Libri

“Nozze sul Delta”

81qO52Qn0KL._AC_UY218_di Gabriele Ottaviani

Lui scosse la testa, e sorrise al ricordo del passato ormai lontano.

Nozze sul Delta, Eudora Welty, Minimum fax. Traduzione di Simona Fefè. Scrittrice e fotografa statunitense di chiarissima fama e indiscutibile talento, vissuta fra il millenovecentonove e il duemilauno, insignita, dall’allora inquilino della Casa Bianca Ronald Reagan, della medaglia presidenziale per la libertà, nonché, nientedimeno, che del Pulitzer, legata a filo doppio a Jackson, la sua città natale, la capitale del Mississippi nella quale la casa in cui ha visto la luce è adibita a museo e ritenuta di interesse nazionale, ha sempre immortalato sia per il tramite dell’obiettivo che attraverso la raffinatezza delle sue parole con precisione chirurgica la complessità dei rapporti umani sullo sfondo di ambienti e situazioni che mostrano, nonostante i belletti, i segni non solo d’un’incipiente decadenza ma anche dell’impossibilità di adeguarsi al mutare dei tempi: così, nel millenovecento ventitré, una ragazzina da poco orfana di madre si mette in viaggio da Jackson verso la piantagione connessa al ramo paterno della sua famiglia e prossima alla foce del grande fiume dove in assoluta pompa magna si sta allestendo il matrimonio di un’altra giovinetta del clan. Ma… Impeccabile e imprescindibile.

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Libri

“La figlia dell’ottimista”

imagedi Gabriele Ottaviani

So già che farai la brava…

La figlia dell’ottimista, Eudora Welty, Minimum Fax, traduzione di Simona Fefè. Le protagoniste di questo libro, che non a caso quarantacinque anni fa si è aggiudicato il premio Pulitzer per la narrativa, sono due donne davvero fuori dal comune: si chiamano Laurel e Fay. La seconda è la matrigna delle prima, se si consente il termine fiabesco. Ed è più giovane di lei. La prima pensa – e non è affatto la sola – che la seconda abbia sposato il padre, un giudice, un ottimista, per interesse. Quando Laurel lo raggiunge per assisterlo a causa di un intervento, deve fare i conti con Fay: e non è che l’inizio di un viaggio di scoperta fisico e spirituale avvincente e trascinante.

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“Una coltre di verde”

COVER_welty.pngdi Gabriele Ottaviani

Quello fu il mio ultimo mattino alla spiaggia. Ricordo che mi trattenni ancora, a inquadrarmi la visuale tra le dita, a cercare di prefigurarmi il momento del mio ritorno a scuola quell’inverno. Riuscivo a immaginarmi il ragazzo che amavo entrare in un’aula, dove io mi sarei messa a guardarlo con quest’ora sulla spiaggia ad accompagnare il mio sogno ritrovato e a rimpolpare il mio amore; riuscivo a prevedere perfino come mi avrebbe guardata lui di rimando, muto e innocente, un ragazzo di taglia media con i capelli biondi, e gli occhi inconsapevoli che scrutavano oltre me e fuori dalla finestra, solitari e indifesi.

Una coltre di verde, Eudora Welty, Racconti. Traduzione a cura di Vincenzo Mantovani e Isabella Zani, introduzione di Katherine Anne Porter. Eudora Welty, nata – e la sua casa è oggi un museo di interesse nazionale – nel millenovecentonove e morta nel duemilauno, sempre a Jackson, la capitale dello stato del Mississippi, scrittrice, fotografa, vincitrice, tra l’altro, del premio Pulitzer, insignita della medaglia presidenziale della libertà, la gemella diversa, ma nemmeno poi troppo, di Harper Lee, se così si può dire, una straordinaria cantrice degli Stati Uniti del sud, un’autrice dallo sguardo vivo, dalla prosa cristallina, attenta agli ultimi, ai più puri di cuore, per cui la vita sulla terra è certo più complicata, perché non sanno farsi scivolare addosso il dolore con indifferenza, è una maestra nell’arte della short story. I racconti qui raccolti, diciassette istantanee perfettamente a fuoco, e del resto non poteva proprio essere altrimenti, sono storie di miserabili, folli, dolenti, fragilissimi personaggi della tragicommedia umana, in cui è difficile che ciascuno non riconosca almeno una parte di sé, delle sue debolezze, delle sue paure più inconfessabili, che si dipanano come matasse lungo le anse e le sponde riarse o innevate del grande fiume dalle acque neghittosamente accarezzate dalle pale dei battelli a vapore: un’occasione da non lasciarsi sfuggire.

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