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“Tienimi con me”

41kDQsx2fkL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

«Canta di noi, Matteo,» continuò, guardandolo con una determinazione che non aveva mai notato prima di allora. E lui eseguì, riprendendo il giro di note in la minore. Dan si inginocchiò in mezzo alle sue gambe tese. Gliele accarezzò piano, facendolo vibrare tutto quanto. Era innaturale, ma bellissimo. Cercò di concentrarsi sulle note, con la voce strozzata dall’affanno. Dan glielo accarezzò e lo tirò fuori dalle mutande, toccandogli il membro in tutta la sua lunghezza. Matteo sbagliò accordo, si fermò, riprese ansimando. Dan si chinò verso giù, intravedeva le natiche bianche e rotonde, sode. Il suo uccello guizzò tra le dita del giovane. «Canta la mia storia tra le tue note, Matteo. Parla di noi due,» soffiò ancora ma nonostante il suono delle corde che stava pizzicando, gli arrivò chiaro il messaggio. Fece uno scatto quanto avvertì le labbra baciarlo lì, e continuare su, e poi giù. A ripetizione. Matteo aveva il torace e le gambe imperlate di sudore, ma non smise di strimpellare, perdendo il ritmo, sbagliando la sequenza. Ma la sua bocca gli stringeva comunque l’asta, le mani gli sfioravano i testicoli e le gambe. Mugolò. Aveva la chitarra in mano nonostante desiderasse soltanto tuffarsi in lui, ma non poteva deluderlo. Matteo continuava a suonare, gemeva all’unisono con lo strumento mentre Dan continuava, piegato sotto di lui, a dargli piacere. “Ma ogni volta con lui è diverso. Ed è sempre più bello,” si disse, mentre il cantante reclinava il capo all’indietro. Gli venne da ridere, Matteo sbagliò di nuovo, perdendo il ritmo che dopo riacciuffò. Dan gli aveva chiesto di suonare per lui e glielo stava succhiando. Il giovane aprì gli occhi, vide quanto l’altro era affaticato e continuò, fino a che non esplose, gemendo forte e suonando un giro di do, corda dopo corda. Dan si aggrappò alle sue cosce, aumentando l’andatura e lasciandosi invadere dalla sua virilità. E ancora, come una lenta agonia che lo stava uccidendo con delicatezza nel mezzo di tutta quella passione che bruciava tutti e due a fuoco lento.

Tienimi con te – La nostra storia si è fatta musica, Francesco Mastinu, Triskell. Daniele è timido e romantico, Matteo non crede affatto nell’amore. Lo canta, certo, anzi, è proprio grazie a quel sentimento, a quel valore che gli viene attribuito da ognuno quando si trova a riflettervi in merito, che ha costruito la sua carriera e che ha potuto celebrare il trionfo dei suoi maggiori successi, ma dubita del tutto della sua esistenza. Finché, come sempre accade nella vita, non è costretto a riconsiderare tutti i suoi convincimenti quando gli capita quello che pensava non gli sarebbe capitato mai… Intenso, passionale, credibile.

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