Libri

“Cantami una filastrocca”

di Gabriele Ottaviani

Cantami una filastrocca, Rita Pacilio, RP Libri, illustrazioni di Alessia Iuliano. Quaderno operativo per la scuola dell’infanzia tradotto in moltissime lingue, indaga la dimensione della parola e della melodia con incanto e poetica meraviglia: per tutti.

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“La vecchina brutta e cattiva”

di Gabriele Ottaviani

La vecchina brutta e cattiva, Rita Pacilio, RP Libri. Illustrazioni di Damiana Valerio. Con questo agile volume, stimolando la lettura, il pensiero, la creazione e il disegno Pacilio, che scrive in prosa e in versi con agile abilità ed è inoltre collaboratrice editoriale, sociologa, mediatrice familiare, critica letteraria ed esperta di metateatro, letteratura per l’infanzia e vocal jazz, nonché, fra l’altro, editor e curatrice di antologie, fa immergere i fanciulli di ogni età nel magico mondo delle emozioni. Da non perdere.

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“I bambini senza nome”

di Gabriele Ottaviani

I bambini senza nome, Alessandra Amitrano, Ortica. Tra mito, natura, memoria, cielo e stelle, infanzia e perdita dell’innocenza, riferimenti simbolici chiari e potenti, si dipana la prosa suadente, evocativa e a tratti destabilizzante di Amitrano, sorprendente nel tratteggiare un ritratto di destini incrociati e manipolati in un’isola dell’Italia del sud: affascinante.

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“Il cielo non ha catene”

di Gabriele Ottaviani

Il cielo non ha catene, Ruta Sepetys, Garzanti, traduzione di Roberta Scarabelli. Occhi grigi e capelli spettinati, Cristian ha diciassette anni, ascolta musica rock e legge poesia, segue, come gli ha insegnato il nonno, le sue passioni, anche quando sono difficili e proibite, perché è tutto fuorché semplice sognare la libertà nella Bucarest del millenovecentoottantanove. Per questo Cristian denuncia nel suo diario i soprusi del regime di Ceaușescu cui assiste ogni giorno. Ma quando la polizia segreta lo convoca e minaccia la sua famiglia, il ragazzo è costretto ad andare contro ogni sua convinzione e accetta di diventare una spia. Non volendo però scendere a compromessi con la propria integrità, inizia dunque un rischioso cammino… Da leggere.

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“La casa delle donne”

di Gabriele Ottaviani

La casa delle donne, Attia Hosain, Garzanti, traduzione di Valeria Bastia. Nell’India colonia di sua maestà britannica di quasi diciotto lustri fa il fumo dell’incenso disegna spirali in aria e la quiete della biblioteca rinfranca lo spirito di Laila, per tutti, tranne che per il nonno, che la capisce, l’eccentrica, che sogna d’imparare e non i figli, intenta a sfogliare una preziosa edizione di Alexandre Dumas appena arrivata dalla Francia. Passa il tempo, e riesce a coronare il sogno di iscriversi all’università, dove studia e ascolta gli animati dibattiti dei suoi compagni, che si interrogano sul futuro. E le basta un bacio per innamorarsi di Ameer, un uomo dolce e intelligente, che però appartiene a una casta inferiore. Ma… Attia Hosain ha un posto speciale nel cuore del pubblico anglosassone perché per anni è stata il volto di un celebre programma della BBC. Il suo esordio, La casa delle donne, la cui prima edizione risale a sessantuno anni fa, è una gemma scintillante da poco, finalmente, riscoperta, un tesoro, un esempio, più attuale e necessario che mai, di autodeterminazione femminile.

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“Sono difficili le cose belle”

di Gabriele Ottaviani

Sono difficili le cose belle, Matteo Nucci, HarperCollins. Perfetto sin dal titolo, il libro di Nucci, che sa scrivere bene e di tutto, e che, quale che sia l’argomento che con dotta umiltà decida di trattare, fa delle parole mito e filosofia, nell’accezione etimologica e preziosissima di amore per il sapere, racconta la storia di Arianna, che ha dieci anni e sta affrontando l’abominio bruciante del dolore che la rende insonne, poiché ha da poco perso la nonna. Eppure però in un pomeriggio come tanti, però, lungo la strada che la sta portando verso il familiare parco del Gianicolo, in una Roma bella, complice e sorniona, appare una macchina rossa. E dal finestrino, ecco il sorriso che Arianna conosce benissimo, assieme alla voce che credeva di aver dimenticato. Sua nonna è lì. Non l’ha abbandonata, lasciata sola ad affrontare la vita e l’assenza, come, in fondo, in verità, perché scolpito nelle nostre rassicuranti rimembranze, fa nessuno di coloro che abbiamo amato e amiamo. Un’opera per cui rendere grazie.

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“Amores”

di Gabriele Ottaviani

Amores, Barbara Alberti, HarperCollins. L’amore può incarnarsi in tante forme, e spesso, incomprensibilmente, tessere scientemente il proprio destino assieme al mefitico morbo dell’infelicità, e con la consueta e irresistibile souplesse il sentimento che è tutto, e di cui solo questo è ciò che ne sappiamo, è raccontato da Alberti con vivacità e ironia impareggiabili: una delizia piccante.

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“Nascosto in bella vista”

di Gabriele Ottaviani

Nascosto in bella vista, Jeffrey Archer, HarperCollins, traduzione di Seba Pezzani. William Warwick ha ottenuto una promozione, è diventato sergente e lui e il suo team sono stati riassegnati alla Squadra Narcotici. Il loro primo incarico è catturare un noto trafficante di droga che fa il bello e il cattivo tempo a sud di Londra. Ma questo non è che l’inizio… Irresistibile.

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“Mrs March”

di Gabriele Ottaviani

Mrs March – La moglie dello scrittore, Virginia Feito, HarperCollins, traduzione di Stefano Beretta. L’ultimo romanzo di George March è come sempre un successo, e la sua devotissima moglie ne è più che fiera. Finché una mattina, mentre compra come d’abitudine il pane e conversa con la commessa, per caso non si rende conto che la protagonista del romanzo, una disgustosa e meschina prostituta, è ispirata a lei. Cosa può aver fatto per meritare una tale umiliazione? Lo sconcerto è secondo solo al bisogno di conoscere la verità, e… Imperdibile.

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