Libri

“Guardiano del mulino”

122-S-Munteanu.jpgdi Gabriele Ottaviani

Figlio mio,

ogni volta che ti diedi ciò che è tuo,

ritornasti nudo come dal ventre di tua madre

e chiedesti di più e te ne diedi,

e prendesti pure ciò che è mio,

fino a che non rimase la speranza

che tu venga a prendere pure ciò che non avevo.

Guardiano del mulino, Victor Munteanu, Di Felice, traduzione e prefazione di Geo Vasile. Edizione bilingue romeno-italiana. Tra trascendenza e immanenza, speranza e disperazione, anelito e rassegnazione, istante  ed eternità, ascesi e carne, certezza e possibilità, come attraverso un fertile scambio di doni, una generazione di contrasti che dà vita a un senso complessivo, pànico, universale, che tutto comprende e racchiude, la poesia di Munteanu si erge stentorea, stagliandosi lirica e profondamente antiretorica, come un punto di riferimento, un fulcro in un tempo liquido. Racconta la malattia del tempo moderno rievocando il passato senza mai voltare lo sguardo dal futuro: l’antologia è una pinacoteca policroma, da non lasciarsi sfuggire.

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Libri

“Poeti catalani del XX secolo”

99-L-Civitarealedi Gabriele Ottaviani

E tornerò a chiuderti la bocca,

che sa di fango, con le mie folli labbra.

Sul tetto del tempo stanotte spicchi

di luna e tanto amore puliscono la mia voce,

l’oscenità delle parole con cui t’invoco

gli spalti dei fianchi via del sesso

dove il desiderio riposa. Puro abisso,

l’eternità è un vascello che rimpiange

le spiagge inestricabili del tuo corpo

dannato al disamore da venti alchemici.

Poeti catalani del XX secolo, Di Felice, traduzione, introduzione e note di Pietro Civitareale. La Catalogna è terra di mare e di sole, terra di passioni, nazione che anela alla sua indipendenza, regione con una lingua tutta sua, dai suoni ora dolci ora aspri, tintinnanti come pastiglie di vetro agitate dal vento che tende i fili che le legano insieme, comunità coesa con una propria precisissima e fortissima identità: l’antologia, curata in maniera mirabile, offre al lettore una panoramica di rara completezza e varietà su una vera e propria visione del mondo, sul rapporto fra natura e identità, fra sentimento e ragione, fra essere e dover essere: mille voci per un’unica soave potente armonia che analizza e racconta la contemporaneità alla luce della storia, della politica, della società, non mancando mai, al tempo stesso, di considerare l’individuo, con la sua unicità irredimibile, il centro e la misura d’ogni cosa.

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Libri

“La venditrice di gelsomini”

116-S-El-Mohsendi Gabriele Ottaviani

Tutti siamo solo in esposizione.

La venditrice di gelsomini, Emad Abd El Mohsen, Di Felice, traduzione e cura di Naglaa Waly. C’è stata una rivoluzione, oramai sei anni fa, ma le promesse, come sovente accade, non sono state affatto mantenute. E allora il poeta si sente come l’albatros di baudelairiana memoria, condannato a restare in volo perché non appena tocca terra la sublimazione si fa goffaggine indecente, spersonalizzazione, paura, incapacità a relazionarsi con il mondo altro, che appare come uno specchio opaco, un muro che divide, che respinge, che sfarina l’uno in mille frammenti. E del resto anche questo è un unico testo, frazionato in più parti,a  riprodurre la condizione di dolore e fragilità del poeta, preda delle sue emozioni ma al tempo stesso lucidissimo cantore.

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Libri

“La grande madre”

109-S-Di-Felicedi Gabriele Ottaviani

E di pianto,

il mio cuore è scoppiato.

E di sofferenza,

la mia carne si è estenuata.

