Libri

“Libri e lettori nell’Italia repubblicana”

41p-XoKUDnL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Effetti di promozione alla lettura “disinteressata” ha avuto la realizzazione della scuola media unica nel 1962.

Libri e lettori nell’Italia repubblicana, Gabriele Turi, Carocci. L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro, dice la costituzione. Che dice anche che la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Che l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali. È prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale. Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato. Che la scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso. Che tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili. In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’Autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, sporgere denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo di ogni effetto. La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica. Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni. Peccato che le cose non stiano proprio così. Peccato che si legga sempre meno. Peccato che lo stato sia nato analfabeta e che vi siano sacche sempre più grandi d’ignoranza di ritorno. Peccato che chi concorre per l’insegnamento scriva qual è con l’apostrofo, e non è nemmeno l’errore peggiore. Peccato che la cultura non sia affatto sostenuta perché non è considerata né una ricchezza né un’opportunità. C’è stato chi l’ha delegittimata dall’alto del suo seggio in parlamento, e non seduto al bar dello sport, con tutto il rispetto per i bar e per lo sport, dicendo qualunquisticamente, e palesando suprema ignoranza, che con essa non si mangia. Peccato che ci sia chi si vanta di non leggere nemmeno un libro all’anno. E i più tirano per giunta fuori la scusa più assurda. Non ho tempo. Sarebbe più onesto dire la verità avendo il coraggio di rischiare il temuto stigma sociale: Non ho voglia. Fortunatamente però ci sono libri come quello di Turi, che con impeccabile rigore scientifico raccontano la storia della conoscenza nell’Italia da quando è diventata repubblica. Ossia cosa di tutti. Proprietà di tutti. Di cui tutti dobbiamo avere cura. L’analisi di tutta la serie di fenomeni connessi a questo argomento è precisa, puntuale, ampia, divulgativa, semplice, chiara, interessante, approfondita. Da leggere.

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