Libri

“La mia vita con Virginia”

71VDWSITJCL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Mi è difficile dire con esattezza quando nacque il cosiddetto circolo di Bloomsbury.

La mia vita con Virginia, Leonard Woolf, Lindau. Traduzione di Ilide Carmignani. Carissimo, sono certa di stare impazzendo di nuovo. Sento che non possiamo affrontare un altro di quei terribili momenti. E questa volta non guarirò. Inizio a sentire voci, e non riesco a concentrarmi. Perciò sto facendo quella che sembra la cosa migliore da fare. Tu mi hai dato la maggiore felicità possibile. Sei stato in ogni modo tutto ciò che nessuno avrebbe mai potuto essere. Non penso che due persone abbiano potuto essere più felici fino a quando è arrivata questa terribile malattia. Non posso più combattere. So che ti sto rovinando la vita, che senza di me potresti andare avanti. E lo farai, lo so. Vedi, non riesco neanche a scrivere come si deve. Non riesco a leggere. Quello che voglio dirti è che devo tutta la felicità della mia vita a te. Sei stato completamente paziente con me, e incredibilmente buono. Voglio dirlo – tutti lo sanno. Se qualcuno avesse potuto salvarmi, saresti stato tu. Tutto se n’è andato da me tranne la certezza della tua bontà. Non posso continuare a rovinarti la vita. Non credo che due persone possano essere state più felici di quanto lo siamo stati noi. V. È uno degli addii più celebri e commoventi della storia: il male di vivere la uccide e lei, Virginia, scrittrice sopraffina, saluta con una struggente lettera suo marito. Il suo amore. L’uomo che ha reso meno inaccettabile la sua esistenza, con un amore talmente grande da essere impotente di fronte al dolore, eppure unica parvenza temporanea di salvezza ed esclusiva consolazione per chi era nata inconsolabile. Ora, in questo volume bellissimo, ascoltiamo la sua voce. Quella di lui. Leonard. Leonard Woolf. Che ci prende per mano e ricostruisce un mondo che non esiste più, se non nei ricordi tramandati, e un tempo fatto di anime sensibili. Da non perdere.

Standard
Libri

“Ammalarsi”

515Po9cxL2L._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

La sconsideratezza è una delle proprietà della malattia.

Ammalarsi – Appunti dalla infermeria, Virginia Woolf, Julia Stephen, Elliot, prefazione di Lorenzo Gobbi, traduzione di Daniela Di Falco. Virginia Woolf è una delle voci più straordinarie e tormentate della letteratura d’ogni tempo, che della patologia ha saputo fare esegesi e lirica: perché il tema della malattia è marginale in letteratura, perché ha necessità di un lessico tutto suo, e inoltre, come ogni argomento disturbante che si cerca di rimuovere, di dimenticare, di evitare, di mettere da parte, è condannato di norma alla periferia. Lei, invece, ne ha saputo fare con parole attualissime che inducono all’immedesimazione e all’empatia, il centro, e in questa edizione per la prima volta questo testo è accompagnato da un documento fondamentale, scritto da sua madre, infermiera per vocazione, che ha dato alle stampe un interessantissimo prontuario sulla cura del malato, che si pone anche, in nuce, come riferimento e sostrato per molta produzione letteraria della Woolf. Da non perdere.

Standard
Libri

“Lunedì o martedì”

download (2).jpegdi Gabriele Ottaviani

Non temere più, si ripeteva, la vampa del sole, tamburellando le dita sul banco.

Lunedì o martedì – Tutti i racconti, Virginia Woolf, Bompiani, traduzione e cura dell’edizione di Mario Fortunato, che apre il volume con una splendida introduzione dal significativo titolo di Una pagina tutta per sé. Per la prima volta, tradotta da un solo autore, la raccolta completa dei racconti (quarantasei) di uno dei più grandi nomi della letteratura di ogni tempo, ossia Virginia Woolf, redatti in pratica tutti fra il millenovecentosei e la morte suicida dell’autrice, il ventotto di marzo del millenovecentoquarantuno. Divisi in quattro sezioni (giovanili, 1917-1921, 1922-1925 e 1926-1941) rappresentano quanto di più simile possa semplicemente sovvenire alla mente nel momento in cui si pensi a una pinacoteca in cui però non siano quadri a essere raccolti, bensì parole. Parole che al tempo stesso con forza evocativa magnetica sanno ritrarre con precisione chirurgica ambienti, atmosfere, personaggi, caratteri, emozioni: una silloge che si fa espressione della Weltanschauung dell’autrice, e riproduce l’evoluzione del suo pensiero attraverso il tempo e le vicende che ne hanno contrassegnato l’esistenza e che hanno influito sulla sua unica, inimitabile, insostituibile voce, fatta di figura retoriche, di cui mai abusa, e di un flusso di coscienza che scompagina la tradizionale scansione, in primo luogo temporale, del romanzo e rende dialogico, andando oltre il confine della finzione e della pagina, il monologo interiore dei protagonisti. Un’occasione semplicemente imperdibile per cercare di penetrare l’inconnu, il mistero imprescindibile e ammaliante della vita.

Standard