Libri

“Il fratello buono”

61XidlzDxrL._AC_UL320_di Gabriele Ottaviani

Si domandò se non fosse un brutto segno, invidiare gli animali…

Sanno tutti lungo il torrente, in prossimità di quella cittadina in cui Zephianah gestisce un ufficio postale dalla bandiera a stelle e strisce ormai lacera, chi abbia ucciso Boyd la testa calda. Boyd che si cacciava sempre nei guai. Boyd il fratello di Virgil. E anche Virgil sa chi è stato. Ma in una terra che affonda le sue radici nel sangue non è data un’alternativa terza: o la fuga o la vendetta. Null’altro può lavare l’onta. Null’altro può pareggiare i conti. Virgil però non ha un’indole di tal sorta, Virgil è Il fratello buono. L’epica del mito della fondazione e della frontiera, cambiando quel che dev’essere cambiato, rivive nella prosa maiuscola di un autore che Granta nella sua edizione estiva di ventiquattro anni fa ha inserito, assieme a Sherman Alexie, Madison Smartt Bell, Ethan Canin, Edwidge Danticat, Tom Drury, Tony Earley, Jeffrey Eugenides, Jonathan Franzen, David Guterson, David Haynes, Allen Kurzweil, Elizabeth McCracken, Lorrie Moore, Fae Myenne Ng, Robert O’Connor, Stewart O’Nan, Mona Simpson, Melanie Rae Thon e Kate Wheeler nel novero dei venti migliori narratori delle ultime generazioni: Chris Offutt, Minimum fax, traduzione di Roberto Serrai. Imperdibile.

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“A casa e ritorno”

612XXRGp7ML._AC_UY218_ML3_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Alcune settimane dopo conobbi una maestra che stava pensando di trasferirsi nel Kentucky, perché era un posto dove secondo lei avrebbe potuto rendersi utile. Passammo alcune notti insieme. Mi sentivo una specie di esperimento…

A casa e ritorno (che dà il titolo alla raccolta), Melungeon, Moscow, Idaho, Due-undici dentro e fuori, Acqua alta, Allocco barrato, Tiro al bersaglio, Gente tosta: nella splendida traduzione di Roberto Serrai per Minimum fax una nuova monumentale raccolta di racconti di Chris Offutt, pluripremiato, e con pienissimo merito, cantore del Kentucky, presenza e assieme assenza nella sua narrativa imperniata sulla dialettica dell’abbandono, sostrato, sfondo, protagonista, terreno di coltura, fondamento indispensabile per edificare storie credibili, intense, intime, profondissime, umane, universali, connotate fin nel dettaglio, di vinti (ma lo saranno poi davvero? O forse è piuttosto la nostra realtà che ha perso il senso delle priorità?) nostalgici, teneri, fragili, irresistibili, incapaci di partire, di distruggere, di dimenticare. Impeccabile e imprescindibile.

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“Mio padre, il pornografo”

41u2DEwpbnL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Avevo conosciuto un altro mondo, esotico e strano, e a volte ne sentivo la mancanza.

Mio padre, il pornografo, Chris Offutt, Minimum fax. Traduzione di Roberto Serrai. Solo l’alfabeto aveva, per difendersi dagli oltraggi della vita ma prima di tutto per mantenere la propria famiglia, in quel paradiso che sono le colline degli Appalachi che però, per la loro posizione remota e romita, incarnano anche pienamente il dualismo e il dissidio fra la libertà e il suo prezzo, spesso impagabile per chi nasce povero: non eredita granché Chris Offutt dalla morte del padre, se non otto quintali di letteratura pornografica. Perché l’America imbevuta di pruderie, soprattutto dopo il successo di una pellicola di culto come Gola profonda, ha avuto per generazioni intere sempre più fame di sesso, e nel suo studio inaccessibile a tutti tranne che alla moglie, creatura tolstojana, verrebbe da dire, Andrew Offutt ne ha soddisfatto i bisogni tentando al tempo di stesso di rendere meno pressanti le mordaci fauci di quelli di lui e dei suoi cari: quest’opera che trascende il genere e rifugge le definizioni è prima di tutto uno straordinario atto d’amore per la famiglia e per la letteratura, un apologo sul potere salvifico della scrittura, che non ha scopo, e dunque è necessaria, assolutamente.

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“Country Dark”

51QnMvwm3ML._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

  • Non mi piaceva.
  • E allora perché mangiavi con lui?
  • Perché avevo fame.

Country Dark, Chris Offutt, Minimum fax, traduzione di Roberto Serrai. Tucker è reduce dall’aberrante carneficina della guerra di Corea, è tornato a casa nel suo selvaggio Kentucky, il Bluegrass state dai paesaggi ammalianti, ampi e aspri, e vuole solo tranquillità, finalmente, anche se per provare a raggiungerla deve cedere alla contiguità con personaggi senza dubbio poco raccomandabili. Con ogni evidenza è un equilibrio fragile e instabile quello in cui si trova a vivere: e si sa, se vuoi la pace devi essere pronto alla guerra. Pertanto, quando tutto sembra perduto, non gli resta che un’alternativa… Semplicemente perfetto, è un eccezionale apologo della fragilità umana. Semplice, chiaro, potente, deflagrante, intenso, seducente, coinvolgente, convincente, monumentale, epico.

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