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“Scambiato”

di Gabriele Ottaviani

Sam scoppiò a ridere e sprofondò contro il divano. «Non è così terribile, dai.» «Non è neanche così fantastico.» «Per fermare il bruciore dovresti mangiare una banana o bere latte o yogurt.» «È questo che ti hanno detto alla clinica per le malattie veneree?» Sbuffò divertito. «Ci sono delle banane in cucina.» Lo fissai, in attesa. Ebbe l’audacia di mostrarsi sorpreso. «Che c’è?» «Sto solo aspettando la battuta sul pompino.» Sogghignò ma scosse la testa. «No, no. Dico sul serio. C’entra qualcosa un equilibrio chimico che interrompe l’effetto del peperoncino. Nessuna battuta sui pompini.» La lingua mi bruciava ancora, così mi alzai e andai in cucina, solo per sentire Sam ridere e canticchiare la sigla di un vecchio programma per bambini. «Una banana, due banane, tre banane, quattro…» Evidentemente lo trovava esilarante. Così tornai in soggiorno con una banana sbucciata, mi sedetti di nuovo accanto a lui e me la infilai in bocca per intero proprio sotto i suoi occhi. La feci scivolare fino in fondo alla gola senza il minimo riflesso faringeo. La tirai fuori lentamente, leccandola. Adesso non rideva più. Aveva la bocca aperta. «Mmm,» dissi. «Hai ragione. La banana funziona davvero.» Lui mi stava ancora fissando, le guance rosse e le pupille dilatate. «Cazzo,» ansimò. Gli diedi una pacca sulla schiena. «Mangia la tua papaya piccante, Sam.» Diedi un morso alla banana e masticai con un sorrisetto compiaciuto. Sam passò quasi tutta la sera a sbirciarmi con la coda dell’occhio, e ogni volta che lo sorprendevo muovevo le sopracciglia con fare allusivo. Era evidente a cosa pensava quando distoglieva lo sguardo e deglutiva a fatica.

Scambiato, N. R. Walker, Triskell, traduzione di Micol Mian. Sam è il migliore amico di Israel, che ha appena scoperto di aver vissuto la vita di un altro, e che c’è un altro che sta vivendo l’esistenza che spettava a lui, poiché è avvenuto il più assurdo degli errori, uno scambio fra neonati, e quindi decide di accompagnarlo a conoscere la madre biologica e quel ragazzo che da ventisei anni è al suo posto e che probabilmente non avrebbe deluso sempre e comunque l’uomo che l’ha cresciuto come un padre, col colpo di grazia del coming out. Quello che però Sam non immagina ancora è che sarà costretto a interrogarsi sulla vera natura dei suoi sentimenti per Israel, perché l’amore non è solo questione di sangue, anzi… Intenso.

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“I sognatori”

sognidi Gabriele Ottaviani

Le palpebre tremano. Il respiro è irregolare. Il tono muscolare è visibilmente ridotto. Catherine lo nota in ogni nuovo paziente. Tutti questi segni indicano che i dormienti stanno sognando. Sono casi davvero strani. È anche per la curiosità che torna qui ogni volta. Alla sua terza visita a Santa Lora, uno specialista di medicina del sonno lo ha confermato: il monitoraggio dell’attività cerebrale mostra che i soggetti addormentati sognano. I sogni non hanno mai suscitato l’interesse di Catherine. La psichiatria si è mossa verso un territorio differente. La maggior parte dei suoi colleghi direbbe che i sogni sono privi di qualunque significato, una sorta di spazzatura mentale, generata casualmente dagli impulsi elettrici del cervello.

I sognatori – The dreamers, Karen Thompson Walker, DeA Planeta, traduzione di Francesco Zago. Il virus di Santa Lora, dal nome della cittadina californiana da cui l’epidemia inizia a diffondersi, condanna chi ne viene colpito a un silenzio senza fine, a un sonno da cui non ci si riesce a svegliare, pieno di sogni, profondi, vuoti, densi. La prima vittima, una studentessa, va a dormire e non si desta più, e nonostante le misure contenitive prese immediatamente il contagio si spande a macchia d’olio, ammantando con una coltre di superficiale quiete una realtà nelle cui viscere in realtà si agitano speranze, tensioni, paure, ossessioni, passioni. Romanzo simbolico e mai così attuale sulla condizione umana, fragilissima, nonostante le illusioni e la volontà di potenza, scritto realmente in stato di grazia, avvince e convince.

