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“Le ripetizioni”

di Gabriele Ottaviani

Che cosa è dolore?

Le ripetizioni, Giulio Mozzi, Marsilio. Chissà se è davvero possibile imparare dai propri errori, o se invece non ripetiamo sempre i medesimi, solo con maggior creatività. Del resto, recita il saggio, ho sempre tentato. Ho sempre fallito. Non discutere. Prova ancora. Fallisci ancora. Fallisci sempre. Fallisci meglio. Mario sembra vivere sempre lo stesso giorno, ma in un dove che è un altrove, indefinito, indefinibile, labile come il confine tra verità e menzogna, tra sogno e realtà: in realtà non vive sul serio, sfugge alla vita, e agli obblighi di responsabilità. Bianca lo ha abbandonato, e non ha mai dissipato il dubbio sulla paternità di Agnese, eppure quando ha un problema torna da lui, che vorrebbe sposare Viola, che gli nasconde molte più cose di quante forse chiunque sarebbe disposto a tollerare. E Santiago, poi, dedito a pratiche sessuali estreme, che ruolo ha in questa storia? Mozzafiato, indaga l’anima nei meandri più torbidi attraverso i quali cerca di trovare un senso alla propria fragilità.

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“Al cuore dell’Impero”

di Gabriele Ottaviani

Nel settembre 1816 Paolina acquista una residenza vicino a Porta Pia…

Al cuore dell’Impero – Napoleone e le sue donne fra sentimento e potere, Alessandra Necci, Marsilio. Passioni travolgenti e dolorosi addii fanno parte della vita di tutti, anche di colui per cui qualcuno si chiedeva se la gloria di cui amava ammantarsi il capo fosse autentica, lasciando l’onere della sentenza ai posteri: le figure femminili nella vita di Napoleone Bonaparte hanno un ruolo fondamentale, e le stanze della formazione e del potere sono sovente abitate da personaggi di multiforme ingegno e assai più complessi di quanto la tradizione non tramandi. Alessandra Necci realizza con cura certosina una pinacoteca di ritratti che attraverso la dovizia di particolari che li connota diverte e istruisce: da non perdere.

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“L’uomo diventato donna e altri racconti”

di Gabriele Ottaviani

Vivevo col terrore costante di essere scoperto e messo in galera, così mi resi conto che la professione del ladro non faceva per me…

L’uomo diventato donna e altri racconti, Sherwood Anderson, Marsilio, a cura di Anna De Biasio con testo a fronte. Tra i più significativi autori di racconti – ma non solo – che si ricordino, stella di prima grandezza troppo poco nota, vissuto a cavallo fra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, capace di influenzare profondamente Hemingway, che pure non mancò di prenderlo in giro in più occasioni, Faulkner, che non a caso fu uno dei membri del salotto letterario che tenne a New Orleans assieme alla terza moglie, e che rese di fatto protagonista del suo A meeting south, Steinbeck e tanti altri, Sherwood Anderson, dalla prosa crepuscolare ed evocativa, amata da molti, fra cui Francis Scott Fitzgerald, in questa raccolta indaga con accenti sorprendenti e innovativi i segreti, le rivelazioni e le brame, particolari e quindi universali, degli esseri umani. Splendido.

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“Le regole del cammino”

di Gabriele Ottaviani

A Castel di Tora, piccolo comune di meno di trecento anime del Rietino, uno dei borghi più belli d’Italia, al centro di una riserva naturale che si affaccia sul lago del Turano, ho visto la sindaca festeggiare commossa un fiocco rosa apparso sul portone di un palazzo: da queste parti una nascita è un avvenimento, perché senza nuovi nati il paese è destinato a morire…

Le regole del cammino – In viaggio verso il tempo che ci attende, Antonio Polito, Marsilio. Giornalista, scrittore e politico, Antonio Polito ha un’invidiabile capacità narrativa: con lapidaria chiarezza affronta i temi della contemporaneità inducendo a meditare su una molteplicità di aspetti. In questo nostro tempo precario, in questa nostra società sempre più invidiosa, rabbiosa e priva di buon senso, è forse il caso di ragionare sulla sofferenza, sulle reali priorità, sulla concretezza dei beni più significativi, che non possono essere acquistati: Polito tratteggia un vivido itinerario alla riscoperta della giusta misura delle cose e del tempo, dittatore che tutto fagocita ma dalla cui frenesia è bene evitare di lasciarsi travolgere.

