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“The next competitor”

81177doFKoL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Rimaniamo fermi a fissarci. Okay, forse dovrei farmi coraggio e baciarlo in questo preciso istante. Perché, anche se non dovrei baciare nessuno e dovrei già essere a letto a dormire prima di un altro lungo giorno di allenamenti, non me ne importa niente. Perché Matt è qui accanto a me e la cosa mi toglie il fiato. Ho bisogno delle sue mani su di me. Ho bisogno di sentire il suo sapore, fargli stringere gli occhi, sentirlo ridere e succhiargli…

The next competitor, Keira Andrews, Triskell. Traduzione di Ciro Di Lella. Alex ha un obiettivo. Vuole arrivare alle olimpiadi. E vincerle. È un pattinatore. Si allena ossessivamente. Non ha tempo per nient’altro. Nemmeno per dare risposte gentili alle persone che lo circondano. Infatti non ha un amico. Figuriamoci un fidanzato. Dunque a vent’anni è ancora vergine. Nulla di tragico, per carità. Il problema è che però l’amore ha sempre questo brutto vizio di manifestarsi quando meno te l’aspetti, e di mettere in discussione le tue priorità. Così accade che… Intenso, credibile, piacevole.

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“Borrowing Blue”

51NcyzTYCNL._SY346_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Avrei potuto ascoltare Tristan parlare per tutta la notte. Il solo riverbero profondo della sua voce mi cullava come fosse una sorta di canto di sirena. La notizia che forse fosse bisessuale mi spedì dei brividi lungo il corpo, e dovetti reprimere il mio entusiasmo. Dovevo ricordare a me stesso che probabilmente mi aveva visto come lo sfigato patetico che mi sentivo di essere, nonostante le sue parole rassicuranti. E anche se non fosse stato così, non è che l’esperienza di un pompino al college con un compagno di stanza fosse paragonabile all’essere preparati a vivere del tutto come un uomo gay. La vita non funzionava così. E io mi sarei trasferito a Londra a breve

Borrowing Blue, Lucy Lennox, Triskell, traduzione di Natascia Gandini. Talvolta capita che mentre ce ne si sta tranquilli per i fatti propri si palesi all’improvviso qualcuno dal proprio passato. per esempio qualcuno che ci ha fatto una corte spietata e poi dalla sera alla mattina è scomparso. Qualcuno che diceva che non voleva una storia e invece si presenta a braccetto col suo nuovo fidanzato. Qualcuno che si sperava fosse diventato come meritava terra per ceci e invece è ancora purtroppo capace di respirare autonomamente. Blue un giorno incontra il suo ex. Col nuovo marito. Non vuole assolutamente che l’antica fiamma pensi che non se ne sia fatto una ragione. Che non sia andato avanti. E così lo fa ingelosire con uno sconosciuto al bancone del bar. Ignoto che è decisamente disponibile a proseguire la conversazione, se così si può dire, anche tra le lenzuola. Il problema è che stanno per diventare parenti, dunque, forse… Leggibile, fresco, brillante.

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“Strani compagni di letto”

71jb3CjyNlL._AC_UL320_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Ford non riusciva a tornare a concentrarsi sulle sue priorità nemmeno dopo un orgasmo, ed era la prima volta. Riusciva a pensare solo all’uomo davanti a sé. L’uomo che ancora non aveva avuto il piacere di toccare. Che gli aveva promesso…

Strani compagni di letto, C. Cardeno, Triskell, traduzione di Valentina Chioma. Omonimo del film con Rock Hudson e Gina Lollobrigida, che in effetti come compagni di letto sarebbero stati davvero strani, a meno che non si trovassero assieme sotto lo stesso lenzuolo solo per intavolare una discussione sulla raffinatezza del filato di cotone, è un accattivante romanzo che racconta la storia del figlio unico miliardario del presidente democratico degli Stati Uniti d’America che sarebbe molto felice di metter su famiglia col figlio deputato di un senatore repubblicano, ma… Grazioso.

