Libri

“Paul Klee – La formula poetica”

9788833641232_0_280_0_100.jpgdi Gabriele Ottaviani

Bene e male devono trovare compensazione tracciando un rapporto grafico…

Paul Klee – La formula poetica, Giovanni Volpe, Pendragon. Elvetico nato da un musicista tedesco e da una cantante svizzera, Paul Klee, astrattista che riteneva l’arte non riproduzione del reale, ma discorso su di essa, è una figura di intellettuale assolutamente capitale, innovativa, preconizzatrice, poliedrica: Giovanni Volpe ne fa un ritratto finanche filosofico, monumentale, caleidoscopico, immersivo, raccontato con una prosa accessibile a tutti e che fa affiorare come un tesoro sepolto alla luce splendente del sole l’anima dell’artista. Da non perdere.

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“La traiettoria dell’amore”

cop_volpe.jpgdi Gabriele Ottaviani

“Le nostre azioni non ci appartengono mai veramente”, dice.

La traiettoria dell’amore, Claudio Volpe, Laurana. Giuseppe è un uomo come tanti. Fa un incidente, come sventuratamente può succedere a tutti, per una serie infinita di motivi. Del resto si chiamano incidenti proprio perché capitano, perché le due rette che definiscono due diverse traiettorie di due distinte esistenze arrivano in un momento qualsiasi e in un punto qualunque a incrociarsi. Entrano in contatto, collidono. E tutto cambia, perché ogni azione non solo prevede com’è noto una reazione uguale e contraria, ma perché ogni atto ha le sue conseguenze. Niente è né può essere più come prima, quando si è innescato il lento e inesorabile crollo del domino nulla può impedirlo, a meno che non si decida di intervenire, di interferire profondamente, dall’esterno. Giuseppe non accetta Andrea. Non le parla da anni. Andrea è sua sorella. Fa la tatuatrice. Ama Sara. Che era una prostituta. Il tempo passa però, e la vita, è noto, ama giocare come una marionettista dispettosa con i destini degli uomini e delle donne. Il cupo tonfo della lamiera sul corpo è il rumore dell’epifania della nuova consapevolezza: Claudio Volpe conferma l’efficacia della sua vena di narratore, con una prosa limpida, precisa e solida che non lascia nulla al caso, e che descrive con profonda credibilità l’ampia gamma delle dinamiche dei sentimenti e delle opere degli individui, che sempre si pongono le medesime domande, che sempre si prefiggono lo stesso obiettivo. Ovvero la felicità. Presentato all’edizione del premio Strega prossima ventura, è da leggere.

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“Sotto un altro cielo”

1460060754_LAURANA-Rimmel-028-Sotto-un-altro-cielodi Gabriele Ottaviani

Quando la sera giunse portando con sé un leggero e fresco vento, le bambine erano tutte pronte, pulite e in perfetto ordine. Avevamo fatto indossare loro vestiti neri che lasciavano il volto perfettamente visibile. I miliziani giunsero accompagnati da un frastuono di risate e grida euforiche. Quello che doveva essere il comandante se ne stava in prima linea col suo kalashnikov tra le braccia. Indossava una tunica bianca e la barba nera e riccia era molto lunga. Gli uomini erano più di venti mentre le bambine poco meno di dieci. Sentimmo i miliziani discutere animatamente sull’ordine col quale si sarebbero potuti prendere il proprio piacere; discussione che si fece ancora più accesa quando li accompagnammo nella stanza dove le bambine aspettavano in religioso silenzio. Sentimmo gli uomini fare a gara per conquistarsi la preda che più preferivano mentre il comandante, individuata quella di sua spettanza, già si avviava con lei in un’altra stanza. Le ore seguenti trascorsero all’insegna di violenti gemiti di piacere e di guaiti soffusi provenienti dalle giovani donne. “Sono tutte vergini”, mi disse una compagna, “loro le vogliono così”.

Dacia Maraini, Giampiero Rossi, Gianfranco Di Fiore, Renato Minore, Francesca Pansa, Pierfrancesco Majorino, Simone Gambacorta. Questi, insieme a Claudio Volpe (dal cui Donne di ferro si trae la citazione iniziale), che scrive anche la postfazione e cura la raccolta, nata da una sua idea e ulteriormente impreziosita dai contributi di Paolo Di Paolo, Alessandro Di Meo – autore pure della bella foto di copertina – e Michela Marzano, sono i prestigiosi autori dei racconti – belli, densi, intensi – di Sotto un altro cielo, Laurana editore. Un libro importante, da leggere per un semplice e chiaro dovere di civiltà. Perché il tema, trattato senza retorica, è la migrazione. La fuga. Il viaggio. Il bisogno. Il futuro. Di una vita migliore. Per sé e per i propri cari. L’impossibilità di restare lì dove il mondo ricco vorrebbe che si stesse, lontano dagli occhi e dal cuore, la necessità di affrontare l’ignoto, il pauroso, il terribile, aggrappati a un filo esilissimo chiamato speranza. Da non perdere.

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