Libri

“Via dal mare”

download.jpgdi Gabriele Ottaviani

Se mia madre è morta oggi, non si saprà fino a domani, di questo sono quasi certo. Come minimo, domani. Perché si sappia oggi, qualcuno che non sia suo figlio dovrebbe di punto in bianco pensare, nel cuore della notte, di andare a suonare alla sua porta, e non vedendosi aprire, sentirsi in dovere di chiamare il padrone di casa e guadagnare l’accesso al suo appartamento. Tralasciando l’improbabilità della cosa, che mi sembra alta, ci vorrebbe del tempo. Il mattino potrebbe sorprendere questa persona prima che sia riuscita a mettersi in contatto con il padrone di casa, il quale potrebbe avere il telefono staccato. E se anche fosse raggiungibile, dubito che si presenterebbe di corsa, chiavi in mano, facendo sì che mia madre venga trovata oggi.

Via dal mare, Ben Marcus, Black coffee, traduzione di Sara Reggiani. Basterebbe il fatto di essere considerato da Karen Russell uno degli scrittori più cari al cuore per non avere dubbi sul fatto che non si possa non ritenere eccellente Ben Marcus. Né, tantomeno, la sua prosa geniale (si pensi semplicemente che il racconto che dà il titolo alla raccolta è in realtà un’unica frase, da leggere in apnea, specchio perfetto della vicenda raccontata, quella di un uomo che precipita nel vortice della follia). In questa antologia di quindici racconti l’autore dell’Alfabeto di fuoco torna nuovamente a indagare con un acume che ha pochi termini di paragone a livello globale la fragilità umana, la vulnerabilità, le illusioni pie, peregrine, rassicuranti, necessarie, l’amore, il tradimento, la morte, la paura, le paure. Di crescere. Di essere felici. Di assumersi le proprie responsabilità. Di diventare consapevoli. Impeccabile e imperdibile.

Standard