Libri

“Il libro di Talbott”

41GYu1UhycL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Jamal vorrebbe dire tutto alla madre. Vorrebbe dire che le vuole bene, ma lo sentirebbero tutti.

Il libro di Talbott, Chuch Palahniuk, Mondadori, traduzione di Gianni Pannofino. Caucasia, Blacktopia e Gaysia: gli Stati Uniti non esistono più. La disgregazione finale si è compiuta. Il giorno del giudizio è giunto. Tre nazioni diverse, in ossequio agli slogan di Talbott Reynolds: è finita la pacchia per la classe dirigente. Bianchi da una parte, neri dall’altra, omosessuali in un altro luogo ancora, ché i loro gusti non sono ortodossi. Il mondo è giunto a una svolta, attesa, temuta, vagheggiata, ambita, sperata, osteggiata. Ma non è tutt’oro quel che riluce… Fin troppo credibile questa fantasia distopica: si deve, del resto, alla penna di un genio che conosce e analizza con cura chirurgica l’anima umana, soprattutto nei suoi più atri e reconditi recessi. Da non perdere.

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Libri

“Il delitto di Agora”

41Hv07UgNHL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Nella nostra famiglia regna la più assoluta tranquillità e armonia.

Il delitto di Agora – Una nuvola rossa, Antonio Pennacchi, Mondadori. Come quando si fa in modo che una pianta selvatica possa dare migliori frutti, innesta il ramo dell’invenzione letteraria, che padroneggia con abile forza, su un tronco di accadimenti reali Antonio Pennacchi, cantore della terra della bonifica, strappata alla malaria, che racconta di Loredana ed Emanuele, giovani che si amavano e che sono stati uccisi, nel borgo di Agora, da una mano che ha sferrato su di loro centoottantaquattro coltellate. Ancor più numerose, però, sono le voci che si affastellano, che si rincorrono, commentano, giudicano, ipotizzano, si accaniscono, un coro stonato ma perfettamente armonizzato che ci dice molto di noi, del nostro mondo e del nostro tempo. Splendida e adattissima la copertina.

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“Sotto i tuoi occhi”

41SZZ--AWyL._SY346_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Il modo di fare di Brian era inquietante tanto quanto il suo aspetto.

Sotto i tuoi occhi, Heidi Perks, SEM, traduzione di Andrea Romanzi. Charlotte è indipendente, ha lasciato il compagno, ha una buona situazione economica, ha tre figli, se la sa cavare. Harriet invece è piuttosto sola, ha bisogno di un lavoro ma non riesce nemmeno a cercarlo, visto che tutto il suo mondo ruota intorno alla sua unica figlia, che ha quattro anni e che non ha mai lasciato in mani che non fossero le sue. Un giorno però non può proprio farne a meno, e quindi la affida alle cure dell’amica. Che però la perde di vista un attimo. E la piccola scompare. Dorset, Inghilterra: è questo lo sfondo per la storia mozzafiato, raffinata e intensa, in cui nulla è come sembra, ben scritta, ben confezionata e ben tradotta, costruita con maestria da Heidi Perks. Da non perdere.

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“Prigione”

41F18qk9MdL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

No, no. È proprio la fuga che è illegale. E io volevo fuggire. Semplicemente fuggire. Nient’altro. Non avevo nessuna ragione per farlo. Certo, ho avuto paura, altrimenti non sarei fuggita, o meglio, non avrei cercato di fuggire. Non mi è riuscito… Io stessa non avevo capito di voler fuggire. Ma alla fine… Quando tutta una pletora di persone arriva e ti dice: “Lei è a rischio di fuga” bisogna pur credergli. Qualcosa di vero ci sarà. Ebbene sì, sono crollata, mi arrendo facile. Ho la sensazione di essermi completamente lasciata andare. Sa, temo proprio che in futuro sarà meglio lasciare ad altri l’onere di spiegare le mie emozioni e le mie azioni.

Prigione, Emmy Hennings, L’orma, traduzione di Marco Federici Solari. Emmy è sempre di corsa. Sono così tante le cose che vuole fare e vedere, le persone che vuole incontrare… È brava. Bella. Brillante. piena di impegni. Piena di talento. Ama la vita, e le sembra di sprecar tempo a non lasciarsi travolgere dalla fretta. Del doman, del resto, non v’è certezza. L’esistenza, però, si sa, ha un debole per la legge del contrappasso, e dunque le capita che d’improvviso un giorno venga arrestata. Rinchiusa. Incarcerata. Imprigionata. A quel punto le sue giornate sono scandite da una sola costante. L’attesa. Il tempo sospeso della riflessione. Risale a esattamente cento anni fa questo romanzo autobiografico finora inedito in Italia, una gemma preziosa e tragicomica scritta con impareggiabile verve e caratterizzata da personaggi sorprendenti e difficili a dimenticarsi.

