Libri

“Otto uomini”

di Gabriele Ottaviani

Appena la coppia lasciò il locale rimase qualche secondo in piedi sulla soglia del negozio, i brividi ancora addosso, finché quando furono abbastanza lontani non scoppiò a ridere e piangere insieme. Si stava avvicinando un tram, però, e subito si ricompose. Con un gesto di sdegno lanciò la sua moneta per terra e riuscì fuori all’aria tiepida della notte. Un paio di timide stelle gli brillavano sopra la testa. Il profilo delle cose gli appariva bellissimo, eppure percepiva ancora una minaccia latente. Si avvicinò a un baldacchino incustodito e diede un’occhiata alla pila dei giornali. Lesse in prima pagina: uomo di razza nera ricercato per omicidio. Era come se qualcuno gli si fosse acquattato dietro per sfilargli via tutti i vestiti; si guardò attorno furiosamente, si precipitò di nuovo dentro il negozio, raccolse la mannaia che aveva lasciato vicino al lavandino e fece ritorno attraverso la cella frigorifera nel seminterrato. Restò immobile per molto tempo, respirando a stento. Lo sanno benissimo che non ho fatto niente, ansimò fra sé. Ma come poteva dimostrarlo? Aveva firmato una confessione. Anche se innocente, si sentiva colpevole, condannato. Accese un fiammifero e lo avvicinò alla lama metallica, affascinato e respinto dagli schizzi di sangue incrostato. Strinse il manico della mannaia con tutta la forza che aveva, l’impulso era di lanciarla via, ma non ne era capace.

Otto uomini, Richard Wright, Racconti, traduzione di Emanuele Giammarco. Uno pensa di aver bisogno di una pistola. Uno si finge donna delle pulizie. Uno, braccato, fugge da chi lo insegue nascosto nelle fogne. Uno ammazza la propria ombra. Uno, un marinaio, ne terrorizza un altro. Uno ha impressa negli occhi l’immagine del mare, o meglio di un mare, ma è mortifera quella distesa d’acqua, e lascia dietro di sé relitti e devastazioni. Sono otto. Sono uomini. Sono neri. Sono americani. E questo vuol dire tanto, sia ieri che oggi. Finora inedito in Italia, è un libro magistrale, impeccabile, imperdibile.

Standard
Libri

“American Pop”

di Gabriele Ottaviani

Secondo un’intervista del 5 maggio 1986, Elizabeth Peterson, unica erede del Peterson Radio Network, non sapeva niente di quello che sarebbe successo in seguito quella sera. “Erano due dei miei più cari amici. Non avrei mai voluto che nessuno dei due si facesse del male. Lui non le ha fatto nulla. Sinceramente, sono offesa da quello che sta insinuando. Come ha detto che si chiama? Non mi sembra abbastanza adulto per essere davvero un giornalista”.

American Pop, Snowden Wright, Nutrimenti. Traduzione di Anna Mioni. La cultura pop è, soprattutto, almeno nell’immaginario collettivo occidentale, cultura a stelle e strisce: e volendo fotografare il panorama di riti, abitudini e consuetudini che affonda le sue radici nella terra dove sono migrati al di là dell’oceano europei che in patria non potevano avere fortuna è difficile non accorgersi della ricorrenza pressoché senza soluzione di continuità della comparsa di una sinuosa e simbolica silhouette di bottiglia. Quel nettare scuro e frizzante che disseta facendo venir voglia di bere è la tangibile espressione della Weltanschauung di una società che fa della produttività la cartina al tornasole della sua scala di valori, e che si rispecchia nella storia di una famiglia che, fra drammi, miserie, trionfi e vizi, fa splendida mostra di sé in questo romanzo di amplissimo respiro che avvince, convince e non manca di far riflettere, attualissimo nonostante l’ambientazione fra le due guerre mondiali. Da non farsi sfuggire.

Standard
Libri

“La felicità sulla porta di casa”

di Gabriele Ottaviani

Hope era sopraffatta da tutte le emozioni…

La felicità sulla porta di casa, Jason F. Wright, Garzanti, traduzione di Vera Sarzano. Per Hope questo è un Natale molto triste poiché ha appena perso la donna che l’ha cresciuta, ma quando apre la porta di casa inaspettatamente trova dinanzi a sé, sulla soglia, un barattolo pieno di monete con un fiocco rosso che ne adorna il vetro, riesce a sorridere come non credeva di poter più fare: inoltre scopre che non è l’unica ad aver ricevuto questo dono, certo di esiguo valore venale ma straricco d’amore… Si mette quindi sulle tracce del misterioso benefattore e pian piano, percorrendo passo passo questa storia, riesce a elaborare il dolore che la attanaglia, e… È un caso editoriale sorprendente che ha dato vita a un vero e proprio fenomeno e un libro tenero, dolce, delicato, niente affatto retorico, potente, vibrante, ben scritto e bellissimo.

Standard
Libri

“Pandemia”

71wImGCI+lL._AC_UY218_di Gabriele Ottaviani

L’operato di Putin fu messo sotto esame ma non successe nulla. Già allora era intoccabile.