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“La donna del faro”

di Gabriele Ottaviani

Era così l’Islanda a quei tempi, mio caro…

La donna del faro, Ragnar Jónasson, Marsilio, traduzione di Silvia Cosimini. Il tempo è passato ma sembra che non sia scorso: eppure ne è fluita di acqua sotto i ponti dall’ultima volta in cui Ásta ha messo piede a Kálfshamarsnes, la piccola lingua di terra sulla penisola di Skagi, nel Nord dell’Islanda, posto splendido e romito della sua infanzia e giovinezza da dove è dovuta andare via, dove ora la accolgono un ricco padrone di casa, un fratello e una sorella ormai in là con l’età e un bel giovane che risiede in una vicina fattoria, e dove adesso, a tre giorni da Natale, trova anche la morte. Cosa è successo davvero? E perché? Magistrale, trascinante, mozzafiato.

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“Eleggere il presidente”

di Gabriele Ottaviani

Peraltro dal punto di vista storico fino a Eisenhower il 97% dei segretari di stato erano uomini caucasici e con quest’ultimo per la prima volta venne nominata una donna, mentre con Lyndon Johnson divenne sottosegretario di stato un afroamericano, e con Gerald Ford una donna e un afroamericano…

Eleggere il presidente – Gli Stati Uniti da Roosevelt a oggi, Francesco Clementi, Gianluca Passarelli, Marsilio. Giunsero in nave dall’Europa, raminghi e derelitti, ringraziarono Dio, con buona pace dei malcapitati tacchini che conoscevano pressoché solo per sentito dire, e nemmeno troppo, iniziarono a farsi strada verso ovest a bordo di scalcagnati conestoga facendo strage dei nativi e hanno fondato cinquanta stati più uno, che in base alla popolazione, proprio perché per lo più lo spazio vasto e sconfinato è inabitato, e per fare in modo che il voto del contadino del Wyoming che non ha avuto l’opportunità di studiare valga esattamente quanto quello del più istruito residente di Los Angeles, nominano in totale cinquecentotrentotto grandi elettori: basta una preferenza in più e tutto lo stato (a parte il Maine e il Nebraska, che non aderiscono al sistema del winner takes all, che in questo caso non è la canzone degli ABBA che Meryl Streep dedica a Pierce Brosnan sulla scogliera in Mamma mia!) viene attribuito a un candidato, e se si raggiunge la fatidica soglia dei duecentosettanta la Casa Bianca ha finalmente il suo inquilino. Così è stato per tanti più o meno illustri personaggi, fino, ora come ora, a Joe Biden, che Donald Trump se ne faccia una ragione: il saggio storico e politico qui proposto è esaustivo, dotto, denso, istruttivo e divulgativo. Da non farsi sfuggire.

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“L’inconscio”

di Gabriele Ottaviani

Figura controversa e discutibile quella di Ranieri, amico affettuoso di Giacomo in vita, quasi un nemico dopo la morte…

L’inconscio – La letteratura e l’ospite inquietante, Carlo Di Lieto, Marsilio. L’inconscio è lo scrigno che custodisce quel che la coscienza non ammette, rimuove, reprime, censura, non solo relativamente alla pur nevralgica sfera sessuale: è dunque un elemento fondamentale, a prescindere dalla speculazione della psicanalisi, del sostrato dell’espressione dell’umana sensibilità, che si veicola nella sua molteplicità anche per il tramite della letteratura, la quale, in poesia ma non solo, vuole penetrare l’inconnu. Carlo Di Lieto indaga con dovizia di particolari, proponendo interessanti e innovativi spunti di riflessione, nonché prendendo le mosse dall’opera di autori come Leopardi, Pirandello, Nietzsche e molti altri, questo tema ampio e vario: da leggere.

