Libri

“La ballata del vecchio marinaio”

41WU51QsTIL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Venne il tempo dell’afflizione…

La ballata del vecchio marinaio, Samuel Taylor Coleridge, Marsilio. A cura di Rocco Coronaro. Con testo a fronte. Uno dei più grandi classici della storia della letteratura rivive in questa bellissima edizione: divisa tradizionalmente in sette parti, è la storia simbolica e ricchissima di livelli di interpretazione e chiavi di lettura, il vero e proprio manifesto per antonomasia del romanticismo, delle tragiche vicende di un uomo di mare che si è reso colpevole di aver assassinato un albatros, volatile che per Baudelaire, decenni dopo, sarà l’emblema stessa del poeta, incapace di essere a suo agio a terra con gli uomini e le loro meschinità, maestoso in volo… Da leggere e rileggere, perché capace di parlare all’anima oggi come allora.

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“La rete ombra”

511q49hhKUL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

La rete ombra, Giovanni Ziccardi, Marsilio. Alessandro è uno degli hacker più celebri e abili del mondo. Ma non solo. Anzi, ora non è il momento di vestire i panni di Deus. Pertanto li smette, e indossa invece di nuovo la toga. È in tribunale. A Milano. Ha una cliente, Lara. La deve difendere da un’accusa di omicidio, capo d’imputazione a dir poco assurdo. Ma in realtà è quanto di meno rocambolesco avvenga in questa vicenda che tiene col fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina e fa precipitare il lettore in un vortice brillantissimo e sorprendente: da leggere. Per tutti gli appassionati del genere e non solo.

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“I bambini di Asperger”

51JdXIfLq4L._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Lo Spiegelgrund risparmia alla parte produttiva della nazione pesi che sono semplicemente contronatura.

I bambini di Asperger – La scoperta dell’autismo nella Vienna nazista, Edith Sheffer, Marsilio, traduzione di Anita Taroni e Stefano Travagli. Hans Asperger è stato un pediatra austriaco nato in una fattoria appena fuori Vienna, città dove è morto settantaquattrenne nel millenovecentoottanta, prima che il modello di comportamento da lui – che mai fu iscritto al partito nazista ma che fu direttamente coinvolto nell’aberrante programma eugenetico che sterminò un’intera generazione – sintetizzato, anche a causa del fatto che i suoi scritti, essendo redatti in tedesco, ebbero certamente una diffusione più limitata rispetto a quella che avrebbero potuto conoscere se compilati in inglese, ottenesse l’ampio riconoscimento che ha ora invece la sindrome che porta il suo nome e di cui Edith Sheffer, storica e ricercatrice, specialmente per quel che concerne tematiche legate alla Mitteleuropa e alla Germania, presso l’Istituto di studi europei dell’Università della California, anche per motivi personali indaga con estrema dovizia di particolari in un testo curatissimo che sin dal suo palesarsi negli scaffali non ha mancato di determinare polemiche la genesi e il contesto: essenziale.

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“L’amore al tempo degli scoiattoli”

41dM1Kax1wL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Urrà, potrei essere più di quello che sembro.

L’amore al tempo degli scoiattoli, Elizabeth McKenzie, Marsilio, traduzione di Stefano Massaron. Palo Alto, gemellata con Palo del Colle, località della città metropolitana di Bari, città californiana accanto a cui si estende il campus di Stanford, terra di nascita del poliedrico James Franco e centro economico del distretto della Silicon Valley, è anche il luogo d’origine di Veblen, una ragazza sensibile che ha un amore ossessivo per gli scoiattoli – è figlia di una madre castrante, ipocondriaca, passivo-aggressiva, egoriferita nonché sposata con un uomo-zerbino e di un padre rinchiuso in manicomio – e che convola a giuste nozze con Paul, scienziato aitante, di fatto per lei – ma la cosa è reciproca – un illustre sconosciuto, che detesta i roditori dalla coda folta e vezzosa ed è il rampollo di una coppia di complottisti che coltivano marijuana e sono in balia del primogenito che, poveretto, proprio una cima non è… Insomma, gli ingredienti per uno psicodramma formidabile che indaga l’animo umano in ognuna delle sue sfaccettature ci sono tutti: da non lasciarsi assolutamente sfuggire.

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“La storia dell’acqua”

41Qw4BzYxSL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Posso di nuovo issare le vele…

La storia dell’acqua, Maja Lunde, Marsilio, traduzione di Giovanna Paterniti. Signe ha una barca che si chiama Bla, ha quasi settant’anni e dopo aver di fatto peregrinato per l’intera esistenza in lungo e in largo in giro per il mondo ha finalmente deciso di ritornare a casa, nella sua Norvegia. In realtà però questa tappa non segnerà una pausa definitiva: ripartirà ancora, alla volta di una destinazione, la costa della Francia, che pensa la possa condurre dall’uomo che ha amato, un tempo. E proprio il tempo è un fattore fondamentale in questo romanzo: passano gli anni infatti, e una devastante carenza d’acqua, che non ha forma ma ha una storia, sta spingendo gli abitanti del sud del vecchio continente, il cui ambiente è martoriato dalle insane azioni dell’uomo (Maja Lunde continua la sua esegesi della situazione climatica globale attraverso la forma solida e divulgativa della narrativa, capace di toccare le corte emotive di chi legge e di indurre alla riflessione), verso settentrione. Per un padre e una figlioletta le cose si fanno ardue: almeno fin quando non rinvengono lo scheletro d’una vecchia barca… Interessante.

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“La casa di June”

41ijgqFfCAL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Il memoir aveva fatto scandalo ma Cassie non ricordava con precisione i particolari.

La casa di June, Miranda Beverly-Whittemore, Marsilio. Traduzione di Matteo Curtoni e Maura Parolini. Two Oaks è la decadente casa di famiglia in uno dei più romiti angoli dell’Ohio nella quale si rifugia Cassie, la cui vita è male in arnese esattamente come il palazzo: e lei, che ha lasciato New York, la sua frenesia e il proprio fidanzato, rimira la magione appartenuta alla nonna e si lascia andare esattamente come una gronda che la corruzione della ruggine fa staccare dai sostegni. Un giorno però la raggiunge fin lì una notizia del tutto inaspettata che la scuote dal torpore: Jack Montgomery, celeberrimo ex divo di Hollywood, le ha lasciato in eredità la sua fortuna. immensa, a dire poco. Perché? Quale segreto si nasconde anche tra le modanature e le connessure che compongono l’avita dimora? Un viaggio alla scoperta del passato e di sé, intenso, coinvolgente, convincente.

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“Sotto il falò”

51cIXGSEUfL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Mentre si avvicinava, lei si innamorava anche della sua camminata.

Sotto il falò, Nickolas Butler, Marsilio, traduzione di Claudia Durastanti. La cosiddetta America profonda non è certo quella dei palazzoni che vanno a far solletico al cielo col loro agglutinarsi frenetico di cemento, acciaio e vetro: è la terra delle periferie, dei falò, dei grandi spazi, degli orizzonti sconfinati, dei pickup rugginosi, delle ballate impregnate di malinconia come vecchie spugne quella che pare essere realmente più vicina alla natura intima e autentica delle cose. Ed è quella che con inusitata, struggente e mai banale, retorica o artificiosa grazia racconta Nickolas Butler, che tratteggia i profili di uomini, donne, bambini di rara tenerezza, che rappresentano il barlume di una speranza di verità. Da non perdere.

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