Libri

“More veneto”

41lksPvIHjL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

C’erano tante Venezie, parallele e non comunicanti.

More veneto, Daria Martelli, Cleup. La locuzione dalle sonorità latine che dà il titolo alla narrazione sta a significare, com’è evidente, “secondo il costume veneto”: del resto la parola mos, moris, che vuol dire uso, costume, tradizione, ha sempre ricoperto un ruolo importante nel raccontare di caratteristiche individuali e collettive che costituiscono il tessuto dell’immaginario e della società, si pensi semplicemente a quel mos maiorum, ossia il costume degli antichi, che ha fatto disperare più di qualche studente alle prese con le versioni liceali e che allo stesso tempo è divenuto frase formulare con cui ognuno ha cercato, in qualche caso ben riuscendovi, di riempirsi la bocca per fare riferimento a un passato più glorioso di valori ormai perduti. Perché ognuno, si sa, ha le proprie tradizioni, le sue radici. Lorenza, una giornalista televisiva giunta nella città lagunare per antonomasia da Firenze, in uno stato di profonda sofferenza per la crisi del suo matrimonio e anche per la recente morte della madre, trova per caso in una biblioteca il libro di un’antica scrittrice veneziana, Limpida Sorgente: potere della parola e/o della suggestione, questo fatto cambia radicalmente le sue prospettive. E… Da leggere.

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