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“Dizionario della stupidità”

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Hitler (Adolf) – Il filosofo Leo Strauss ha rilevato, nel libro Diritto naturale e storia (1953): «Sviluppando un discorso fino alla fine si giunge inevitabilmente a un punto nel quale si rabbuia la scena gettandoci sopra l’ombra di Hitler. Dobbiamo evitare la fallacia della reductio ad Hitlerum, che viene ormai troppo spesso usata al posto della reductio ad absurdum. Non si refuta un argomento solo dicendo che lo sosteneva anche Hitler!». Quanto sia stupida questa moderna aggiunta alle figure retoriche classiche è dimostrato dal fatto che, ad esempio, Hitler era vegetariano e amava i cani. Il che ovviamente non basta per dedurre che allora bisogna mangiar carne e odiare i cani, se non si trovano altre buone motivazioni per farlo. E la cosa non cambia se invece di una nera reductio ad Hitlerum si usa una rossa reductio ad Stalinum. La novità più recente in questo campo è la legge di Godwin, formulata nel 1990 dal giudice Mike Godwin a proposito di Internet: «Più una discussione in rete si prolunga, più la probabilità che si arrivi a paragonare l’interlocutore a Hitler o a un nazista si avvicina a 1». Il momento in cui questo accade si chiama punto di Godwin, ed è la spia che si è cominciato a dire stupidaggini.

Piergiorgio Odifreddi, Dizionario della stupidità – Fenomenologia del non-senso della vita, Rizzoli. Uno dei principi della laicità, che esprime le sue idee sempre con grande verve, atteggiamento che qualcuno non ama. Un matematico, logico, saggista e divulgatore di chiara fama, che ha opinioni forti, nette, argomentate ogni volta con grande dovizia di particolari. Un uomo che quindi fa della luce dell’intelligenza la sua guida, che è interessato al sapere e alla conoscenza. Che ha una formazione scientifica, fatta di verità che non vengono prese per buone in quanto tali, ma che necessitano di incontrovertibile dimostrazione. E quindi, eraclitianamente, non può non rivolgere la sua attenzione anche al contrario dell’intelligenza. Ossia alla stupidità. Che pare proliferare nella nostra società più di un paramecio che può arrivare a riprodursi anche due o tre volte al dì, sembra evidente. La mamma dei cretini non conosce menopausa o sterilità, è noto, così pare che i parti siano sempre quantomeno gemellari. Con arguzia Odifreddi redige un vocabolario che fa riflettere e ragionare, ed è inoltre una lettura assai piacevole. Geniale la copertina.

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