Libri

“La coppia perfetta”

9788842927112_la_coppia_perfetta_3da.pngdi Gabriele Ottaviani

Non è stato sempre così male. All’inizio avevo una camera da letto molto più bella, con ogni sorta di comfort, di cui Jack mi ha privata a ogni tentativo di fuga. Prima ho perso la teiera, poi la radio, poi i libri. Senza più nulla a distrarmi, per alleviare la noia opprimente delle giornate mi ero messa a giocare coi vestiti del mio guardaroba, mischiando e abbinando i capi per il puro gusto di farlo. Dopo un altro tentativo di fuga fallito, Jack mi ha tolta da quella camera e mi ha messa nello stanzino accanto, ma non prima di averlo svuotato di ogni comodità tranne il letto. Quando ho perso il guardaroba, per i vestiti sono dovuta dipendere da lui ogni mattina. Ben presto mi sono giocata anche quel diritto e adesso, a meno che non usciamo, sono costretta a indossare pigiami giorno e notte. Jack me ne fa avere uno pulito tre volte a settimana, ma non c’è nulla che spezzi la monotonia di portare la stessa cosa dalla mattina alla sera, specie quando ogni pigiama è identico al precedente. Sono tutti dello stesso taglio e dello stesso colore – nero –, senza alcun dettaglio che li distingua. Una volta, poco tempo fa, quando gli ho chiesto se potevo avere almeno un vestito da mettere durante il giorno, mi ha portato una tenda che avevo nel mio vecchio appartamento e mi ha detto di farmene uno con quella.

La coppia perfetta, traduzione di Francesco Graziosi, B. A. Paris, Editrice Nord. Jack è un uomo di successo, brillante e affascinante. Grace è la donna ideale. Una padrona di casa di quelle che sembrano uscite direttamente da una commedia americana degli anni Cinquanta, o da un manuale di economia domestica. Al limite una più che degna epigona di Bree Van de Kamp, se siete fan di Desperate housewives (almeno delle prime stagioni, quelle buone e scritte abbastanza bene). Sono insomma una coppia da fare invidia, sono la coppia perfetta. Forse. A vederli da fuori. D’altro canto ogni famiglia felice si somiglia, mentre ognuna di quelle disgraziate ha il suo specifico dolore, per parafrasare Tolstoj. Ma qui non si tratta di dolore. Meglio, non solo. Si tratta di ossessione. Apparenza. Menzogna. Crudeltà. Il libro ha fatto scalpore, e ora arriva in Italia. E si legge in un baleno. Travolgente e straziante, è da non perdere.

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venezia 73

Civitas Vitae 2016

untitledPubblicazione a cura della redazione del comunicato stampa

Dopo le quattro fortunate edizioni precedenti, il Premio “Civitas Vitae – Rendere la longevità risorsa di coesione sociale” ritorna a Venezia per la 73. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Il riconoscimento verrà assegnato a un regista o interprete capace di veicolare un’immagine al di fuori degli schemi di una persona longeva.

Promosso dalla Fondazione OIC Onlus, inserito tra i riconoscimenti collaterali della Mostra, il Premio Civitas Vitae prende il nome dalla principale realtà operativa della Fondazione, un’innovativa esperienza di social-lab intergenerazionale che, in un’area di 12 ettari a Padova, costituisce la prima infrastruttura di coesione sociale in Italia, dove convivono in modo sistemico strutture socio-assistenziali, educative, sanitarie, residenziali, sportive e di relazione. Altri Civitas Vitae saranno aperti in Italia nei prossimi anni.

L’idea del Premio nasce nella convinzione che il cinema sia un eccellente strumento per aiutare l’evoluzione sociale e per meglio comprendere e vivere le sfide socio-demografiche dei prossimi anni, quando il progressivo allungamento della vita e la denatalità trasformeranno l’Europa in una società di “patriarchi di massa”, rendendo i longevi il centro attivo della comunità sociale.

