Libri

“Triangoli imperfetti”

51Jmd2rS4YL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Se non la lasci mi butto giù dal tetto. Lui non l’aveva lasciata e lei si era buttata giù dal tetto.

Un giorno a Martin Scorsese fu chiesto quale fosse il film di tutta la sua produzione che considerava in assoluto il più violento. Il cineasta rispose senza esitare: L’età dell’innocenza. Che è anche il più bello, a detta di chi scrive, ma questa è un’altra storia (Winona Ryder è semplicemente leggendaria, anche se va detto che tutto il cast funziona come un orologio svizzero). Ed è tratto da uno scritto di Edith Wharton. Che sa essere sublime e feroce come nessun’altra penna nel raccontare i tormenti dell’anima e le sue marchiane ipocrisie. Qui, in Allegria in casa, Atrofia e Il giorno del funerale, tre racconti uno migliore dell’altro, editi da Paginauno a cura di Elena Racca Bruno sotto il titolo Triangoli imperfetti, racconta la più classica delle storie, una coppia e un terzo incomodo. Ma… Imprescindibile.

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Libri

“Uno sguardo indietro”

arton144442-97fe5.jpgdi Gabriele Ottaviani

Cos’è la nostra personalità, avulsa da quella degli amici a cui siamo legati dal destino?

Edith Wharton, Uno sguardo indietro, Elliot. Discendente di un’antica e ricca famiglia di New York, Edith Newbold-Jones, poi per matrimonio – infelice e di fatto breve, anche se la conclusione formale arriverà a distanza di decenni, e lei comunque manterrà il cognome – Wharton, come Edward, banchiere afflitto da seri disturbi mentali, nasce nel milleottocentosessantadue. A quarantacinque anni lascia definitivamente gli Stati Uniti per la Francia. È amica di Henry James, e si dedica alla scrittura. Nelle sue opere ha un forte peso il tessuto sociale, l’ipocrisia di certi ambienti dove tutto è in funzione del censo e del potere, l’esclusività che si fa esclusione, rifiuto, negazione, persino della realtà, la necessità, che lei sentirà anche come sprone per la sua vita, di costruire una maggiore e più solida equità, nei confronti di chi, senza alcun demerito, è ultimo nei ranghi della società. Uno sguardo indietro è la sua autobiografia, che sin dal titolo stabilisce in maniera chiara, netta, decisa e precisa quale sia il senso del suo racconto, dal ritmo romanzesco e vibrante, e al tempo stesso della letteratura. Osservando dalla giusta distanza le cose Edith Wharton si svela al lettore e tratteggia un vivido ritratto di un tempo che è ormai passato ma del quale la nostra contemporaneità è figlia, parlando di quel che conosce e ha vissuto tramanda senza prosopopea la memoria e il suo valore di monumento.

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