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“Basta solo guardare le stelle”

81lgoPAuz9L._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Snocciolare tutte quelle stronzate sulla bellezza del corpo umano non deve essere stata una buona mossa, almeno a giudicare dalle risatine sarcastiche di Oliver. E quella frase sugli sconosciuti, dove diavolo se l’è andata a cercare? Oliver avrà davvero capito quanto quelle parole siano importanti? Ma, in fondo, che importa? È uno sconosciuto e non lo rivedrà più dopo questa settimana. Resterà solo un ricordo, destinato a sparire non appena troverà un altro corpo disposto a entrargli dentro per la durata di una notte. O forse è pure più probabile che decida di evitarlo a partire da subito, che non si faccia nemmeno trovare all’appuntamento che gli ha scucito prima di andarsene. Non ha certo la faccia di un tipo che va a letto con qualsiasi cosa che respiri. Al contrario di lui. Così calmo e posato, non si è nemmeno scomposto quando gli ha sibilato di non toccarlo, come se fosse la cosa più normale del mondo che il tizio con cui sei appena stato a letto non voglia accettare un contatto fisico molto più semplice. Meglio che non abbia fatto domande, comunque. Non sarebbe stato semplice spiegargli perché qualsiasi tocco sulla pelle, dopo il sesso, gli faccia paura. A volte non riesce a spiegare nemmeno a se stesso il tremore che lo assale quando qualcuno prova a sfiorarlo, come se l’idea che possa pretendere di instaurare qualcosa con lui, dopo quel semplice contatto, lo atterrisca. Jamis non sa nemmeno come sia venuta la decisione di chiedergli se avesse voglia di ripetere di nuovo l’esperienza. Solo una puttana farebbe questo. Ancora Alain, ancora le sue parole sprezzanti, le mani avide che esploravano il suo corpo lasciando graffi invece che carezze. Cercando di scacciare questo pensiero, Jamis si chiede ancora una volta se la sera troverà Oliver ad aspettarlo in piazza. Si chiede se passeranno di nuovo la notte avvinghiati fra le lenzuola o magari stavolta passeranno qualche minuto in più a discutere. O se Oliver semplicemente gli dirà che non ha voglia di parlare e che vuole solo un pompino, dato che a lui piace tanto farli. Userà il suo corpo come vuole lui o, ancora una volta, si lascerà crogiolare nell’illusione di farlo mentre invece sarà qualcun altro a fare ciò che vuole?

Basta solo guardare le stelle, Aika Morgan, Triskell. Oliver è un giornalista. Jamis un fotografo. Jamis è francese. Oliver inglese. Sono l’uno l’opposto dell’altro. Lavorano come addetti stampa. Si incontrano nella splendida cornice di Taormina, laddove da tempo ha luogo un prestigioso festival cinematografico. E, come spesso accade in queste occasioni, quando ci si piace e si è lontani da casa, si decide di lasciarsi andare. Una parentesi dalla quotidianità, da vivere liberamente, senza programmi, progetti, conseguenze, doveri, legami. Del resto, chi vuol esser lieto sia, del doman non v’è certezza… Ma sarà davvero così? Piacevole, credibile, intrigante. Da leggere.

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“Abbandonare l’oscurità”

81c3A7ojkdL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Pompò il membro di Benjamin più velocemente. Al cacciatore l’aria fu brevemente negata. Soffocò un grido costernato. Poi il treno merci dell’orgasmo spinse con forza, apparentemente spuntato dal nulla. Sollevò i fianchi e urlò il suo rilascio. Il vampiro non si fermò finché non ebbe spremuto fino all’ultima goccia il corpo tremante di Benjamin. «E ancora.» Tzadkiel sussurrò l’ultima parola con minaccia, e un lungo bacio alla carotide. Dal petto di Benjamin uscivano respiri irregolari. I tremori lo dilaniarono, scosse secondarie di un piacere troppo intenso per essere soddisfatto con un solo terremoto. Tzadkiel lo liberò e si spostò indietro. Benjamin piegò le dita a pugno, resistendo alla voglia di fermare la fuga del vampiro quando sgusciò via dalla stanza.

