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“Lezioni di anatomia”

61sHZ84gU+L._AC_UY218_ML3_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Esiste una ragione neurologica per i nostri pregiudizi…

Intestino, pelle, naso, appendice, occhio, sangue, cistifellea, budella, rene, cervello, polmoni, orecchio, tiroide, fegato, grembo: a cura di Naomi Alderman, Christina Patterson, A. L. Kennedy, Ned Bauman, Abi Curtis, Kayo Chingonyi, Mark Ravenhill, William Fiennes, Annie Freud, Philip Kerr, Daljit Nagra, Patrick McGuinness, Chibundu Onuzo, Imtiaz Dharker e Thomas Lynch, esce per Minimum fax nella traduzione di Veronica Raimo Lezioni di anatomia – Il corpo umano in quindici storie, antologia di altissima letteratura e a sua volta metatestuale. Del resto infatti cosa sono la lingua e la letteratura se non organismi vivi e pulsanti, fatti di elementi che si combinano insieme e che costruiscono una cultura e un’identità? Imprescindibile.

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“Un ragionevole uso dell’irragionevole”

718xdD0echL._AC_UY218_ML3_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Hai letto ciò che Maisie sapeva? È tutto un susseguirsi di genitori che vanno incontro a divorzi e amanti, visti attraverso la coscienza di un bambino. In certi momenti viene da pensare che il bambino abbia la testa pelata e il frac; ciò non toglie che sia un libro molto commovente…

Un ragionevole uso dell’irragionevole – Saggi sulla scrittura e lettere sulla creatività, Flannery O’Connor, Minimum fax. Con un intervento di Christian Raimo e una nota sulle fonti di Robert e Sally Fitzgerald, curatori dell’edizione che nella versione italiana porta la firma di Ottavio Fatica. Vissuta meno di quarant’anni, voce stentorea della narrativa del sud degli Stati Uniti, in quest’antologia (Il re degli uccelli, Natura e scopo della narrativa, Scrivere racconti, Sulla propria opera, Insegnare letteratura, La Chiesa e lo scrittore di narrativa, Il romanziere cattolico nel Sud protestante, Aspetti del grottesco nella narrativa del Sud, Lo scrittore di narrativa e la sua terra) che raccoglie anche numerose lettere Flannery O’Connor è più presente che mai, conducendo il lettore per mano, salda, solida, sicura, nei meandri dell’animo umano, del mestiere dell’artista, della sensibilità, della necessità di raccontare sperando, in questo modo, di sopravvivere al tempo che tutto consuma e fa dimenticare. Da non perdere.

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“A casa e ritorno”

612XXRGp7ML._AC_UY218_ML3_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Alcune settimane dopo conobbi una maestra che stava pensando di trasferirsi nel Kentucky, perché era un posto dove secondo lei avrebbe potuto rendersi utile. Passammo alcune notti insieme. Mi sentivo una specie di esperimento…

A casa e ritorno (che dà il titolo alla raccolta), Melungeon, Moscow, Idaho, Due-undici dentro e fuori, Acqua alta, Allocco barrato, Tiro al bersaglio, Gente tosta: nella splendida traduzione di Roberto Serrai per Minimum fax una nuova monumentale raccolta di racconti di Chris Offutt, pluripremiato, e con pienissimo merito, cantore del Kentucky, presenza e assieme assenza nella sua narrativa imperniata sulla dialettica dell’abbandono, sostrato, sfondo, protagonista, terreno di coltura, fondamento indispensabile per edificare storie credibili, intense, intime, profondissime, umane, universali, connotate fin nel dettaglio, di vinti (ma lo saranno poi davvero? O forse è piuttosto la nostra realtà che ha perso il senso delle priorità?) nostalgici, teneri, fragili, irresistibili, incapaci di partire, di distruggere, di dimenticare. Impeccabile e imprescindibile.

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“Kamikaze d’Occidente”

0x300.pngdi Gabriele Ottaviani

Pelle bronzea, rossetto ramato, capelli d’oro: questa donna è una lega di metalli luccicanti. Ha un’età fra i trenta e i quaranta. Più verso i quaranta, direi. Fa pensare ad armadietti pieni di creme, un flacone di rassodante specifico per il gomito, un tonico per il collo, un lubrificante per il sesso anale.

