Cinema

“The Arch.”

di Gabriele Ottaviani

Il destino dell’umanità prende forma attraverso l’architettura, che definisce lo spazio della vita regalandole la bellezza col visionario obiettivo di renderla sempre più autentica, nel senso di una sempre maggiore aderenza al sogno che si ha di sé stessi e del proprio avvenire: è questo The Arch., film evento, primo lungometraggio realizzato e prodotto da Alessandra Stefani, fondatrice della Scarabeo Entertainment, casa di produzione cinematografica indipendente, in sala oggi, domani e dopodomani, che narra la storia di Dada, archetipico architetto italiano che parte per l’Australia e inizia da lì un viaggio affascinante nel mondo che fa sì che incontri grandi architetti, quasi figure oracolari, che raccontano il proprio ideale etico ed estetico. Da vedere.

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Cinema

“Pino”

di Gabriele Ottaviani

Pino Pascali è un personaggio straordinariamente interessante, una figura complessa, articolata, intrigante, avvincente, emozionante e ricca di chiavi di lettura e di livelli di interpretazione, che però è scomparsa troppo presto ed è decisamente troppo poco nota, a parte qualche sporadica incursione nella toponomastica di alcune delle nostre città, anche se oggi la sua terra, la Puglia, gli dedica un museo. Eclettico performer, artista geniale ed evocativo, è il protagonista del suggestivo e stimolante documentario di Walter Fasano, bello e pluripremiato in ambito nazionale e internazionale, sessanta minuti in compagnia delle voci di Suzanne Vega, Monica Guerritore, Michele Riondino e tanti altri, Pino, che MUBI, meritoria piattaforma che come tutte le sue omologhe ha salvato la popolazione planetaria da ancor più devastanti cicatrici nell’emotività provata dalla reclusione pandemica dispensando bellezza, e proponendo il meglio della settima arte, consente a tutti i suoi abbonati di vedere. Da non perdere.

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Libri

“Confini”

di Gabriele Ottaviani

Alla fine, acconsentii perché ero fisiologicamente impossibilitato a dirgli di no, e soprattutto perché non mi dispiaceva per niente conoscere questo fantomatico soggetto che aveva portato Sean sulla strada della perdizione…

Confini, Diana DP, Triskell. Dopo aver vissuto a lungo nell’anonimato ritenendosi in dovere di espiare una grave colpa, Adam Fion Cowen, figlio di un membro della Corte Suprema d’Irlanda che sta per essere nominato Ministro degli Esteri, appassionato di politica e storia fin da bambino, accetta di entrare a far parte dello staff di suo padre come consulente e di riprendersi il ruolo di rampollo di una delle famiglie irlandesi in assoluto più in vista: ma c’è una vicenda che non riesce a dimenticare, e una donna che è sempre nei suoi pensieri. Così… Intenso.

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Libri

“Atti di un mancato addio”

di Gabriele Ottaviani

Atti di un mancato addio, Giorgio Ghiotti, Hacca. Ci sono le cose che volano e le cose che restano e pure per le persone vale lo stesso, anche se la Peyton di One Tree Hill sosteneva, dando voce al suo dolore nei disegni che realizzava, che le persone non fanno altro che andarsene, partono, via, sempre, e le tre luci del semaforo non si illuminavano d’altro colore che di rosso: ci sono persone che ci sono sempre accanto, poche, pochissime, quasi nessuna, ci sono presenze fugaci nella vita, tante, troppe, a cui di solito regaliamo troppa importanza, ci sono i morti, che almeno possiamo piangere, anche se ci compaiono dinnanzi agli occhi in ogni istante, anche se li rivediamo seduti a tavola accanto a noi, anche se ci sembra che ci vengano incontro con la loro inconfondibile andatura appena varchiamo la soglia di casa, anche se persino le singole viti e i chiodi piantati nel muro ci parlano di loro, per non dire poi di tutto ciò che da loro abbiamo ereditato, gesti, abitudini, rituali, ma poi ci sono anche coloro che son sospesi, per cui non c’è una fine, non c’è un addio, la porta non si chiude, coloro che scompaiono. Chi scompare, non è vivo nel senso che la sua esistenza non si sviluppa concretamente, tangibilmente, evidentemente, accanto a noi dunque noi non possiamo testimoniarla, non possiamo condividerla, e non sono morti perché non c’è un corpo, perché non c’è un’urna, e dunque non possiamo lasciarli andare, non possiamo lasciarci andare, e quindi come la primavera nel momento esatto in cui sfiorisce, come la giovinezza caduca per antonomasia, come il frutto che se matura già avvizzisce, come l’ultimo petalo che si abbandona e spicca il volo dalla corolla, come l’ultima foglia che si stacca dal ramo, quelli che son scomparsi sono fantasmi, assenze più acute presenze. Proprio di questo col consueto lirismo, e certo non a caso tra le sue mille e più virtù è anche poeta di gran valore, Giorgio Ghiotti parla di giovinezza prima che la giovinezza passi per sempre lasciando dietro di sé una scia di rimpianti, occasioni perdute, promesse non mantenute ma anche speranze, salti nel buio, tuffi dove l’acqua è più blu, in ricordo di questi fantasmi che dato che non ci sono fanno sentire ancora di più la loro voce e soprattutto stimolano in noi il desiderio di parlare, di chiarire, di spiegarci, di comunicare, di non lasciare nulla d’intentato, abbozzato, indefinito: iconico sin dall’immagine di copertina, il Gazometro che è punto di riferimento nell’orizzonte di Roma e non solo, il volume è un affresco incantevole e maestoso della vita e dei suoi colori. Formidabile.