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“La storia di Yanni”

Cover500di Gabriele Ottaviani

Quindi, come a volermi mettere alla prova, un test finale che accertasse che il mio uomo poteva sostituire tutti i vuoti negativi della mia vita con della luce positiva, assentii. «Sì.» E lo desideravo davvero. Non esisteva fibra del mio corpo che non lo bramasse. Ero eccitato…

La storia di Yanni, N. R. Walker, Triskell. Traduzione di Maria Pisano. Non mancano scene di abuso, suicidio, violenza psicologica e sessuale in questo romanzo esplicito, dirompente, deflagrante, perturbante, intenso, travolgente, erotico, sensuale e destabilizzante, ma anche lirico, doloroso, e commovente sino alle lacrime, che racconta la vicenda di Yanni, che, rifiutato dalla famiglia, incapace di accettarlo per quel che è, prigioniera com’è del proprio oscurantismo soffocante che nulla ha a che fare con l’amore né con il messaggio d’amore universale di quella religione di cui brandiscono come una clava la deteriore rilettura, finisce, solo, disperato, vagabondo, senza niente né nessuno, nelle grinfie di un uomo apparentemente perfetto, che è in realtà però un perverso, abietto, aberrante, abominevole dominatore. Un giorno, però, finalmente torna a vivere. E, grazie al cinema, che è fatto della sostanza di cui sono fatti i sogni, in particolare alla passione per i film muti, incontra Peter. Un uomo molto più grande di lui, ma che ha un’anima dolce e delicata come un fiore di pesco… Da leggere.

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“Imagines”

cover500di Gabriele Ottaviani

Jack mi accarezzò la mano, una sensazione molto piacevole che mi ricordò che anche la pelle aveva smesso di dolermi. «Il dottore ha detto che probabilmente avrai mal di testa per un po’,» disse Jack. «Sarai debole e ti stancherai subito.» Sorrisi. «Mi sembra giusto.» «Be’, sono felice che tu stia meglio,» aggiunse Piers. Poi pensai a ciò che aveva detto un attimo prima. Dio, avevo davvero la mente rallentata… «Il nostro accampamento? I campioni che abbiamo raccolto, i dati…» Piers sorrise. «Gary ha preso ogni cosa, attrezzatura da campo, campioni eccetera, e l’ha portata da noi. Tutto il tuo lavoro è lì catalogato che ti aspetta. Non volevo toccarlo senza il tuo permesso.» Cercai di fare un gesto per dirgli che non importava ma la mia mano – quella che Jack non stava stringendo – sembrava fatta di piombo. «La prego, ci faccia quello che vuole. Preferirei non sprecare altro tempo.» Piers annuì deciso. «Mi ci metterò subito. Ma adesso, Lawson, devi riposare. Vedo che sei in mani molto capaci. Tornerò domani.» Se ne andò con un saluto, e Jack sorrise nella direzione in cui era scomparso. «Siete in rapporti più amichevoli?» gli domandai. «Ha buone intenzioni,» rispose. «Era preoccupato per te, ma ha detto di essere molto felice che ci sia io al tuo fianco.» Scrollò le spalle. «Era difficile contraddirlo.» Sorrisi e feci un respiro profondo e regolare. Non ero sicuro di quali parti del corpo stessero riprendendo a farmi male. Sotto il cuscinetto chimico delle medicine che mi avevano dato, c’era una corrente di dolore che mi aspettava. Jack sembrò capire. Raccolse la pompa per la somministrazione dell’antidolorifico. «Vuoi che prema il pulsante?»

Imagines, N. R. Walker, Triskell. Traduzione di Micol Mian. I lepidotteri, ossia le farfalle, sono insetti che presentano una metamorfosi completa e vengono pertanto detti olometaboli, animali che escono dall’uovo come larve per divenire prima pupe e poi adulti. Il nome generale, che determina anche l’appellativo di alcune strutture larvali da cui scaturiranno quelle più complesse, dello stadio finale di questo mirabile ciclo è imago: ancor più mirabili sono però due imagines assieme, come Jack e Lawson, che stanno insieme da sei mesi, si amano, vivono in Tasmania, partono per una spedizione scientifica e… Intenso, avvincente, avvolgente, coinvolgente, convincente: da leggere.