Il “Civitas Vitae” 2012 è andato a Costanza Quatriglio, regista di Terramatta, Evento Speciale delle Giornate degli Autori alla 69. Mostra. Nel 2013 è stato attribuito a Still Life di Uberto Pasolini, anche Premio Orizzonti per la miglior regia. Nel 2014 è stato consegnato al regista Ivan Gergolet per Dancing with Maria, ritratto della 93enne danzatrice argentina Maria Fux, in concorso alla 29. Settimana della Critica. Nel 2015 il Premio è andato ad Alberto Caviglia, regista del mockumentary Pecore in erba, in cartellone a Orizzonti.

La Giuria del “Civitas Vitae” 2016 è composta dalla scrittrice Antonia Arslan (presidente); dal sociologo e presidente del Censis Giuseppe De Rita; dall’ex direttore generale di RAI e Sole24Ore Gianni Locatelli; dall’attore Alberto Terrani; dal musicista e direttore dei Solisti Veneti Claudio Scimone; dal critico cinematografico Federico Pontiggia con il supporto dei precedenti vincitori Costanza Quatriglio e Ivan Gergolet.

La cerimonia di consegna del Premio si terrà il 10 settembre alle ore 11.00 presso lo Spazio Fondazione Ente dello Spettacolo (Sala Tropicana 1) all’Hotel Excelsior.

La Fondazione OIC Onlus (www.oiconlus.it) da 60 anni si occupa di dare accoglienza alle persone anziane e fragili. Opera sulla base di una vision che considera la longevità non un peso, ma una risorsa per la società, una fase della vita che può essere vissuta in pienezza, rifuggendo derive giovanilistiche e ghettizzazioni. La Fondazione è presente in Veneto e Lombardia con 14 strutture nelle quali operano oltre 1.700 dipendenti di 30 nazionalità diverse.

Per informazioni: Guido Masnata guido.masnata@oiconlus.it – 0496683000 – 3356474058

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Intervista, locarno 2016

Maud Alpi: “Il cinema è una macchina fragile”

download (1)di Gabriele Ottaviani

Il suo Gorge, coeur, ventre ha fatto giustamente sensazione a Locarno: Convenzionali ha il piacere di intervistarne la regista, Maud Alpi.

Perché ha deciso di fare questo film?

Volevo fare un viaggio nella matrice notturna del nostro mondo. Ero ossessionata da immagini che avevo visto e ho voluto creare il mio viaggio, sensoriale ed emozionale nell’inferno di un mattatoio, vicino a tutti gli animali, umani e non umani. Credo che finché esiste l’inferno c’è bisogno che venga filmato.

Qual è il messaggio che vuole lasciare al pubblico?

Non mi occupo di messaggi, di problemi o questioni. Lavoro, come ho già detto, su un livello più sensoriale ed emozionale, affinché lo spettatore sia immerso, spontaneamente toccato, impressionato dalle emozioni dei personaggi (per lo più non umani) che incontra nel mio film.

Che cos’è il cinema per lei?

Al momento è una macchina fragile, che sfida la realtà. Mi piacerebbe citare Philip K. Dick proprio a proposito della realtà: “Devi creare più velocemente di quanto lei non crei te”.

C’è un libro che ha un particolare significato nella tua vita? E perché?

Tutti i libri fotografici dello svedese Anders Petersen, perché non osserva le persone, gli esseri o i luoghi che ritrae, ma li tocca, li accarezza. Condivide le loro emozioni. Dice che non fotografa ciò che vede, ma ciò che sente.

 

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Cinema

“Una Diecimilalire”

Ciro Esposito e Nando Irene@andrea sciaraPubblicazione a cura della redazione del comunicato stampa

Una Diecimilalire, opera prima di Luciano Luminelli sarà presentato in concorso il 27 agosto alla 29ª edizione del Festival di FreistadtDer Neue Heimatfilm” in Austria. Saranno presenti il regista Luciano Luminelli e l’autore delle musiche Tiziano Novelli. Il film avrà la sua première romana il 6 settembre al Cinema Madison. Saranno presenti gli interpreti: Sebastiano Somma, Gianluca Di Gennaro, Ciro Esposito Gerardo Placido, Chiara Conti, Paola Lavini e Jonis Bascir, Fabrizio Buompastore, Giorgia Palmucci e Francesco Colangelo.

