Libri

“L’isola di Corentin”

41rBAs0W5ZL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Non aveva idea del motivo che aveva spinto Corentin a rimanere in quella posizione, ma ciò non aveva molta importanza. La luce e la potenza di quella figura erano lì, pronte a essere catturate per sempre e non intendeva attendere oltre. «Ecco emergere dal nulla la semplice figura che nascondeva un’anima alla ricerca del suo posto del mondo» sussurrò l’uomo a quella visione. Allungò il pennello sulla tela. Scivolò leggero lungo quel mare candido, imprimendo il primo segno di ciò che la sua mente bramava di realizzare. Il silenzio s’impossessò di loro isolandoli da ogni cosa, l’uno a contatto dell’altro, nudi davanti alla loro unicità. Flavie vedeva finalmente il demone della passione e dell’estro impossessarsi di lui e non aveva alcun desiderio di combatterlo, sospinto dalla presenza di Corentin che, come un moderno Isacco, si stava consegnando a lui, racchiuso in una quiete che sembrava estraniarlo dal sentirsi al centro di quella fervente attività. Attese diverso tempo prima di decidersi a riaprire gli occhi. La prima cosa che mise a fuoco fu il volto di Flavie che si affacciava dal bordo della tela catturando il particolare che desiderava per poi trasfonderlo su quel quadro che sarebbe rimasto unicamente suo. «Perché hai scelto quella posa?» domandò il pittore, nascondendosi dietro la tela. «Ha importanza?» «No… ma cercavo di metterti a tuo agio.» «Lo sono già» ammise Corentin…

L’isola di Corentin, Cristiano Pedrini, Youcanprint. Ha un passato difficile, un presente faticoso, il futuro più che l’avvenire pare un miraggio, una promessa che lui spera davvero sia di felicità, ma che per il momento non sembra che sarà affatto mantenuta. Soprattutto non pare che in nessun modo riuscirà a integrarsi con quel mondo che gli ha fatto e fa tanto male e da cui si protegge separandosi anche fisicamente, rintanato nella sua isola e vagando tra le strade di Parigi e la libreria galleggiante sulla Senna, eredità del nonno, il Monet Verde, il suo posto delle fragole, il suo rifugio. Si sa però che la vita è quel dispettoso insieme di eventi che si susseguono mentre si è impegnati a preoccuparsi di questioni non prioritarie, e che nel frattempo scorre in un’unica direzione. Ma poi un giorno Corentin incontra Flavie, un famoso pittore, e… Intenso e vibrante.

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Libri

“L’alba è d’argento”

41lgELo4ECL._SX323_BO1,204,203,200_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Le sorprese per quel giorno non erano finite…

L’alba è d’argento, Ilaria Mainardi, Youcanprint. Attivissima sui social, contributor per varie testate, appassionata cultrice d’arte, cinema e teatro, penna di rara intelligenza e indomita arguzia – il suo adorabile libello satirico in italo-pisano di cui chi scrive ha avuto l’onore di redigere la prefazione, Ma se divento famosa, poi mi presentano Fassbender?, uno zibaldone che sembra una jam session, è assolutamente imperdibile -, Ilaria Mainardi, donna di multiforme ingegno, dà alle stampe una delizia di delicati sentimenti e atmosfere soffuse e lievi ma mai vacue, caratterizzata in profondità in ogni dettaglio, con una trama ben congegnata e resa preziosa dalla sapienza della lingua e della struttura: è la storia di George, un detective di Londra che è solito tentare di affogare i dolori che lo tormentano, e che riguardano soprattutto, come sovente accade agli umani, che tendono a ricordare quel che vorrebbero svanisse nell’oblio e a dimenticare quel cui più tengono, il proprio passato e le sue più o meno dirette conseguenze, in un paio di bicchieri di whisky. È noto però che i turbamenti dell’animo nuotano meglio di Phelps, e così la manovra appare del tutto infruttuosa: un giorno, poi, in occasione d’un’infausta ricorrenza, l’inquietudine è tale da spingerlo a intraprendere un viaggio, che… Da leggere e rileggere.

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fumetti, Libri

“Sanguedalnaso”

24862274_10214100774106388_3705051765073860037_ndi Gabriele Ottaviani

Sanguedalnaso, Luca Fabbri, Youcanprint. C’è un uomo che si fa chiamare Sangue. Una ragazzina di nome Cecilia che insegue per le strade della città insieme alla madre il nonno che, camminando lento, ma non rassegnandosi a rimanere inutilmente in panciolle – non riesce più nemmeno a goderselo, quell’ozio tanto atteso… – sulla vecchia poltrona del salotto resta imprigionato nella coltre di smog che tutto ottunde e che va tagliata col coltello e sciolta a casa con l’asciugacapelli, pena la morte per asfissia. Una donna sensuale, creatura quasi manariana, che conosce ancora il fascino della poesia. Un collezionista. Un amo, che pende da una lenza. Un pesce gigante, che proferisce parole incomprensibili. È un’avventura surreale, allegorica e bellissima quella di Luca Fabbri, che si legge in un baleno restandone estasiati, una graphic novel di statura europea caratterizzata da un bianco e nero di rara potenza e da una solidità narrativa romanzesca, che induce alla riflessione, in primo luogo sull’importanza dei punti di vista. Ci sono parole che cambiano, semplicemente ruotando, e altre che invece restano uguali, ma nascondono comunque diversi segreti.

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