69. Berlinale

“Greta”

GRETA Still 1 Jean (Demick Lopes) photo by Aline Belfort Courtesy of M-Appeal (1)di Gabriele Ottaviani

Greta. Non è più giovane. È un infermiere. È gay. Adora Greta Garbo. Una sua amica ha bisogno di aiuto. È molto malata. E lui non esita a eccepire alle regole che ne hanno sempre definito, punteggiato e rassicurato la vita pur di aiutarla, andando incontro all’inaspettato. È una storia di esistenze liminali diretta con mano sicura nonostante si tratti di un debutto e caratterizzata da una grandissima intensità, ben scritta, ben interpretata, ben confezionata, un emozionante apologo sull’amore attraverso le generazioni e sulla perdita, la pellicola ispirata a una pièce di quarant’anni fa che viene dal Brasile, terra che sta vivendo molteplici mutamenti, e da cui provengono segnali contraddittori e su molti temi niente affatto rassicuranti e che vede come protagonista l’intenso e celebre Marco Nanini.

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