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Libri

“Versi d’amore e di passione”

di Gabriele Ottaviani

Mellitos oculos tuos, Iuventi,

si quis me sinat usque basiare,

usque ad milia basiem trecenta,

nec numquam videar satur futurus,

non si densior aridis aristis

sit nostrae seges osculationis…

Versi di rabbia e di passione, Liberilibri. Catullo ama, Catullo soffre, Catullo desidera, Catullo perdona, Catullo si indigna, Catullo diffama, Catullo grida, Catullo si commuove, Catullo è il poeta dell’amore, della passione, della rabbia, del dolore, della tenerezza, della sensualità, dell’ironia, dell’abbandono: Catullo, in assoluto uno dei più grandi autori non solo della storia letteraria classica ma in generale uno dei più grandi che si ricordino e si conoscano, rivive in questo agile e bellissimo volumetto curato da Mario Lentano, professore associato di Lingua e letteratura latina all’Università di Siena, che qui fonde insieme due distinti e precedenti scritti ormai introvabili, dando alle stampe un ampio e densissimo saggio e un’antologia di carmi con testi a fronte che rispettano l’ordine del Liber catulliano ma sono connotati da nuove traduzioni e nuovi titoli. Universale.

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Libri

“Dylan Dog 35”

di Gabriele Ottaviani

Dylan Dog 35. Il Dylan Dog alternativo che vive nel mondo dei morti torna con una nuova intensa avventura che ruota tutto intorno alle storie di un cabarettista e alle sue mille identità, spesso dolenti: sono toni infatti più cupi quelli di questi racconti, ma certamente intensi e profondi, e raccontare la storia di un menzognero è in fondo il tentativo più delicato per evadere da una realtà che spaventa. Da non farsi sfuggire.

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Libri

“Oriana Fallaci”

di Gabriele Ottaviani

Dimostrare il delirio umano non è mai inutile, se si crede nell’uomo.

Oriana Fallaci – Il Vietnam, la guerra e l’anno che cambiò la storia, Eva Giovannini, Michela Di Cecio, Round Robin. Giornalista formidabile, cronista appassionata, inviata di guerra che non aveva paura di niente e di nessuno, determinata nella ricerca della verità, grande narratrice e ricercatrice di storie, Oriana Fallaci, personaggio discusso e discutibile, ha lasciato certamente un grande vuoto nel momento della sua scomparsa: negli ultimi anni si era attirata addosso polemiche viepiù veementi – non che nel resto della sua carriera e della sua vita le siano mancati ardimento e dialettica, né si può dire che abbia lesinato domande scomode ai suoi interlocutori, che comunque non potevano non riconoscerne la statura – per le sue posizioni in realtà non sorprendenti sull’Islam reazionario specialmente nei confronti delle donne, ma questo ottimo graphic novel senza retorica né agiografia ne approfondisce la figura anche dal punto di vista della madre che avrebbe voluto essere, dei suoi amori, della sua fede nella libertà: da non perdere.