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“Il desiderio di un soldato”

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Vidi nei suoi occhi un lampo di determinazione, poi Richard succhiò con più forza…

Il desiderio di un soldato, N. R. Walker, Triskell, traduzione di Emanuela Graziani. Si legge d’un fiato, avvince e convince, conquista e vellica un gran numero di sensazioni, anche, naturalmente, pruriginose, com’è giusto che sia la descrizione della passione, il fuoco verde che formicola sotto le membra e ovunque avvampa, per citare l’impareggiabile Saffo: è l’anno del Signore millenovecentosessantanove, e un ragazzo che ha fatto e fa di tutto, compreso soffocare la parte più importante di sé e offrirsi volontario per andare a combattere in Vietnam, per avere l’accettazione di un padre autoritario che dal canto non è affatto intenzionato a rassicurare in questo modo il figlio sull’affetto che forse prova, e un irresistibile figlio dei fiori si incontrano nella leggendaria Woodstock, e… Da leggere.

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“Il colore viola”

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Siamo tutti tristi qui, Celie. Spero che per te la vita sia più felice.

Il colore viola, Alice Walker, SUR. Traduzione di Andreina Lombardi Bom. Ha vinto il premio Pulitzer, ed è pure poco. È alla base di un film per cui l’aggettivo sublime non è esagerato. È la storia di una donna afroamericana nel sud biecamente razzista degli Stati Uniti d’America nel corso degli anni della prima metà del ventesimo secolo, attraverso le lettere da lei scritte dapprima nientedimeno che a Dio, l’unico da cui si sentiva ascoltata e non ignorata, e poi alla sorella, dalla quale era stata separata anni prima, e che pensava fosse sparita nel nulla. È un capolavoro monumentale, ed è una vera fortuna poterlo leggere, rileggere, far leggere: questa particolare edizione è inoltre all’altezza del suo splendore sin dalla spettacolare copertina. Eccezionale.

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“Imago”

91KHUi5r1FL._AC_UL320_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Rientrato a casa, ebbi appena il tempo di fare la doccia e preparare alcune verdure da cuocere al vapore prima che Lawson arrivasse. Sentii la sua Defender fermarsi e gli andai incontro sulla porta. Si era fatto la doccia anche lui e indossava pantaloni marroni, una camicia di jeans a maniche lunghe sbiadita e il suo solito cravattino. Mi tolse il respiro. Mi chinai e lo baciai con dolcezza, dritto sulle labbra. «Ma ciao.» Lui tirò fuori una piccola bottiglia e si accigliò. «Non sapevo se fosse il caso di portare un regalo o un segno di gratitudine. So che è consuetudine farlo, per l’ospite, ma non mi veniva in mente nulla di appropriato o che vendessero al supermercato del paese. Ho trovato questo, però, e dato che è un prodotto locale, e che ti piace cucinare, ho pensato…» Presi la bottiglia e lessi l’etichetta. Era un ricercato coulis alla fragola di produzione locale. «Non dovevi portare nulla, ma grazie.» Mi ricompensò con un sorriso che mi fece fare un tuffo allo stomaco. «C’è un profumino delizioso.» «La nostra cena, per cui non posso prendermi il merito. È tutta opera di Remmy. Spero che tu gradisca una trota d’ispirazione tailandese…» Emise un mugolio di apprezzamento. «Sembra buonissima.» Entrammo in casa, dove salutò Rosemary con una carezza, e pensai che tanto valesse informarlo subito dei programmi per la nostra prossima cena. «Ora, non voglio dare per scontato che ci sarà un Appuntamento Numero Quattro, ma potrei aver già organizzato qualcosa…» «Oh?» Si appoggiò al piano della cucina, del tutto a suo agio. «Sei così sicuro di te da prevedere già un quarto appuntamento?» Scrollai le spalle. «Sicuro. Speranzoso. Stessa cosa, in realtà.» Sorrise e arrossò in volto. «Dovrò controllare il calendario, ma penso di essere libero.» Ridacchiai. «Bene. Perché ho prenotato uno chef personale che verrà a cucinare qui, solo per noi.» Mi fissò. «Dici sul serio?» Annuii. «Già. È anche molto carino. C’è un lato negativo, però.» «Sarebbe?» «Non ceneremo da soli.» «Ah.» «Hanno promesso di andarsene presto, comunque. Spero non sia un problema.» Il suo rossore si fece più intenso…

Imago, N. R. WalkerTriskell. Traduzione di Micol Mian. Lawson è uno scienziato. Un lepidotterologo, per la precisione. Ossia studia le farfalle. E più sono rare, più, com’è logico che sia, gli interessano. Per questo motivo si trova in Tasmania. Dove la sua attenzione, però, com’è altrettanto, anzi, ancora più logico e naturale che sia, viene attratta e distratta da una guardia forestale, un uomo pieno di fascino e in egual misura troppo dedito alla professione e troppo poco all’amore. Che è tutto, si sa, e questo è tutto ciò che ne sappiamo. Così… Grazioso.

