Libri

“Mesopotamia”

51Uu44WTxyL._AC_US218_ (1).jpgdi Gabriele Ottaviani

L’America mi sembra davvero il paese delle pari opportunità.

Mesopotamia, Serhij Žadan, Voland, traduzione di Giovanna Brogi e Mariana Prokopovyč. Siamo pronti a tutto per essere felici. Ancor di più per credere di esserlo. Per illuderci. Perché non ci sono più ideologie, punti di riferimento, modelli cui ispirarsi. Tutto è liquido, sdrucciolevole, vano, vacuo, l’umanità sembra dispersa nei meandri della sua stessa irredimibile inquietudine. È il canto lirico del nostro scontento e del nostro squallore, metropolitano e interiore, e al tempo stesso un corale e riuscitissimo apologo della speranza e della lotta per la sopravvivenza questo affresco assolutamente da non lasciarsi sfuggire.

Standard
Libri

“La strada del Donbas”

download (2).jpegdi Gabriele Ottaviani

Il punk guardò i compagni, ma nessuno gli diede retta, e lui tirò fuori dalla tasca il cellulare di Sjeva. Sjeva lo prese, sedette al volante, avviò il motore e diede gas. Fece un giro d’onore attorno agli agricoltori e andò via, lontano da quel posto infettato di petrolio.

È ucraino. Fa l’agente pubblicitario. Un giorno lo chiamano all’alba. E quando squilla il telefono a quell’ora le probabilità che si tratti di una buona notizia sono pari a quelle che si possono avere di incontrare passeggiando per Manhattan un ippopotamo in tutù che balli leggiadro la Danza delle ore di Ponchielli, con buona pace di Walt Disney e del suo geniale Fantasia. È lontano. Deve tornare laddove nessuno lo aspetta. A casa. In una landa che più desolata quasi non si può. Suo fratello ha una stazione di servizio. È sparito senza lasciare traccia. E tutto quello che il nostro protagonista riesce a trovare, almeno all’inizio, mentre viaggia su una Volkswagen che la musica di Charlie Parker fa tremare come una scatoletta di conserva presa a bastonate, è una sequela di punti interrogativi. Serhij Žadan è genio e sregolatezza, La strada del Donbas (traduzione di Giovanna Borgi e Mariana Prokopovyč), edito da Voland, è un romanzo folle, immaginifico, imprescindibile.

Standard