Kamikaze d’Occidente, Tiziano Scarpa, Minimum fax. È uno scrittore fallito che per campare fa un sacco di cose, in primo luogo portarsi a letto donne che lo pagano bene per i suoi servigi sessuali, ma non soltanto, anche semplicemente per avere un po’ di compagnia, finanche perché ci sia qualcuno con cui sfogarsi per il tramite di un liberatorio litigio (del resto tutto ha un prezzo, purtroppo o per fortuna, a seconda dei punti di vista…): precario cronico per costituzione, squattrinato, al limite di quella terra di mezzo nel centro del nulla che sono i quasi quarant’anni, in bilico sull’orlo di un precipizio, un giorno riceve una proposta che davvero sembrerebbe non potersi rifiutare. Inizia così una vicenda kafkiana, o meglio à la Borges, piena di possibilità: al nostro protagonista si presenta infatti inavvertito un oscuro personaggio che sostiene d’essere un funzionario culturale del governo cinese che deve scrivere un libro su di sé, per dimostrare la decadenza dell’Europa e giustificare l’imminente invasione, economica e non, che la tigre asiatica è in procinto di sferrare nei riguardi nel vecchio e marcio continente. Ma… Intrigante.

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“Il fiore della notte”

71nOliJCJKL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Sei sempre stato una spina nel fianco…

Il fiore della notte, Herbert Lieberman, Minimum fax. Traduzione di Tullio Dobner. Dopo tanta neve, i primi raggi tiepidi, i cieli più tersi e le gemme che fanno capolino sui rami e nei prati sono di norma a New York l’inizio del risveglio. La luce soffusa della primavera però incarna pienamente, come dice il poeta, tutta la crudeltà del peggiore dei mesi, quell’aprile che non solo si diverte a giocare con le illusioni di cuori fragili e sensibili mescolando lillà e terra morta, ma anche a rappresentare la tragica ricorrenza degli omicidi perpetrati da un misterioso assassino, sulle cui tracce si muove il bravissimo e inviso ai potenti Francis Mooney, che… Sublime.

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“Bitches Brew”

bitches.jpgdi Gabriele Ottaviani

Bennie Maupin non aveva mai suonato con Miles prima di quel mattino d’agosto.

Bitches Brew – Il capolavoro di Miles Davis che ha rivoluzionato il jazz, George Grella jr., Minimum fax. Traduzione di Michele Piumini. C’è il jazz. Esiste il rock. E poi c’è Bitches Brew. Un album doppio. Registrato cinquant’anni fa. Pubblicato dopo sette mesi. L’autore è Miles Davis. Ed è un’epifania. Una rivoluzione. Un cambiamento epocale. Grella quando lo ascolta per la prima volta ha quindici anni, è con un amico, è appassionato, preparato, eppure la sorpresa è comunque magnifica, oltre che gravida di un entusiasmo che può essere straniante come solo quello dell’adolescenza sa essere: e questo non è infatti un semplice libro. È una guida. Un viaggio. Un’esperienza. Una festa. A cui siamo tutti invitati. E non si può mancare.

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“Il rap spiegato ai bianchi”

0x300 (2).pngdi Gabriele Ottaviani

I simboli forti devono partecipare della realtà. Chiedete a san Tommaso d’Aquino: l’eucaristia non rappresenta Dio, l’eucaristia è Dio.

Il rap spiegato ai bianchi, David Foster Wallace, Mark Costello, Minimum fax, traduzione di Christian Raimo e Martina Testa. Uno è uno scrittore. Il suo destino sarà tragico. E sfavillante. L’altro è un avvocato. Non hanno molto in comune. Sono bianchi. Benestanti. Laureati. E amano il rap. Il cui universo pare distare non pochi parsec dal loro. Eppure diventano, un po’ per gioco, un po’ per passione, critici musicali, e danno vita a un’analisi che, forse anche grazie a questa giusta e naturale distanza, è a dir poco memorabile.

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