71. berlinale

“Any day now”

di Gabriele Ottaviani

Any day now. Alla Berlinale. Di Hamy Ramezan con Aran-Sina Keshvari, Shahab Hosseini, Shabnam Ghorbani, Kimiya Eskandari, Vilho Rönkkönen, Laura Birn, Eero Melasniemi, Kristiina Halkola e tanti altri. In un villaggio finlandese per rifugiati, ai margini di una foresta, una dignitosa famiglia attende di sapere se la propria domanda di asilo sarà accolta: questa precarietà si riverbera anche nei comportamenti dei componenti, in particolare in quelli di un ragazzo che non solo sta cercando il proprio posto nel mondo, ma anche di capire quell’indomabile turbamento che si chiama amore. Da non perdere.  

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71. berlinale

“Brother’s keeper”

di Gabriele Ottaviani

Brother’s keeper. Alla Berlinale. Di Ferit Karahan. Con Samet Yildiz, Ekin Koç, Mahir İpek, Melih Selçuk, Cansu Firinci, Nurullah Alaca e tanti altri. Straziante, delicatissimo, profondo, stupendo, girato bene, scritto meglio, interpretato magistralmente, soprattutto dai protagonisti più giovani, è un affresco perfetto del gelo fisico ed emotivo che attanaglia un remoto collegio anatolico in cui ragazzi curdi vengono educati alla repressione della tenerezza. Magnetico.

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71. berlinale

“Copilot”

di Gabriele Ottaviani

Copilot. Alla Berlinale. Di Anne Zohra Berrached. Con Canan Kir, Roger Azar, Özay Fecht, Jana Julia Roth, Nicolas Chaoui, Darina Al Joundi, Ceci Chuh e altri. Tra Asli e Saeed, a metà degli anni Novanta, è subito amore, che ben presto si evolve in un matrimonio fondato sulla fiducia e sul sostegno reciproci: tutto sembra perfetto, e null’altro che l’inizio di un avvenire roseo, sereno e sicuro. Almeno fino a quando Saeed non prende una decisione che non sgretola soltanto i sogni di Asli, ma un’intera visione addirittura del mondo… Potentissimo, doloroso, destabilizzante: da vedere.

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Libri

“Biancaneve nel Novecento”

di Gabriele Ottaviani

Che una ragazza restasse incinta era incidente di percorso poco frequente ma non impossibile.

Biancaneve nel Novecento, Marilù Oliva, Solferino. Con prosa magnetica Marilù Oliva, che non ha bisogno di presentazioni, fa immergere il lettore in una vicenda potente che attraversa la storia del secolo breve, fino a lambire l’abominio della Shoah e le cicatrici indelebili lasciate da quell’orrore inumano e indaga la forza, la resilienza, i legami, i riti, gli amori, le passioni, le speranze, le pericolose seduzioni del male e gli aneliti di salvezza che attraversano la vita di ognuno prendendo le mosse dalla figura di Bianca, unica, fragile e curiosa figlia di una madre anaffettiva e cronicamente depressa e di un padre buono, affascinante, generoso e fallito, in una Bologna che si fa luogo dell’anima e specchio delle umane azioni: da non perdere.

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Libri

“La figurante”

di Gabriele Ottaviani

Nell’universo pesantemente maschile che era Hollywood negli anni Cinquanta, Eva Senguin aveva lungamente lottato per diventare una delle poche donne a dirigere un film in quel contesto.

La figurante, Pauline Klein, Carbonio, traduzione di Lisa Ginzburg. Pauline Klein è nata in Francia nel 1976, ha studiato filosofia alla Sorbona ed estetica alla Nanterre University: in seguito è entrata alla Saint Martin’s School of Art di Londra, ha lavorato per quattro anni in una galleria d’arte di New York, è una scrittrice pluripremiata e in questo romanzo folgorante racconta la storia di una donna che, cresciuta a Parigi con una madre impegnativa e destabilizzante, sola, bella, in apparenza di vedute apertissime, non si sente all’altezza di essere artefice e protagonista del proprio destino ma decide di vivere ai margini della sua stessa esistenza, come una comparsa, addirittura, a un tratto, diluendo la sua verità, attraverso lo schermo, in una falsa identità per il tramite dei cui occhi guardare il mondo. Potente, evocativo, raffinatissimo sin dalla copertina: da leggere.