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“Buonvino e il caso del bambino scomparso”

di Gabriele Ottaviani

Buonvino era alle prese con uno dei suoi micidiali mal di testa…

Buonvino e il caso del bambino scomparso, Walter Veltroni, Marsilio. Walter Veltroni fa film interessanti, ha diretto un giornale dalla storia più che gloriosa, ama il cinema, che ha studiato, è stato un valido politico e un bravo sindaco e scrive bene, come bene conosce Roma: il commissario Buonvino, un anno dopo aver risolto il caso, orribile, dei corpi smembrati, per il quale sono stati tributati, a lui e alla sua squadra, i giusti meriti, passeggia rilassato, quasi neghittosamente, in una capitale che sta affacciandosi alla prima estate post-pandemica dell’era recente, quando una ragazza gli chiede aiuto, e lo catapulta nel passato… Da non perdere.

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“Il guardiano dei coccodrilli”

di Gabriele Ottaviani

Bene. Riepilogo dell’autopsia?

Il guardiano dei coccodrilli, Katrine Engberg, Marsilio. Traduzione di Claudia Valeria Letizia ed Eva Valvo. Parrebbe essere una mattina come tante altre, in quel del centro storico di Copenaghen, in un palazzo signorile: un uomo non più giovane si alza, si prepara per la giornata, guarda con malcelato disprezzo il cumulo di bottiglie fuori dalla porta di Esther de Laurenti, docente di letteratura in pensione nonché aspirante giallista che ogni sera fa baldoria e bisboccia con un gruppo diverso di amici, si avvede che una lama di luce spunta dalla soglia dell’appartamento, di proprietà dell’ex prof, in cui vive Julie, una giovane studentessa, fa, insospettito, per avvicinarsi, cade, teme che la fine sia vicina, si preoccupa per l’umiliazione di dover chiedere aiuto, riesce a risollevarsi, entra e si immerge in un mare di sangue. Le indagini sul caso della povera vittima, dal volto tagliuzzato, come se con la lama dell’arma che l’ha uccisa si fosse voluto incidere un origami, sono affidate a Jeppe, detective stropicciato al punto giusto, e alla sua collega e compagna di stanza Anette, sempre allegra così come sempre in fiore sono i giardini del Tivoli vicini alla centrale di polizia, un maestoso trapezio neoclassico: lo yin e lo yang, insomma, e quando si avvedono che in uno dei libri della de Laurenti un delitto accade con dinamiche inquietante rassomiglianti al reale, le indagini prendono una certa piega, ma… Un esordio delizioso e folgorante: da non perdere.  

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“Cuore di furia”

di Gabriele Ottaviani

La signora Dolores aveva sparecchiato la tavola e stava lavando i piatti…

Cuore di furia, Romana Petri, Marsilio. Romana Petri, all’anagrafe Romana Pezzetta, critica letteraria e traduttrice dal francese, dallo spagnolo e dal portoghese, figlia del celebre attore nonché basso-baritono Mario Petri, figura ricorrente in molta parte della sua produzione, ex direttrice, assieme al marito, della casa editrice Cavallo di Ferro, è una brava e colta intellettuale, e un’autrice raffinata, soprattutto per quel che concerne l’indagine psicologica dei personaggi che tratteggia nelle opere di cui li rende protagonisti. In questo romanzo dalla copertina a dir poco sublime il gioco di specchi delle identità deflagra in tutta la sua potenza, inducendoci a riflettere su noi, gli altri, il mondo, la vita.

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