Libri

“Una più del Diavolo”

copUPDDdi Gabriele Ottaviani

La rassegnazione fece posto alla consapevolezza. I contracti erano complessi gioielli, inestricabili trame legali, intessute di genio e focalizzate a un unico scopo: mettere in scacco il contraente. Raramente, nella storia, gli sventurati firmatari si erano trovati senza un’ironica contropartita. Coloro che erano riusciti a ottenere esattamente quanto richiesto si contavano sulle dita di una mano. L’unica questione che quei magnifici, truffaldini arazzi tralasciavano, erano le vie d’uscita a disposizione del Diavolo nel caso di mancato adempimento. Bisogna anche notare che i firmatari non si trovavano spesso nelle condizioni di potersi lamentare. Il sorriso di Morante s’era fatto ormai panoramico e gli deformava il viso in un’orrenda maschera rituale.

Una più del Diavolo, Lorenzo Vargas, Las Vegas. Non sarà certo così brutto come lo si dipinge, ma non c’è alcun dubbio che già dal nome non suoni rassicurante come la vicina di casa che ti chiede in prestito lo zucchero e poi ricambia regalandoti metà della torta appena sfornata per cui le occorreva. Questo, naturalmente, se si hanno dei vicini di casa come si deve. Lui invece è il Diavolo, il signore degli Inferi. E assomiglia viceversa alla maggior parte dei condòmini, quelli che la torta al massimo te la tirano in testa durante la riunione per decidere in merito ai lavori della facciata. Un personaggio oscuro e cattivo, ma indispensabile. In ogni storia, infatti, in ogni vicenda, umana e non solo, l’antagonista è fondamentale, forse, anzi, sicuramente è ancora più importante del protagonista. Perché come potrebbe emergere la virtù se non spiccando dal contrasto col suo contrario? Chi comprenderebbe il bene se non avesse contezza del male? Senza il Diavolo anche il Buon Dio è perduto. Tocca cercarlo, è basilare per l’equilibrio dell’ecosistema, come si diceva delle zanzare in Lilo & Stitch: ma a chi affidare questo importantissimo compito? Federica Sciarelli è già oberata, dunque a chi rivolgersi? Raziel, l’angelo dei segreti, deciso a risolvere la questione da solo, ha un’unica carta in mano, e almeno in apparenza pare un due di coppe. Quando a briscola regna denari. L’unico eroe di cui l’umanità pare disporre: Giovanni Archei. Un musicista adulto solo per l’anagrafe. Speriamo bene… Il libro è probabilmente una delle migliori sintesi e allegorie del nostro tempo in circolazione: frizzante, fresco, divertente, lieve ma non banale, scritto bene, antiretorico, coinvolgente e originale. Da leggere.

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