Abbandonare l’oscurità, Tibby Armstrong, Triskell, traduzione di Daniela Righi. Benjamin è un cacciatore. Di quel tipo è stata la sua formazione, sin dalla nascita. Da sempre, o quasi, è cieco. La sua famiglia è stata sterminata da un vampiro. Il suo volto sfigurato, deturpato da cicatrici. Ha un fisico agile, riccioli biondi da putto, e vuole giustizia. Vuole vendetta. Ha un dono. Una seconda vista, che non può aiutarlo, però, quando trova l’uomo che gli dice di essere un altro cacciatore, che gli fa provare repulsione e attrazione, che… Tzadkiel è il signore della guerra, e si rivolge proprio a Benjamin per riprendersi ciò che è suo. Benjamin, cui ha distrutto l’esistenza. Benjamin, che brama di possedere… Intenso, esplicito, avvincente.

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“Orsetti gommosi e granate”

81fdSyjxqHL._AC_UL320_.jpgdi Gabriele Ottaviani

«Mi guarda con quella faccia. Come se fosse dispiaciuto per me. Non sono un caso umano.» «Non è quello che stavo pensando,» disse Dex piano, dondolandosi lentamente. «Sono piuttosto sicuro che neanche Zach lo pensa.» «Allora, cosa?» «Stavo cercando di non arrabbiarmi.» Austen gli scoccò un’occhiata di traverso. «Per cosa?» «Per come avresti dovuto avere la possibilità di essere un ragazzino normale. Andare a scuola, metterti nei guai per aver letto dei fumetti durante l’ora di matematica o per aver messo una puzzola nell’auto del tuo insegnante di ginnastica perché aveva detto al tuo fratellino che faceva schifo a dodgeball. Difficile evitare qualcosa due volte la tua taglia che ti viene scagliato contro da ragazzini teriani più grossi di te.» Austen lo fissò. «Hai messo una puzzola nell’auto del tuo insegnante?» Dex agitò le sopracciglia. «Indovina chi faceva schifo dopo?» Austen sbuffò. «Sei proprio un coglione, Daley.» «Non è una novità.» Austen fece spallucce, lo sguardo perso nel nulla. «Difficile sentire la mancanza di qualcosa che non hai mai avuto. Io sono stato fortunato.» «Fortunato?» Dex scosse la testa, disgustato. «Sparavi in testa alla gente prima ancora di avere l’età per comprare una birra. Insomma, che diavolo aveva in testa la Sparks? D’altra parte, non è che a lei freghi un cazzo. Ti ha usato nello stesso modo in cui usa chiunque altro.» «Tu non sai un cazzo, Daley,» sbottò Austen, spaventandolo. «Sì, lei ha fatto un sacco di cose di merda, ma non pensare neanche per un secondo di conoscerla. È vero, a volte voglio dirle di andare a farsi fottere, ma lei mi ha salvato la vita. Mi ha chiesto di unirmi al TIN perché io lo volevo più di ogni altra cosa. Ero stanco di essere vulnerabile, di essere spaventato e di dover scappare. Stanco di vedere teriani della mia età buttati fuori per strada, a prostituirsi, a morire con un ago nel braccio solo perché erano teriani. Sai cosa si prova a fare un pompino a un tizio per non morire di fame? «Ci sono andato vicino una volta, ma sono scappato via all’ultimo secondo. Invece sono diventato davvero bravo a rubare e a non essere preso. Fino a Sloane. È stato il primo bersaglio che mi ha beccato, e giuro che pensavo di essere fregato, perché o mi avrebbe consegnato alla polizia o avrebbe accettato la mia offerta.»