La grande madre – Sessanta poeti contemporanei sulla Madre, introduzione e cura di Valeria Di Felice, Di Felice. Alessandra Angelucci, Viola Amarelli, Lucianna Argentino, Carlo Arrigoni, Maria Attanasio, Gabriele Belletti, Ermanno Bencivenga, Alberto Bertoni, Donatella Bisutti, Antonio Bux, Anacleta Camaioni, Antonio Camaioni, Ferdinando Camon, Domenico Cara, Daniele Cavicchia, Pietro Civitareale, Federica D’Amato, Vera D’Atri, Gianni D’Elia, Claudio Damiani, Rosalba De Filippis, Sante De Pasquale, Rita El Khayat, Marco Ferri, Mario Fresa, Tara Gandhi Bhattacharjee, Raffaele Giannantonio, Tomaso Kemeny, Maria Lenti, Mario Lunetta, Eliza Macadan, Dante Maffia, Fulvia Marconi, Dante Marianacci, Beppe Mariano, Emanuela Mascaretti, Renato Minore, Raffaele Morelli, Vito Moretti, Elio Pecora, Paolo Pistoletti, Marina Pizzi, Davide Racca, Antonella Radogna, Alfredo Rienzi, Andrea Rompianesi, Silvia Rosa, Giuseppe Rosato, Pietro Roversi, Tito Rubini, Anna Ruchat, Fabio Sabbi, Elena Saviano, Fabio Scotto, Ada Sirente, Ivana Tamoni, Francesco Tomada, Geo Vasile, Pasquale Vitagliano, Valentino Zeichen. È l’amore più grande. È la figura più importante. È colei che fa, genera, dà vita, regala al mondo, mette alla luce. È radiosa, sublime e insieme seducente, è il fulcro della letteratura d’ogni tempo. Perché c’è sempre una madre, anche quando è assente. Come modello. Come ricordo. Come riferimento. Come miraggio. È l’incarnazione, anche quando è trasfigurata, dello slancio esistenziale che fa sembrare ogni cosa possibile, se solo lo si desidera. Sono decine, come si vede, i prestigiosissimi nomi di cui sono raccolte, in questo profumatissimo bouquet di suggestioni, colorato come il costume d’Arlecchino, le variazioni sul tema, accompagnate da una magnifica galleria d’immagini. Non c’è una sfumatura che manchi, in questo viaggio dell’anima. Da non perdere.

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Libri

“L’antiriva”

59-S-difelicedi Gabriele Ottaviani

Quella notte stretta tra le dita

eri ramo chinato

alla foglia del cuore,

io, gemma assetata, convessa

alla linfa, all’essenza promessa.

 

Noi! Noi esuli in terre

di frontiera: contrabbandieri

d’emozioni, al buio.

L’antiriva, Valeria Di Felice, Di Felice. È la natura, materna e ruvida, difficile a comprendersi del tutto, misteriosa e a tratti impenetrabile, il lessico familiare di Valeria Di Felice, che procede per antinomie, proponendo al suo lettore l’infinita bellezza del possibile. Pur mantenendosi nel solco di una classicità feconda, la sua poesia rifiuta l’omologazione, la banalità, la corrività: lirica, elegiaca, dolente, tragica e al tempo stesso tenerissima, mai doma, mai rassegnata all’inevitabile, esprime con forza l’eventualità di un altrove nel quale trovare pace per le proprie aspirazioni. La condizione umana, fragilissima, qui è affrontata con sensibilità, e leggendo si ritrova l’universalità partecipe che ci rende fratelli sulla terra.

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Libri

“I segni del narciso e I desideri”

112-S-Sudani.jpgdi Gabriele Ottaviani

Cinque serpi strisciano sul tepore del petto.

I segni del narciso e I desideri, Murad Sudani, Di Felice, traduzione dall’arabo e cura di Odeh Amarneh e Mattia Giampaolo. Narciso si piace a tal punto che muore per baciare sé medesimo, affoga nelle acque che lo rispecchiano. Ma il narcisismo non è solo il culto di sé, il narcisismo è l’esaltazione del riverberarsi nell’altrove, del ritrovarsi in ciò che ci circonda: amando il mondo si ama sé stessi, e le due condizioni appaiono inscindibili, specialmente laddove il legame con la terra assuma ancora di più la funzione di un’affermazione chiara e sentita di identità. E la Palestina, in questo senso, è uno dei luoghi più significativi al mondo. Con una raffinata simbologia naturale, che sottolinea l’importanza della speranza per la pace e un mondo migliore, le liriche si dipanano liquide, suadenti, sensuali, suggestive, una collana di perle senza soluzione di continuità, preziosa e raffinata. Da non perdere.