Pandemia, Lawrence Wright, Piemme, traduzione di Elena Cantoni. Che il Premio Pulitzer garantisca anche proprietà divinatorie? Chi può dirlo: certo è che mai così sconcertantemente attuale come ora appare questo riuscitissimo romanzo. Ginevra, assemblea mondiale sulla salute: viene presentato all’attenzione degli astanti il caso di una strana influenza sviluppatasi da poco in un campo profughi a Giacarta e che ha fatto in poche ore quasi cinquanta morti. Henry Parsons, epidemiologo di chiara fama, parte per l’Indonesia per vederci più chiaro e trova l’apocalisse: il virus è ignoto, velocissimo, letale. Il suo autista, nel frattempo, parte per un pellegrinaggio alla Mecca, in mezzo a tre milioni di pellegrini: quando dopo una corsa forsennata con lo scopo di metterlo in isolamento lo raggiunge è troppo tardi. Il morbo è ovunque. E… Destabilizzante.

Standard
Libri

“Le altissime torri”

9788845933318_0_0_300_75.jpgdi Gabriele Ottaviani

Bin Laden scoppiò in una risata.

Le altissime torri, Lawrence Wright, Adelphi, traduzione di Giovanni Ferrara Degli Uberti. Il sottotitolo del monumentale volume corredato anche da splendide immagini per un’edizione maestosa e curatissima sin dalla magnifica copertina tratta da una serie tv dice già tutto: Come al-Qaeda giunse all’11 settembre. Wright, giornalista investigativo di chiara fama che con questo volume, e ci sarebbe mancato altro, si è aggiudicato il Pulitzer per la saggistica, in venti capitoli accompagnati da un apparato di note formidabile e da una bibliografia d’eccellenza, realizza un’esegesi impeccabile e coinvolgente come il più preciso dei romanzi del nostro mondo e dei suoi orrori. Da non perdere.

Standard
Libri

“Darling days”

darling-days_pcdi Gabriele Ottaviani

La mia casa va a fuoco ma ormai dentro non c’è più nulla di mio. I vestiti che indosso sono la sola cosa che mi è rimasta e mi sta bene. La mamma va a fuoco, le ho gettato un fiammifero tra i capelli, ma non posso soffermarmi su questo. Da adesso in poi, è la sola cosa che conta. Ci sono quasi. Non ho bisogno di un’altra t-shirt. Ce ne sarà un’altra. Questo è il momento in cui si scompare. Mi sento dissolvere, come la strega cattiva, ma invece che in acqua sono stato affogato in un fascicolo numerato. Attraverso quelle grandi porte di pietra con la mano di un’assistente sociale sulla spalla, e mi polverizzo, mescolato a tutti gli altri bambini invisibili che galleggiano nel sistema. Siamo numeri. Siamo casi catalogati. Siamo la somma delle nostre udienze e visite odontoiatriche, dei nostri voti e registri di frequenza. Qui prendo ordini. Qui tengo la bocca chiusa. Qui non mi fido di nessuno. Vedono migliaia di me al giorno. Non ho spigoli, né un profilo definito; sono solo un’altra circostanza da chiarire. Mi sono riversato giù per questo scarico sconosciuto e ora sono scomparso. Ma posso lavorarci. Posso raggiungere la sponda a cui voglio arrivare. Quando la raggiungerò, potrò ricominciare di nuovo a comportarmi come me stesso e qualcuno mi vedrà ancora. Il mio papà mi vedrà. Avrò per lui una faccia, dei capelli, delle scarpe da ginnastica, dei piedi e delle mani. Delle ginocchia bitorzolute. Gli potrò finalmente dire che le mie ginocchia non sono rotte. Non si sono mai rotte. Volevo solo che lui restasse.

iO Tillett Wright, Darling Days, traduzione di Sarah Victoria Barberis, Il saggiatore. Droga. Alcol. Decine e decine di persone senza fissa dimora. Delinquenti. Artisti. È New York. È il Lower East Side. Sono gli anni Ottanta. È dove vive iO, che ora è trentunenne. Il nome è strano, insolito. È ispirato a uno dei satelliti di Giove. È una bambina. Ha una madre single attrice e ballerina buona ma senza senso pratico. Ha un padre che è dappertutto tranne che accanto a lei. Quando ha sei anni decide di far credere a tutti, con il pieno appoggio dei genitori, in seguito a un episodio che la segna profondamente, di essere un maschio. Lo fa credere per otto anni. È un essere umano ibrido, così ama definirsi: attivista, artista, interprete di altre vite e di altri mondi attraverso lo strumento potentissimo della recitazione. La sua autobiografia, intima, travagliata, schietta, delicatamente impudica, candida, sconvolgente, esilarante è da non perdere assolutamente.

Standard
Libri

“Segreti inconfessabili”

segreti-inconfessabili_LRGdi Gabriele Ottaviani

Sin da quando era piccola, Jo aveva sempre desiderato diventare madre.

Segreti inconfessabili, Susan Elliot Wright, traduzione di Lucia Contaldi, Leone. Già l’autrice ha una vita interessante, figuriamoci la sua protagonista: Susan Elliot Wright cresce a Londra, a sedici anni lascia la scuola. A diciotto si sposa. A trenta scappa incontro al suo sogno. Lascia il marito. Diventa scrittrice. Si risposa. Joanna, dal canto suo, è una tranquilla donna di mezza età. È da poco nonna. Vive a Sheffield, ricordata più che altro per metalli e Full Monty, con tutto il bene, sicché… Naturalmente, però, le cose non dette sono come i ramoscelli seppelliti dalla neve: riemerge sempre il passato in superficie. Stavolta nei panni di un certo Scott… Da leggere.

Standard