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“Nel giardino cinese della Luminosità Perfetta”

di Gabriele Ottaviani

La Cina vanta le più antiche esperienze nelle tecniche della xilografia…

Nel Giardino cinese della Luminosità Perfetta, di Luigi Zangheri, già docente di Storia del giardino e del paesaggio all’Università di Firenze nonché già presidente del Comitato Scientifico Internazionale per i Paesaggi Culturali ICOMOS-IFLA, presidente emerito dell’Accademia delle Arti del Disegno, restauratore e valorizzatore di giardini, parchi storici ed edifici pubblici monumentali in qualità di architetto, responsabile scientifico del progetto della candidatura delle Ville e dei Giardini Medicei nella Lista del Patrimonio Mondiale per la regione Toscana, nonché, fra l’altro, autore di oltre duecentocinquanta pubblicazioni di storia dell’architettura, storia del giardino e del paesaggio e restauro dei monumenti, per Olschki. Danneggiati dalle truppe britanniche e di Napoleone III durante la seconda guerra dell’oppio, i cosiddetti padiglioni europei fatti costruire in tre lunghe fasi dall’imperatore Qianlong, che affidò il compito ai gesuiti nel giardino della luminosità perfetta, sono un’ambiziosa utopia fattasi reale e di cui sono state musealizzate le rovine: Zangheri, con perizia maestosa, prende per mano il lettore e lo conduce in una dimensione surreale e sublime. Da non perdere.

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“Ville e giardini medicei in Toscana”

e6ec57d89d599e9947c8f0cf31d76b60_w200_h_mw_mh_cs_cx_cy.jpgdi Gabriele Ottaviani

La corrispondenza familiare, tra tutte le fonti, è quella che più ci mette in grado di penetrare nelle segrete intenzioni, nei pensieri, negli affetti, negli umori e nle vivere quotidiano dei protagonisti della storia.

Ville e giardini medicei in Toscana e la loro influenza nell’arte dei giardini, a cura di Luigi Zangheri (che scrive anche l’appendice), Leo Olschki. Ovvero gli atti del convegno internazionale presso l’Accademia delle Arti del Disegno tenutosi a Firenze l’otto novembre del duemilaquattordici, con presentazione di Monica Barni, vicepresidente e assessore alla cultura, università e ricerca della regione Toscana, prefazione in inglese di Steve Brown, presidente dell’International committee on cultural landscapes ICOMOS-IFLA, presentazione di Cristina Acidini, presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno, e interventi in italiano, inglese e francese di Alberta Campitelli, Hervé Brunon, Monique Mosser, Géza Hajos, Ana Luengo Añón, Homa Irani Behbahani, Annalisa Maniglio Calcagno, Renata Lodari, Vincenzo Cazzato, Elisabetta Mori e Massimiliano Magini. Lo studio degli ambienti in cui hanno avuto luogo le più varie storie e vicende non si palesa infatti meramente come un catalogo della bellezza, per quanto di essa sia nota e incontrovertibilmente la sua missione salvifica, l’esigenza indispensabile per l’uomo: raccontare e descrivere questi luoghi che sono stati e sono tuttora un modello di riferimento pressoché ineguagliabile, seppur viepiù stimolante, per coloro che si dedichino alla vera e propria arte del giardino è anche l’occasione per indagare tutto ciò che ha portato alla realizzazione concreta di una Weltanschauung che attraverso il mecenatismo, la propaganda e il potere ha lasciato testimonianza di sé alla posterità.

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