Libri

“La voce dei sommersi”

la-voce-dei-sommersidi Gabriele Ottaviani

Donne e bambini piansero per il freddo e la fame. Si lamentavano senza più forza.

Nei lager nazisti spesso capitava che i prigionieri ebrei venissero costretti, per sadismo, orrore assommato a orrore, a farsi anche carnefici: gli aguzzini li obbligavano a far parte dei Sonderkommando, gruppi di persone che dovevano eseguire gli ordini. Condurre altri compagni di sventura a morte certa. E poteva persino capitare che qualcuno vi riconoscesse, o credesse di farlo, un suo caro. Come nella pellicola che ha meritatamente vinto quest’anno il premio Oscar come miglior film straniero, Il figlio di Saul, un film di infinita e tragica potenza, ispirato proprio dal libro che esce in questi giorni in libreria per Marsilio, a cura di Carlo Saletti, con prefazione di Frediano Sessi e postfazione di Franciszek Piper, storico polacco di chiara fama: La voce dei sommersi. Una raccolta agghiacciante e fondamentale, di importanza storica, civile, per l’umanità intera, di manoscritti ritrovati di membri del Sonderkommando di Auschwitz. Per non dimenticare.

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