Libri

“Partiture per un addio”

Copia-di-Partitura.copertina.2di Gabriele Ottaviani

Eppure dovrebbero sapere. La solitudine tiene sempre compagnia.

Partiture per un addio, Paolo Agrati, Edicola. Strozzandosi nel rivo, la vita è scorsa: è il doloroso e in un certo senso al medesimo tempo liberatorio senso della fine uno dei numerosi temi, forse in assoluto il principale, di questa raccolta di quarantasei icastici e magnifici componimenti dall’estrema, straziante, sorprendente, mai retorica forza espressiva, una sorta di Spoon River su cui di tanto in tanto si alzano in volo delicate silhouette (molto suggestive le illustrazioni del testo). L’esigenza che ha generato il volume è infatti, con ogni evidenza, quella di affrontare l’ultimo solo vero e grande tabù innominabile della nostra spavalda, liquida e reificante società: la morte. Ognuno dei personaggi ha una voce, è uno strumento, suona il suo brano, la sua partitura, la porzione, per quel che gli compete, dell’umana sinfonia. Straordinario.

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