a farsi schiacciare dal senso del dovere, è il perfetto capro espiatorio per tutti: e questo libro ha centodiciassette anni, ma sembra scritto domani. L’ultimo romanzo di Strindberg, un genio che non ha bisogno di presentazioni, il capitolo conclusivo della cosiddetta trilogia della solitudine, è una straordinaria, ironica, mai meramente amara, analisi dell’ineluttabilità del destino, dell’inafferrabilità dell’esistenza, della fragilità della natura e della condizione umana, oltre che una formidabile testimonianza di talento, una boccata d’aria fresca, che fa bene allo spirito e induce alla riflessione, commuove, emoziona, coinvolge, travolge e sconvolge: insomma, il potere salvifico della bellezza si esprime in queste pagine alla massima potenza. Da non perdere.

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“Grande terra sommersa”

di Gabriele Ottaviani

Grande terra sommersa, Alessandro De Roma, Fandango: potente, avvincente, brillante, emozionante, intenso, profondissimo, una travolgente storia di formazione, raccontata con una prosa magistrale, che coinvolge, convince e conquista, nella quale tutti possono riconoscersi, nella quale ciascuno può ascoltare l’eco della voce dei propri turbamenti, delle proprie paure, dei propri desideri, perché l’anima è una grande terra sommersa, ricca di splendori che aspettano solo di venire alla luce. Da non perdere.

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“Ucraina, appunto una guerra”

di Gabriele Ottaviani

Ucraina, appunto una guerra – La vita scorre fuori dai margini, Il Foglio. Di Fabio Izzo, scrittore di gran talento, che racconta la storia di Yosyp, chiamato così senza nessun motivo, spezzando ogni tradizione familiare, nato a dicembre quando Natale è ancora troppo lontano, in un giorno di freddo gelido, di quelli che frantumano le ossa, scappato dalla guerra, lontano da Kiev, dove ha lasciato il cuore, lontano dai suoi libri, senza i quali si sente solo e nudo: un libro travolgente per una storia ricca di livelli di lettura, riferimenti e chiavi d’interpretazione, emozionante e bellissima.

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“L’intensa vita di Vita”

di Gabriele Ottaviani

L’intensa vita di Vita, Scatole parlanti. Di Candida Ippolito, che dà alle stampe una storia siciliana eppure universale, particolare ma capace di parlare a tutti, una vicenda di autodeterminazione, rivalsa, riscatto, identità, lotta contro il maschilismo, il patriarcato, la mentalità mafiosa, i pregiudizi, i preconcetti, una storia di coraggio, quello che ci vuole per nuotare controcorrente, la storia di un retaggio, che da una nonna passa a una nipote con lo stesso nome, Vita. Donna. Libertà. Travolgente ed emozionante.

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“La sedia rossa”

di Gabriele Ottaviani

La sedia rossa – Tragicommedie in tempo di pandemia, Scatole parlanti. Di Antonella Viola, sommelier, laureanda in scienze e tecniche psicologiche, counselor, coordinatrice infermieristica e infermiera, cui in un hub vaccinale giorno dopo giorno è stato assegnato un box sempre diverso ma sempre uguale, con al centro la sedia rossa sulla quale si siede il paziente di turno, che in quegli istanti si manifesta in tutta la sua sincerità. Raccogliendo confidenze, Viola tratteggia vividamente una comédie humaine che fa sorridere, emozionare, ragionare.

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“Fiammiferi”

di Gabriele Ottaviani

Fiammiferi – Storia di una morte iniziata tardi, Roberto Iossa, Scatole parlanti. Va tutto alla rovescia in questo racconto, che narra al contrario la vita di Luca, giovane, disilluso, annoiato, fragile, partendo dalla fine: un’opera delicata, tenera, profonda, gentile, malinconica, sensibile, che induce alla riflessione sulla condizione umana e sulla cognizione del dolore. Intenso.

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“Nell’ora sud”

di Gabriele Ottaviani

Nell’ora sud, Tamara Calliope Macera, Scatole parlanti. Il microcosmo della provincia spesso si tinge di risentimenti, rancorosi silenzi e striscianti pettegolezzi, e un ragazzo, studente di biotecnologie, sembra destinato a un avvenire piuttosto incolore, con la sola compagnia di un amico decisamente particolare. Finché, un giorno, non scompare, e… Originale e stimolante.

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