Una Diecimilalire è un film che viene da lontano. E’ un film documento sui quindici anni che vanno dal 1960 al 1975 e che hanno visto lo spopolamento delle aree calabro lucane, pugliesi e campane e una migrazione verso il nord della penisola e nelle nazioni oltre confine. Il film nel suo arco temporale arriva ai giorni nostri.

“Con Una Diecimilalire dice Luciano Luminelli ho cercato di raccontare una storia frutto di tanti ricordi che sin da bambino mi hanno accompagnato. Il costume, la società, le abitudini di quell’epoca che hanno fatto da cornice alla mia infanzia e adolescenza, che rappresentano per me un periodo positivo, simbolo di un’Italia vera e autentica. Ho sentito la necessità di parlare di un paese che ormai non c’è più – spiega – un’Italia semplice che andrebbe recuperata, fatta di valori e sentimenti autentici. Vincenzo, il protagonista, è l’emblema di quel Paese povero, giovane del sud che trova riscatto nelle grandi città industrializzate del nord”.

Siamo nel 1960, il protagonista Vincenzo è un giovane intraprendente e volenteroso, all’età di appena undici anni decide di scappare da un piccolo paesino della Basilicata, abbandonando la sua famiglia per rifugiarsi nella capitale da un fratello calzolaio. Sullo sfondo un’Italia nel pieno del boom economico; un passaggio vissuto dal ragazzo come un nuovo inizio e insieme come un vero e proprio riscatto sociale: comincia a lavorare in un bar e consegue una licenza elementare. Tutto sembra scorrere nel verso giusto ma una triste scoperta sconvolge la sua vita. Vincenzo cerca un ulteriore riscatto per sé e per il fratello aprendo un’attività commerciale e consolidando così la sua affermazione sociale nella capitale, ma sempre con il rammarico di non aver vicino la famiglia d’origine e soprattutto il fratello Giovanni. Torna al suo Paese ormai da uomo adulto, al capezzale del padre morente, portando con sé i ricordi di bambino, da uomo vincente per la sua gente, ma sconfitto nel profondo e vittima del rimpianto per una vita vissuta a metà.

Nel cast Sebastiano Somma, Gianluca Di Gennaro nel ruolo del protagonista, Ciro Esposito in quello del fratello Giovanni, Gerardo Placido, Chiara Conti, Paola Lavini e Jonis Bascir, Fabrizio Buompastore, Giorgia Palmucci eFrancesco Colangelo. Il film ha vinto il Grand Prix della giuria alla XIX edizione del Terre di Siena Film Festival comeMiglior Film nella sezione film italiani e Sebastiano Somma ha ricevuto il Premio come Miglior Attore dalla giuria presieduta da Pupi Avati che, a proposito del film ha dichiarato: “Un bel film che parla di sentimenti e che ricorda il primo Tornatore”.

Una Diecimilalire è scritto e diretto da Luciano Luminelli è prodotto e distribuito da Ludoarchedo48 Production. Il film ha goduto del patrocinio del Comune di Roma, Comune di Matera, Comune di Irsina, Comune di Potenza e Montescaglioso con il sostegno dell’APT Basilicata, il Patrocinio della Lucana Film Commission in collaborazione con Cinecittà Luce.  A Roma sarà in programmazione al Cinema Madison per poi continuare al Caravaggio e al Farnese Persol. Proseguirà il suo percorso distributivo nel centro Italia per arrivare in Puglia, Basilicata, Sicilia, Campania, Piemonte e Lombardia.