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Cinema

Animavì – I premi

locandina Festival ANIMAVI' 2017Pubblicazione a cura della redazione del comunicato stampa

Si è tenuta nel centro storico di Pergola (Pesaro – Urbino) nel giardino di Casa Godio e in numerose altre location, dal 12 al 16 luglio 2017 la seconda edizione di ANIMAVÌ – Festival Internazionale del Cinema d’animazione poetico, con la direzione artistica del più importante regista italiano di cinema d’animazione, Simone Massi. Sono stati assegnati i premi finali del festival, da parte della Giuria composta dallo scrittore e poeta Nino De Vita, dal regista svizzero Georges Schwizgebel e dall’attrice e regista Valentina Carnelutti.

Bronzo Dorato per il miglior film d’animazione al corto russo “Brutus”, diretto da Svetlana Filippova. I Premi Speciali della Giuria sono stati assegnati a “Mr. Sand”, di Soetkin Verstegen(Belgio/Danimarca), al corto polacco “Summer 2014”, di Wojciech Sobczyk e al portoghese“Soot”, di David Doutel & Vasco Sà. Il Premio del Pubblico, che durante le serate di proiezione ha potuto esprimere il proprio voto su tutti i film in concorso, è andato all’italiano “Confino”, di Nico Bonomolo, premio ritirato dall’autore delle musiche, Gioacchino Balistreri. Il Premio Speciale assegnato dagli ospiti di Casa Godio è andato al corto australiano “A Photo of me”, diDennis Tupicoff.

Altri, prestigiosi, premi sono stati consegnati a: Aleksandr Sokurov (che ritirerà il premio prossimamente), che ha ricevuto il Bronzo Dorato alla Carriera 2017; Nino De Vita, Bronzo Dorato all’arte Poetica; Georges Schwizgebel, Bronzo Dorato all’arte Animata; Marco Paolini,Bronzo Dorato all’arte Teatrale e Ninetto Davoli, Bronzo Dorato all’arte della Recitazione.

Tanti gli ospiti del festival, dal disegnatore e regista Sergio Staino, all’attore e regista Marco Paolini – che ha portato a Pergola in conferenza-spettacolo il suo Techno-Filò. Technology and me – agli attori Ninetto Davoli e Valentina Carnelutti, ai poeti Nino De Vita e Umberto Piersanti, ai tanti registi in concorso. Ospite d’eccezione il Maestro svizzero Georges Schwizgebel, che ha realizzato la locandina del festival, regista di fama internazionale premiato nei festival di tutto il mondo, da Cannes ad Annecy, autore di oltre venti cortometraggi d’animazione. A condurre le serate, Luca Raffaelli, giornalista, saggista, sceneggiatore e uno dei massimi esperti di fumetti e animazione in Europa. Animavì – che vanta il supporto di numerose figure di spicco della cultura e dell’arte, insieme a contadini, minatori, ex emigranti e partigiani – vuole soprattutto rappresentare a livello internazionale il “cinema d’animazione artistico e di poesia”, quel genere di animazione indipendente e d’autore che si propone di raccontare per suggestione, prendendo le distanze in maniera netta dall’animazione mainstream.

Animavì è un evento realizzato grazie all’organizzazione di Mattia Priori, Leone Fadelli, Silvia Carbone e dall’associazione culturale Ars Animae. Il festival ha ricevuto la seconda Medaglia di riconoscimento del Presidente della Repubblica ha il patrocinio di: Presidenza del Consiglio dei Ministri; Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo; Regione Marche; Provincia di Pesaro e Urbino; dei Comuni di Pergola, San Lorenzo in Campo, Frontone e Serra Sant’Abbondio; Accademia del Cinema Italiano Premio David di Donatello; SNGCI – Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani; ASIFA Italia; Fondazione Marche Cultura.

Per maggiori informazioni

www.animavi.org

info@animavi.org

www.facebook.com/animavifestival/

cell. 328 5371144

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