Libri

“L’Avana, amore mio”

Taccuinodi Gabriele Ottaviani

A Cojimar resta il monumento sul lungomare, davanti alla casa cadente e a un piccolo porto, ma non vi attendete qualcosa di imponente, un tributo sfarzoso per lo scrittore che ha immortalato Cuba e il suo mare. Niente di tutto questo. Il monumento a Hemingway lo hanno fatto i pescatori del posto ed è una cosa molto semplice, un tempietto neoclassico circondato da colonne doriche che contiene un busto in marmo dello scrittore sostenuto da una colonna in travertino. Cojimar è ancora un borgo di pescatori, un villaggio fuori dal tempo alla periferia dell’Avana, come quando Hemingway raggiungeva il vecchio molo e attraccava il Pilar. A Cojimar lo scrittore ambienta Il vecchio e il mare ed è sempre qui che girano il film con Spencer Tracy che, scena dopo scena, vince la sua battaglia contro un gigantesco marlin. Hemingway ama Cuba con tutto il cuore, sente il richiamo del mare tropicale dalla sua abitazione nel Montana, compra casa a Key West, il punto della Florida più vicino all’Avana e da qui prende il largo in direzione di Cuba per dedicarsi alla pesca di altura. Si ferma nella capitale per qualche notte, dorme all’Hotel Ambos Mundos, in pieno centro, dove riposa dopo una giornata di pesca e resta ammaliato dalla notte cubana. Ancora oggi nella sua camera 511 dell’Ambos Mundos, meraviglioso edificio neoclassico color salmone, tenuta come un museo, campeggia la sua macchina da scrivere e una bottiglia vuota di wisky, ricordo di solenni sbronze. Per chi suona la campana prende forma di romanzo proprio in quella stanza dove lo scrittore fa colazione con latte freddo, una fetta di torta e acqua vichy. Hemingway si affaccia dalla terrazza della camera e si lascia conquistare dal panorama stupendo della vecchia Avana, passeggia lungo il Prado e la via Obispo, si sente inebriato da quelle atmosfere tropicali così pigre e viziose, dai bar e dai caffè aperti tutta la notte.

L’Avana, amore mio – Taccuino avanero e storie cubane, Gordiano Lupi, Il foglio. Terra di esuli e di esili, terra da cui partire, fuggire, scappare, terra in cui arrivare, per vedere, conoscere, viaggiare, capire, terra di musica, mare, sole, sigari, rum, candide spiagge e tante passioni. È un’isola dei Caraibi che intrecciata a filo doppio con la chioma ondeggiante al vento delle palme ha la sua stessa leggenda, che parla di rivoluzione e aneliti di mancata libertà, eroi e filibustieri, canzoni tristi e note ridenti, guerra e pace, occidente e oriente, comunismo e capitale: è Cuba, e L’Avana è la sua capitale. Partendo da Alejo Carpentier, ma non solo, Gordiano Lupi costruisce un’antologia di racconti, citazioni e suggestioni che riproducono in ogni tono di colore il sentire di quel mondo, di quella gente, di quell’isola. Un atto d’amore, che intriga e appassiona.

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