Libri

“Il pantarèi”

619oz6-8sLL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Dunque, mi dissi, vuole piacermi.

Il pantarèi, Ezio Sinigaglia, TerraRossa. Pubblicato per la prima volta trentaquattro anni fa e ora nuovamente edito dalla sempre meritoria TerraRossa, Il pantarèi di Ezio Sinigaglia, milanese, classe millenovecentoquarantotto, redattore, traduttore, fotocompositore, copywriter, ghostwriter, autore di guide turistiche, docente di scrittura all’Università di Milano Bicocca e anche altrove, è la storia, narrata con una lingua originalissima, pregiata, preziosa, artistica ma mai ostica, lirica, metaletteraria, necessaria, attualissima, nella nostra società spersonalizzante, materiale, materialista, che tutto mercifica, precaria, violenta, cattiva, malata, egoista, rissosa, rabbiosa, ipocrita, invidiosa, sprecona, ambigua, prepotente e prevaricatrice, di Daniele Stern, figura di cui si avvale l’autore per superare il confine del romanzo in quanto meramente, ammesso e non concesso che l’avverbio sia legittimo, tale, in ossequio a quanto teorizzato e praticato da molti altri autori, in primo luogo Alberto Arbasino, ma non solo. Daniele Stern è per sua stessa ammissione un poligrafo senza occupazione che riceve il compito (tenete presente che è di questi giorni, nell’anno del Signore duemiladiciannove, la notizia della chiusura di un canale televisivo dedicato alla settima arte per fare posto a due canali, uno cosiddetto maschile e l’altro cosiddetto femminile: che a breve si ritorni alle scuole medie a dividere le classi fra chi fa economia domestica e chi si diletta con la falegnameria?) di redigere un saggio riguardante il Novecento letterario, per un’enciclopedia il cui intento è quello di coinvolgere la più ampia porzione possibile di pubblico, specialmente quello delle donne. Scrivendo dei più importanti letterati, però, poiché la letteratura parla della vita, e ognuno, animale sociale com’è, si riverbera nelle parole d’un altro, Daniele pare confondere le sue personali vicende biografiche con le trame delle opere della cui citazione si avvale nel suo discorso. E… Assolutamente imprescindibile.

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