Intervista

Laura Mirabella: “L’innovazione passa dalle start up”

eea00256cac4eb0d19d5ddf9578dcf03di Gabriele Ottaviani

Abbiamo parlato del Myllennium Award, ora siamo felici di intervistarne una giurata: Convenzionali è a colloquio con Laura Mirabella.

Perché ha accettato di far parte della giuria del Myllennium Award?

Sono felice di far parte della giuria della sezione Start up del Myllennium Award perchè trovo che questo premio sia un unicum, e non solo a livello nazionale, in termini di target a cui si rivolge e di ampiezza di discipline che prende in considerazione. Credo che ad oggi sia importante dare un segnale di attenzione a ragazzi così giovani, che si avviano verso un mondo del lavoro sempre più veloce e competitivo.

In un tempo in cui il fare impresa è diventato sempre più alla portata di tutti, grazie all’innovazione introdotta dal digitale, è necessario anche creare delle piattaforme che consentano ai ragazzi di sfruttare al meglio le opportunità di mercato, senza perdersi poi nello sviluppo delle loro idee. Come spesso si sente dire, la “mortalità” delle start up è molto alta, perché una fantastica idea non è niente senza una corretta execution. La sezione Start up del Myllennium si pone l’obiettivo di dotare i ragazzi degli strumenti giusti per arrivare a realizzare la loro idea secondo un percorso lineare e con un business model sostenibile nel tempo.

Di cosa hanno bisogno l’economia italiana e il mondo del lavoro oggi?

Il mondo del lavoro ha sicuramente bisogno di flessibilità, che non deve essere vista come un pericolo, ma come un’opportunità di vivere diverse esperienze. Nel corso della vita professionale è importante e formativo poter far parte di diverse realtà lavorative e se il mercato del lavoro è flessibile le occasioni di creano più facilmente.

Per quanto riguarda l’economia, sul fronte delle nuove imprese, c’è bisogno di un accesso al credito più semplice e agevolato non solo per i ragazzi che si imbarcano nella creazione di una start up ma anche per gli investitori e gli imprenditori che scommettono su nuove realtà, rischiando in proprio.

Sono stati fatti degli importanti passi avanti su entrambi questi aspetti ma dobbiamo ancora migliorare.

L’Italia è un Paese per giovani? O devono tutti rassegnarsi ad andare all’estero per poi non tornare?

Io credo che i tempi e le condizioni siano maturi per restare qui e far crescere questo Paese come tutti meritiamo. D’altra parte credo che le esperienze all’estero siano fondamentali per aprire la testa, alzare lo sguardo e tornare più consapevoli e produttivi di quando si è partiti. Quindi mandiamo pure fuori i nostri cervelli, ma per investire su di loro e farli rientrare!

Cos’è uFirst, la app da lei creata?

Il tempo è l’unica commodity al mondo non rinnovabile e per questo la più preziosa.

uFirst è la prima App al mondo che permette la creazione di un “mercato del tempo” rendendo ogni singolo minuto una nuova commodity in grado di essere scambiata.

In che modo? Attraverso un’asta virtuale che permette ad ogni utente di scegliere dove, come e quando saltare una fila.

Grazie ad una fitta rete di accordi con i maggiori operatori di  tutto il mondo uFirst aggrega dunque in una sola App servizi Premium quali: fast track in Aeroporti, musei, e attrazioni turistiche; prenotazioni last-minute per un tavolo nei ristoranti o nightclub più esclusivi del mondo o per un posto barca nei porti più richiesti.

L’App è disponibile in download gratuito e in seguito all’inserimento della propria carta di credito si paga successivamente solo quello che si consuma. Uno strumento semplice, veloce e versatile in grado di accompagnarci ogni giorno della nostra vita. Ogni viaggio con uFirst può finalmente permetterci di tagliare i tempi di attesa e farci godere appieno ogni momento.

Quali sono gli elementi che deve avere un progetto per essere vincente e competitivo?

Credo che gli elementi cruciali siano tre. Il primo, come ho già avuto modo di dire, è sicuramente l’execution, ovvero la capacità di essere strutturati e di non fare passi falsi nello sviluppo della propria idea. Questo per mantenere il time-to-market, quindi la competitività del progetto. Il secondo aspetto che fa la differenza per la longevità della start up è il modello di business, che deve essere sostenibile in termini di costi e di marginalità.

Il terzo aspetto, che non è sempre applicabile ma è auspicabile, è lo sviluppo su scala internazionale o addirittura mondiale. I volumi che si possono raggiungere in questo modo aiutano sia in termini remunerativi che di longevità.

Convenzionali è un blog di letteratura e cinema: un libro e un film che significano tanto per lei e perché.

Un libro che mi è rimasto molto caro è Oceano Mare, di Alessandro Baricco. Amo lo stile asciutto dell’autore e poi l’ho letto a 18 anni, mentre facevo scelte importanti per il mio futuro.

Per quanto riguarda i film, dovrei fare un lungo elenco, ma quello che ho trovato geniale è Forrest Gump, perché è ironico e profondo. Come ritengo che debba essere il nostro approccio alla vita: rispettare i propri valori e proprio obiettivi senza prendersi mai troppo sul serio.

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