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Libri

“La musica vocale di Muzio Clementi”

di Gabriele Ottaviani

Avec les jeux dans le Village era popolare in Francia dove era molto cara a Maria Antonietta…

La musica vocale di Muzio Clementi – Clementi, David Thomson e il mondo musicale inglese, Renato Calza, Diastema. Vissuto tra il millesettecentocinquantadue e il milleottocentotrentadue, Muzio Clementi, nato a Roma e passato a miglior vita a Evesham, nel Worchestershire, è stato un compositore, un pianista, un editore e un costruttore di pianoforti, nonché uno dei primi ad aver scritto musica per il pianoforte moderno e celebre per una monumentale raccolta di studi per il medesimo strumento: nonostante questo, si tratta di una figura che forse, al di fuori degli addetti ai lavori, in pochi conoscono. Il bel testo di Renato Calza, fortunatamente, colma la lacuna, fornendo un ritratto compiuto e interessante.

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Libri

“Tristezza”

di Gabriele Ottaviani

Faremo l’appello ogni sera?

Tristezza, Reggiani & Mosquito, Neo. Questo sublime, allegorico e tragicamente concreto e attuale graphic novel è ambientato in Argentina al giorno d’oggi, ma in realtà potrebbe avere luogo dappertutto, e forse anche in ogni tempo, perché la lezione che ci lascia, specialmente in questa nostra società sempre più proterva, rabbiosa e invidiosa è universale, ossia che niente può né deve essere dato per scontato, e che le priorità vanno messe nel giusto ordine: in seguito a una spaventosa pandemia chiamata “tristezza”, che ha letteralmente decimato la popolazione mondiale, un gruppo di reduci deve imparare a sopravvivere al crollo della civiltà, ma… Spettacolare.

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Libri

“Sul filo delle creste”

di Gabriele Ottaviani

La notte è stata molto fredda…

Sul filo delle creste – Da un capo all’altro della Corsica, Cristina Noacco, Alpine Studio. La cosiddetta Isola della Bellezza è esaltata in tutto il suo splendore dal racconto dettagliatissimo e ricchissimo di livelli di lettura e di chiavi di interpretazione che ne fa con prosa limpida e cristallina Cristina Noacco, che racconta un viaggio che è anche se non soprattutto un’esperienza di vita e un’avventura esistenziale, ossia il suo cimentarsi con l’impervia e sontuosa traversata della Corsica da nord-ovest a sud-est, lungo il sentiero più impegnativo e più bello d’Europa, il cosiddetto GR20. Da non perdere.

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Libri

“Il nemico non è”

di Gabriele Ottaviani

Questa è la storia di un povero soldato…

Il nemico non è – I cantautori, la guerra e il conflitto sociale, Mario Bonanno, Paginauno. Non chiederci la parola che squadri l’animo nostro informe, diceva il poeta, eppure spesso all’arte si chiede invece proprio questo: qualcosa di definitivo. Si domanda un impegno, si esige che venga tracciata la strada, che sia data voce a istanze che voce di norma non hanno, perché l’arte, in fondo, è il solo antidoto che conosciamo al dolore, alla morte, alla solitudine, alla bruttezza: in questo senso l’esperienza cantautoriale italiana è senza dubbio nevralgica e centrale, politica nel senso più alto e ampio del termine, e Mario Bonanno ne fa in questo volume un’esegesi ampia, dettagliata, dotta, densa, precisa e approfondita. Da leggere.

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Libri

“Nove gradi di libertà”

di Gabriele Ottaviani

Non è la cultura americana che sfrutta noi. Siamo noi che sfruttiamo la cultura americana.

Nove gradi di libertà, David Mitchell, Mondadori, traduzione di Alessandra Emma Giagheddu ed Eliane Nortey. Il volume di esordio di David Mitchell, formidabile autore inglese vissuto sia in Irlanda che in Italia che non ha bisogno di presentazioni, basti solo pensare che è stato per tre volte finalista al Booker Prize, torna in libreria con una nuova veste che esalta gli echi letterari delle nove storie, tutte diverse per stile, ambientazione – Hong Kong, Okinawa, Tokyo, la montagna sacra cinese, San Pietroburgo… – e protagonisti, che compongono questo variegato e comunque originalissimo mosaico della condizione umana che vede uomini e donne alle prese con il desiderio e l’autodeterminazione: da non perdere.

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