Libri

“Il cortile di pietra”

51evk4puntl-_sx321_bo1204203200_di Gabriele Ottaviani

Aveva la sensazione di trovarsi in un sogno.

Il cortile di pietra, Francesco Formaggi, Neri Pozza. Rassomiglia un po’ all’omino di burro di collodiana memoria, soprattutto nell’ottica di un bimbo di sei anni, e in effetti anche in questo caso si tratta di un conduttore di carro, che ha un’epa più che prominente, il capo calvo e lucido, tanto da sembrare una palla da biliardo o un vecchio utensile metallico consunto, e una corporatura enorme: in realtà però si tratta di un ispettore, che strappa Pietro alla sua vita difficile e povera nell’aspra e feroce, eppure bellissima e poetica, Italia rurale del dopoguerra, per condurlo in collegio, lontano dalla mamma che spesso e non volentieri la malattia costringe a letto per giorni interi e dal padre che strappa la vita coi denti, povero com’è. Pietro pensa comunque che tornerà presto nel suo nido: per il momento però al suo personale Addio, monti segue l’ingresso nello spettrale istituto, molto più simile a un cimitero, un luogo di anime morte e sopite, vessate, private di ogni cosa. Lì incontra Mario, che condivide con lui il desiderio insopprimibile di non arrendersi al destino… La purezza spunta come un fiore sotto la neve, e inonda di sé l’infinito: il raffinatissimo, colto e più che solido romanzo di Formaggi commuove sino alle lacrime e ricolma il lettore di speranza.

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