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Cinema

“Un padre, una figlia”

downloaddi Gabriele Ottaviani

Eliza è una valente studentessa. Il padre vuole un futuro felice per lei. Lontano dalla Romania endemicamente corrotta che la sua generazione dopo il crollo del regime non è riuscita a cambiare. Ma per la borsa di studio a Cambridge in psicologia serve anche un ottimo voto di maturità. Però il giorno prima degli esami Eliza viene aggredita, e ne porta i segni nel fisico e nello spirito. Tutto rischia di essere compromesso. E il padre, umanissimo, come tutte le figure ritratte nella pellicola con rara profondità, con tutti i pregi e i difetti del caso, si trova a doversi comportare come non ha mai voluto, come non le ha insegnato. Il titolo originale è Bacalaureat, ovvero maturità, che in italiano diventa Un padre, una figlia. Retorico, ma efficace. È in sala dal trenta di questo mese il film con cui Cristian Mungiu ha vinto, e non poteva essere altrimenti, il premio per la miglior regia all’ultimo festival di Cannes: un’opera potentissima, perfetta sotto ogni aspetto. Che ti spinge a riflettere. A farti delle domande. A chiederti dove sia il limite, cosa sia effettivamente giusto, cosa sbagliato. Quanto la vita e la teoria, in effetti, siano simili e insieme diversissime. Da non perdere assolutamente.

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Cinema

“The family whistle”

locandinaPubblicazione a cura della redazione del comunicato stampa

Sull’isola Tiberina l’ultimo appuntamento con Basilicata Terra di Cinema: il 30 agosto Michele Russo presenta il docufilm sulla celebre famiglia Coppola, The Family Whistle

L’ultimo degli appuntamenti di Basilicata Terra di Cinema è dedicato alla cinematografia internazionale che con la Basilicata ha un solido legame: l’Arena Groupama accoglierà il 30 agosto, alle 21.30, il docufilm The Family Whistle – Il fischio di famiglia diretto da Michele Russo che per anni si è documentato sulla famiglia Coppola. Presentato nella sezione Cannes Classics nel corso della 60esima edizione del Festival di Cannes, il lavoro si è aggiudicato l’Indie Spec Best Cinematography Award per la Miglior Fotografia al Boston International Film festival ed è stato girato tra l’Italia (in Basilicata, in particolare nella zona di Bernalda, luogo d’origine della famiglia Coppola) e gli Stati Uniti raccontando attraverso interviste, testimonianze e ricostruzioni storiche le origini della famiglia Coppola: quattro generazioni di talenti a cui appartengono Francis Ford, Sofia, Roman, Nicholas Cage e molti altri cineasti e musicisti, come il padre del regista di Apocalypse Now, Carmine.

Michele Russo, inoltre parente dei Coppola, è riuscito a ristabilire dopo più di un secolo i contatti con i cugini e a ricostruire l’albero genealogico di famiglia di Bernalda. In 65 minuti trasporta lo spettatore in un viaggio che percorre le radici di questa dinastia di cineasti con l’intenzione di svelare i segreti che ancora oggi continuano ad alimentare la loro vena artistica. La ricostruzione storica e antropologica, condotta attraverso archivi comunali, ecclesiastici e racconti popolari, si è avvalsa anche d’inserti tratti da vecchi documentari e reportage sulla Basilicata attinti dalla Cineteca Lucana di Oppido Lucano e canti tratti dalla collezione della fondazione Alan Lomax, un antropologo della musica popolare che nel dopoguerra raccolse dai contadini nelle terre lucane canzoni e ballate di tradizione millenaria.

Dopo questo appuntamento romano, il regista ripartirà per gli Stati Uniti dove ci sarà ad attenderlo Francis Ford Coppola e dove The Family Whistle – Il fischio di famiglia coprodotto dalla Zoetrope è candidato al Colorado international Film Festival nella sezione Documentary Film.

“L’esperienza di Basilicata Terra di Cinema nella capitale del cinema italiano – afferma il direttore della Lucana Film Commission, Paride Leporace -, è un impegno che continua nel tempo e che certifica le buone politiche attuate sul versante della settima arte, riuscendo ad affrontare le sfide della modernità senza dimenticare la memoria. Cineturismo, valorizzazione dei giovani talenti e grande cinema internazionale sono stati gli ingredienti utilizzati per una manifestazione che in forma leggera ha intrattenuto, informato, divertito e fatto riflettere”.

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