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“Punto di rottura”

91Xp+1TLf7L._AC_UL320_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Considerai di rimettermi a letto, ma sapevo che provare a riaddormentarmi sarebbe stato inutile. Così presi le chiavi e mi diressi al supermercato. Volevo che quel fine settimana fosse soltanto nostro, mio e di Kira, quindi pensai che preparargli la sua colazione preferita fosse un buon modo per iniziarlo. Trenta minuti dopo, mi chinai su di lui, ancora addormentato, e gli baciai la spalla e il collo. «Muesli, yogurt, macedonia, croissant e il caffè. Tutto pronto in cucina.» «Mmmh…» borbottò. Poi scostò le lenzuola e rivelò il suo sedere nudo. Gemetti. «Cazzo. Alzalo un po’ di più e non penso che faremo colazione tanto in fretta.» Lui fece una risata assonnata contro il cuscino. Gli diedi una sculacciata e mi diressi alla porta. «Porta quel tuo culo sexy di là.» E fece proprio così. Senza mettersi uno straccio addosso. Finii per imboccarlo, godendomi le sue labbra carnose che si chiudevano sul cucchiaio pieno di muesli e yogurt. Lui mi portò il caffè alle labbra perché lo bevessi. Quando gli diedi le fragole e il melone, però, mi ritrovai a leccargli via il succo dal mento e dal collo. Era ancora troppo appiccicoso, dichiarai, e la soluzione migliore era fare la doccia insieme per risparmiare acqua. Dopo un bel trattamento di sapone, acqua e pompini, finalmente uscimmo di casa. Era bellissimo passare la giornata con lui. Ridere e parlare con lui. Anche i silenzi piacevoli, non importava quanto lunghi, erano belli. Quasi mi dimenticai che gli stavo mentendo. Per prima cosa passammo al vivaio, e comprammo abbastanza piante da metterne su uno nostro; passammo la giornata fuori a pulire il cortile, estirpare le erbacce e piantare nuovi fiori. Kira voleva farlo da un po’ di tempo, anche se io non ne avevo mai capito l’utilità. Aveva anche cambiato un sacco di cose all’interno dell’appartamento da quando si era trasferito, e aveva lavorato davvero sodo per metterlo a posto e renderlo accogliente. Ero felice che fosse lì. Non perché avesse ritinteggiato o per la nuova cucina, il fatto che vivesse lì aveva trasformato quel posto in una vera e propria casa per me. Quando aveva accennato che il suo prossimo progetto sarebbe stato il giardino sul retro, avevo deciso di partecipare.

Punto di rottura, N. R. Walker, Triskell, traduzione di Grazia Di Salvo. Non c’è nulla di più infido, vigliacco, feroce e soprattutto inutile del senso di colpa, niente di più violento nel condizionare proditoriamente la vita di una persona: e Matt è assolutamente preda del senso di colpa, senza se e senza ma. Ormai si è introdotto nel mondo dei combattimenti clandestini nelle gabbie, non ha più scampo, la decisione che ha preso non sembra ammettere possibilità di ritorno, non può far altro che lottare, con le unghie e con i denti. Per ciò in cui crede. Per ciò che vuole. Per ciò che reputa essere giusto. Per amore. Ma… Intenso e intrigante.

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“Punto di non ritorno”

51WsK-vvtBL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Il pacco fu controllato e, quando fu portato sulle nostre scrivanie, io mi misi i guanti e tirai fuori la familiare giacca marrone. Era piena di buchi di proiettile e sporca di sangue. Troppo sangue.

Punto di non ritorno, N. R. Walker, Triskell, traduzione di Grazia Di Salvo. Matthew è il golden boy dei Fab Four, una squadra di detective di eccezionale bravura che ha stroncato il traffico di droga a Los Angeles. Inoltre è forte. Intelligente. Preparato. Brillante. Prestante. Bello. Gay. Non dichiarato. E si sa, è solo il coming out che rende liberi. Ma non è proprio il caso di attaccare i manifesti, nel suo ambiente. Il problema è che si innamora, riamato, del suo istruttore di palestra. Che è conosciuto anche dai suoi colleghi. E non solo. All’impegno lavorativo, che certo non è dei meno gravosi, si somma dunque la necessità di mantenere il segreto: ma un agente capace è un bersaglio, un obiettivo per i criminali che vogliono vendicarsi, e una passione che deve restare nascosta rende inevitabilmente vulnerabili. Così… Riuscito, intenso, coinvolgente.

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