Libri

“Pensare come Ulisse”

di Gabriele Ottaviani

Basti pensare, tra tutte, alla vicenda di Filottete, così pregnante di messaggi e significati per il mondo contemporaneo: da dieci, lunghi anni l’eroe, che faceva parte della spedizione achea verso Troia, è stato abbandonato dai suoi compagni sull’isola di Lemno, poiché il tormento provocato da una fetida ferita non medicabile rende impossibile la convivenza; i Greci lasciano all’uomo, come unico strumento per procacciarsi del cibo e per difendersi dagli animali feroci, un arco che egli aveva ricevuto in dono da Eracle. Quell’arma si rivela ora potenzialmente salvifica non solo per l’individuo, ma per l’intera collettività: un oracolo ha profetizzato infatti che essa sarà indispensabile per vincere la guerra; Odisseo e il giovane Neottolemo, figlio di Achille, si recano allora sull’isola per costringere Filottete – che nel frattempo aveva covato un rancore insopprimibile nei confronti dei responsabili del suo stato di abbandono – a unirsi all’esercito acheo o, in caso di rifiuto, per sottrargli l’arco con l’inganno. Di fronte a questo dramma è impossibile per noi moderni non elaborare considerazioni valide per il tempo in cui viviamo, in merito per esempio alla condizione degli sradicati, confinati ai margini della comunità per egoistica intolleranza, e all’odio sociale che matura tra classi che sembrano non godere di eguali diritti. La figura di Odisseo poi, così diversa dall’eroe epico che amiamo, con il suo atteggiamento subdolo pare incarnare il lato deteriore della politica, quell’attitudine alla corruzione di cui tuttora non facciamo che lamentarci. E come paiono autentici gli umanissimi tentennamenti di Neottolemo, il quale vive un comprensibile dissidio tra il desiderio di mantenere la promessa fatta ai suoi compagni, assicurando ai Greci la conquista di Troia, e la repulsione nei confronti del meschino tranello teso a Filottete!

Pensare come Ulisse – Che cosa gli antichi possono insegnarci sulla nostra vita, Bianca Sorrentino, Il saggiatore. Fatti non fummo a vivere come bruti, ma per seguire virtù e conoscenza: e del resto, cambiando quel che dev’essere cambiato, gli esseri umani sono sempre gli stessi, animali sociali che vogliono essere ammirati e non derisi, amati e ricambiati, persino un po’ temuti, spaventati di restare soli, delusi, incompresi, sconfitti. Così come sempre le medesime sono le domande che si pongono, sul senso della vita e delle cose, e del resto è risaputo che, anche se senza alcun dubbio le mancano gli allievi, la storia sia maestra nella materia dell’esistenza: e allora sicuramente i miti che hanno veicolato con la massima semplicità possibile i più complessi concetti immaginabili, fondando l’immaginario collettivo, la cultura e la libertà di pensiero che prendiamo come punto di riferimento, anche se la società e il mondo sono cambiati, ci possono essere ancora d’aiuto, sprone e insegnamento, in ambito morale, etico, valoriale, politico. Con stile elegante, raffinato, trascinante, dotto, narrativo, curioso e stimolante, Bianca Sorrentino tratteggia un mirabile e imperdibile affresco.

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