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Libri

“Camilla, la Cederna e le altre”

di Gabriele Ottaviani

La villana non è immediatamente riconoscibile. Può essere molto bella, oppure insignificante dopo essere stata bellissima e può essere francamente brutta. Quel che non le manca mai è qualcosa d’insoddisfatto negli occhi. Compito della villana è l’esser sempre e a qualunque costo sgradevole, compito svolto con particolare acre diligenza con le persone serene o soltanto gioviali. La villana, una volta individuato il nemico, non perde un colpo. Comincia a salutarlo se è sera o notte, con un secco: “Buongiorno!”, con un mellifluo: “Sera!” se è mattina. Se il nemico è intelligente, piace in modo particolare alla villana demolire l’intelletto e i suoi adepti, vantando certi bufali carichi di milioni a furia di grettezza e d’imbrogli, e intelligentissime certe donnette giusto perché scappano con uno di loro. La vittima è felicemente coniugata o fortunata nella prole? Sarà allora graziosamente esortata, per vie traverse, a non credere d’avere inventato l’amore e i figli. Ha un estro artistico, suona, dipinge? Sempre da quella garbata creatura verranno ampiamente decantate le virtù dell’ignoranza, della frivolezza, e, perché no?, della televisione. Guardiamoci poi dalle frasi gentili…

Camilla, la Cederna e le altre, Camilla Cederna, Bompiani, a cura di Irene Soave. La delusa, la snob, l’eterna bambina, l’ex bellissima incapace di rassegnarsi alla caducità, Maria Callas, che ama e non è riamata, Anna Magnani, che ama troppo, Ava Gardner, che ama male, la fioraia della Scala, un’Eliza Doolittle in salsa meneghina, cambiando quel che dev’essere cambiato, la regina Elisabetta (del resto c’è sempre da sempre e per sempre, come potrebbe mancare qui?), la contessa di Belminy, fittizia o quasi, Licia Pinelli, sorpresa dal lutto con indosso una vestaglietta rosa: la rivoluzione della società, degli usi, dei costumi, del linguaggio, delle giornaliste, apostrofate nei modi peggiori, e delle donne passa anche per questa pinacoteca di magnifici ed evocativi ritratti, articoli pubblicati fra il millenovecentotrentanove, quando c’era ancora il Duce, e il millenovecentonovantuno, quando non c’era più il Muro, e nemmeno più il PCI. Da non perdere.

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Libri

“La vita lenta”

di Gabriele Ottaviani

Non so più se sono dentro di me o fuori di me. Sono davanti all’impossibile.

La vita lenta, Abdellah Taïa, Funambolo edizioni. Traduzione di Stefano Valenti. Rue de Turenne, Parigi, nel cuore del Marais, tra il terzo e il quarto arrondissement: è lì che vive Mounir. Intellettuale. Quarantenne. Di origini marocchine. Gay. Dopo gli attentati di matrice islamica, ancora più ai margini, precario, escluso. Come Madame Marty, che ha il doppio dei suoi anni e vive, o meglio sopravvive, sopra di lui, in un minuscolo monolocale di quattordici metri quadrati, come ce ne sono tanti in Francia, specialmente nelle grandi città, e come si dice sia anche l’appartamento, o uno degli appartamenti, in cui abita Gérard Depardieu. Nasce da subito un rapporto d’amicizia, poi qualcosa si spezza, diventa un incubo. Mounir è in stato di arresto: ma il commissario che lo interroga e che pensa sia un jihadista esiste davvero? O è solo frutto del delirio di un uomo che ama le lettere, ricco di ricordi, che si è esiliato dal mondo ostile, razzista e omofobo? O alberga qualcosa di ancora diverso fra le pagine splendide di questo romanzo travolgente, emozionante, mozzafiato, un vorticoso climax ascendente che lascia spiazzati e sedotti? Da non perdere.

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Libri

“Attenti ai nerd premurosi”

di Gabriele Ottaviani

Sono brownie piuttosto fantastici, scrisse. Buonanotte, Spencer. Ci vediamo domani. Concluse il messaggio con una faccina sorridente e lo inviò. Spencer gli rispose, augurandogli la buona notte e sogni d’oro. Quinn non riusciva a ricordare l’ultima volta che ne aveva fatti. Mentre metteva il cellulare sul comodino, non riuscì neanche a ricordare l’ultima volta che era andato a letto sorridendo.

Attenti ai nerd premurosi, Charlie Cochet, Triskell, traduzione di Emanuela Graziani. Julian “Quinn” Quintero, un burbero agente della SWAT di Miami, è rimasto ferito sul lavoro, e per riprendersi ha bisogno di pace e tranquillità: un miraggio, se si ha una numerosa, colorata e colorita, irresistibile e chiassosa famiglia cubana come la sua. I casi della vita però lo portano sulla strada di Spencer, il suo vicino, nerd e specializzato in brownie: irresistibili. E l’aggettivo in questione si adatta alla perfezione non solo a quelli: così… Piacevolissimo.

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