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“Più grande la paura”

41ar-x9N9DL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

È questo il ricordo, preciso da far male, che si culla e la culla mentre vanno.

Più grande la paura, Beatrice Masini, Marsilio. Beatrice Masini non ha bisogno di presentazioni, scrive bene, con funambolica souplesse e caleidoscopica sensibilità, connota gli ambienti e le situazioni in modo raffinato e non lesina in dettagli, che però non appesantiscono mai la trama: tutte queste considerazioni trovano facilmente conferma nella vicenda qui esposta, che delicata indaga un’atmosfera che l’autrice conosce e padroneggia mirabilmente, la dimensione dell’infanzia, violata, vagheggiata, ammirata, sognata, cullata, condivisa, perduta, ritrovata, nutrita, curata, coccolata, carezzata, dimenticata, rievocata, attraverso la letteratura e il suo potere salvifico, che aiuta a crescere specie quando si è costretti a farlo, che fa della fragilità una brillantissima forza. Da non perdere.

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“La maschera di scimmia”

maschera scimmia.indddi Gabriele Ottaviani

“Sono o no la più bella scopata della tua vita?”

il mento di Diana sulla mia coscia

mentre i suoi occhi mi rosolano

sono acqua trasformata in vapore

la mia pelle è ustionata in rosa

sospiro

per la voglia di scoppiare

in tenerezze, parole intense, tutto il nubifragio del mio cuore

stivato per settimane

la voce petulante di Diana

mi fa mordere le labbra

tendo le braccia

“No,” dice lei, “voglio guardare”

mi arrendo

e sento i suoi occhi toccarmi

dalla gola alla fica

La maschera di scimmia, Dorothy Porter, Fandango, traduzione di Sergio Claudio Perroni. Venticinque anni fa fu una deflagrazione, un successo strepitoso anche grazie alla sua forma che ha rappresentato in ogni modo nell’ambito del genere di riferimento una innovazione che prendendo le mosse dalla classicità ha consentito di scorpire, riscoprire e rinverdire l’infinita e caleidoscopica molteplicità delle possibilità della lingua letteraria, è diventato un film, uno spettacolo teatrale, ha vinto premi, la sua autrice si è imposta all’attenzione globale: è un thriller atipico, un componimento in versi che si legge con il trasporto di un romanzo, un bisturi affilatissimo che squarcia il velo dell’ipocrisia e indaga l’anima. In occasione dei vent’anni della casa editrice Fandango lo ripubblica: è un’occasione da cogliere al volo.

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“Madrigale senza suono”

51-q4cZbANL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Oggi so che, nel panico dei secondi che precedettero l’urlo di Carlo, Fabrizio, nudo, si era levato dal letto e aveva indossato il primo capo che aveva trovato: la veste di seta nera dentro cui Maria, aspettandolo, un’ora prima aveva sudato. Vidi, ma confusamente, Maria che era ancora dentro il letto dove aveva peccato contro il gran cognome: anch’essa era vestita, ma di una veste sua che già le avevo visto quando Carlo mi permetteva di osservarli da dietro il paravento. Aveva sul volto il rossore pieno, sano, di chi ha appena amato, e ricevette i primi colpi come ingoiandoli…

Madrigale senza suono, Andrea Tarabbia, Bollati Boringhieri. È costretto a uccidere – come del resto lo è stato a sposarsi, i pettegolezzi erano serpi velenose e striscianti – perché le convenzioni del suo tempo non gli perdonerebbero una reazione diversa, ma per altri lidi vuole condurre la sua anima tormentata, e infatti dal male, dall’infamia, dall’efferatezza, dall’atrocità scaturisce il candido nitore della purezza, della bellezza, della raffinatezza, dell’eleganza, dell’armonia. Un madrigale è una composizione musicale o lirica, per lo più per gruppi di tre o cinque voci, tipicamente, come il sonetto venuto al mondo in Sicilia, italiana, diffusa in particolare fra rinascimento e barocco: è invece gotico, inquietante, ammaliante, suadente e irresistibile il romanzo che, prendendo le mosse dalla storia reale di Gesualdo da Venosa, compone con ineffabile maestria Andrea Tarabbia. Da leggere.

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