Libri

“Mio padre, il pornografo”

41u2DEwpbnL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Avevo conosciuto un altro mondo, esotico e strano, e a volte ne sentivo la mancanza.

Mio padre, il pornografo, Chris Offutt, Minimum fax. Traduzione di Roberto Serrai. Solo l’alfabeto aveva, per difendersi dagli oltraggi della vita ma prima di tutto per mantenere la propria famiglia, in quel paradiso che sono le colline degli Appalachi che però, per la loro posizione remota e romita, incarnano anche pienamente il dualismo e il dissidio fra la libertà e il suo prezzo, spesso impagabile per chi nasce povero: non eredita granché Chris Offutt dalla morte del padre, se non otto quintali di letteratura pornografica. Perché l’America imbevuta di pruderie, soprattutto dopo il successo di una pellicola di culto come Gola profonda, ha avuto per generazioni intere sempre più fame di sesso, e nel suo studio inaccessibile a tutti tranne che alla moglie, creatura tolstojana, verrebbe da dire, Andrew Offutt ne ha soddisfatto i bisogni tentando al tempo di stesso di rendere meno pressanti le mordaci fauci di quelli di lui e dei suoi cari: quest’opera che trascende il genere e rifugge le definizioni è prima di tutto uno straordinario atto d’amore per la famiglia e per la letteratura, un apologo sul potere salvifico della scrittura, che non ha scopo, e dunque è necessaria, assolutamente.

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