Orsetti gommosi e granate, Charlie Cochet, Triskell, traduzione di Emanuela Graziani. La saga dei THIRDS continua con un nuovo episodio che conferma la fluidità della scrittura e la facilità per il lettore a lasciarsi condurre, per il tramite di uno stile fresco, nei meandri della narrazione, che diverte, avvince e convince. Questa volta protagonista più che l’agente Dexter è il suo desiderio di sposarsi finalmente col fidanzato: il problema è che l’addio al celibato, ovviamente, non va affatto come previsto e auspicato, e le complicazioni non si debbono al costume da orso, ma a pericoli decisamente più seri… Da leggere. Un gradito ritorno per tutti gli appassionati.

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“Welcome to the circus”

81fPH3rEjXL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Ed eccolo lì. Il tanto atteso tentativo di difendere il veterano del Carnival Circus dalle accuse della nuova recluta. Solo che io non avevo detto una parola. Lanciai uno sguardo fugace al diretto interessato. Sembrava quasi irritato che Zeus lo stesse difendendo. Ma sicuramente mi stavo sbagliato; doveva essere compiaciuto che prendesse le sue difese. Doveva essere contento che un suo amico lo difendesse a spada tratta, no? «Colpa? Quale colpa?» chiesi, fingendo noncuranza. Presi un altro biscotto e per poco non lo sbriciolai per la forza con la quale lo strinsi tra le dita. Zeus socchiuse gli occhi. «Sai bene di cosa sto parlando.» «No, non lo so.» «Non sei qui dentro per divertirti, Ely.» «Non sono neanche qui dentro di mia spontanea volontà,» gli ricordai. «Devi ripagare il tuo debito.» «Lo so. Non fate altro che ripetermelo. Tutti.» Ero stufo marcio di quei discorsi mirati sempre e soltanto in una direzione. «Ma non è affar tuo il modo in cui lo ripago.» «Invece è affar mio. Ti sei dimenticato che…» «A te cosa importa se ci metto un mese o un anno?» lo interruppi, alzando la voce. «Cosa ti importa di come li guadagno, questi soldi? Cosa ti importa di chi mi scopa? Quella di stanotte era la mia prima fottutissima volta. Non avrei dovuto farlo con chi cazzo mi pareva?» Anche Zeus sembrò per un attimo colpito dalla mia furia. Ma a me non interessava di lui. Mi interessava solo di me stesso. Strinsi le mani a pugno e sentii le unghie conficcarmisi nella pelle. «Scoperò con tutti gli Zenit, i Nadir e i Marcus che vi pare da questo preciso momento. Guadagnerò ogni singolo centesimo che devo a Omero, soldi che oltretutto io non ho neanche visto, e tutti gioirete perché finalmente starò facendo il mio “dovere”. Ma quella di stanotte… cazzo, stanotte era mia. E non avevate alcun diritto di interferire!» Mi alzai in piedi così in fretta e con così tanta violenza che per poco non ribaltai la sedia. Sentivo la rabbia ribollirmi nelle vene e vi assicuro che non era per niente una sensazione piacevole. Non so se mi desse più fastidio il fatto che ero stato preso in giro in quel modo ridicolo, come se i miei desideri e le mie paure non fossero importanti, oppure il fatto che tutti sapessero quello che mi era successo…

Welcome to the circus, Sara Coccimiglio, Triskell. Fidarsi è bene, dicono, non fidarsi è meglio, e questo invece è certo. In particolare non bisogna fidarsi delle persone sbagliate. Il problema è che spesso e volentieri le persone non appaiono subito né quasi mai del tutto per quello che sono davvero, se non quando è troppo tardi, hanno ottenuto ciò cui ambivano e la maschera che avevano sul volto può essere finalmente svelata. Bisogna essere molto smaliziati per cogliere i segnali che comunque lasciano, perché il delitto perfetto non esiste, ma Samuel invece non lo è. E il suo candore lo conduce fra le grinfie di Judah, e poi di conseguenza a vendere il proprio corpo al Carnival Circus, un postribolo dall’immagine raffinatissima ma dove si verificano situazioni al limite della follia. Proprio lì, però, dove dunque in assoluto meno ce lo si potrebbe aspettare, avviene che… Intrigante e coinvolgente.

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