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“Vespertine”

51lafMQgxfL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Nicky non pensava nemmeno di poter più racimolare un po’ di curiosità. Forse Mick e Sez scopavano. Forse no. Lui non lo sapeva e non gli interessava per niente. Avrebbe dovuto. Era il leader del gruppo, la mente, il cervello dietro la musica, e gli sarebbe dovuto interessare, eccome. Ma non riusciva a trovare nessun tipo di emozione nel vuoto una vola occupato dal suo cuore. Ramona serrò i denti. Che si rovinassero da soli. Prima sarebbe successo, meglio sarebbe stato. Lui si raggomitolò ancora più a fondo in quel posto buio dentro di sé, in quella familiare gabbia interiore. Ci sarebbe voluta troppa fatica per uscirne. Anche per una striscia di coca. Non importava quanto avrebbe potuto fargli bene. «Dio, Nico, hai un aspetto tremendo,» mormorò lei, avvicinandosi per accarezzargli i capelli. Riusciva a vederli, unti e scuri, che le scivolavano tra le dita, vicini alle proprie guance. «Seriamente, bel ragazzo. Stai bene?» Nicky non riusciva a parlare. Le parole erano ovunque fosse andata la musica. «Si è fatto di speedball in albergo,» bofonchiò Mick. Non era speedball, in realtà. Era solo eroina. Avrebbe ucciso per una dose di speed in quel momento, quella presa lenta-veloce che lo avrebbe rimesso in piedi, facendolo sentire di nuovo un vero essere umano. «Stupido Nico,» mormorò Ramona, e non suonava per niente affettuosa. In quel momento, il battito cardiaco di Nicky era abbastanza forte. Aveva solo bisogno di farlo. Di avvicinarsi e tagliare una striscia, sniffarla. Sarebbe stato bene dopo averlo fatto. Sarebbe stato pronto per andare. Doveva solo farlo. Lei gli passò una mano sulla spalla e arricciò il naso. «Quand’è stata l’ultima volta che ti sei fatto una cazzo di doccia?» In qualche modo, parlò. La sua voce era rotta. «Ieri notte.» «Come no. Se per ieri notte intendi a Houston, forse.» Se non erano stati a Houston la notte prima, allora Nicky non aveva idea di quando si fosse fatto una doccia. I giorni e le notti si susseguivano tutti uguali. Durante un tour tutto era musica, follia e sesso. Pompini e canne. Abbassarsi per prendere cazzi e spingersi dentro gole. Era peccato e miseria, ed era ogni minuto della sua vita. Era rock’n’roll.

Vespertine, Leta Blake, Indra Vaughn, Triskell, traduzione di Barbara Belleri. Jasper e Nicholas erano ragazzi. Sono diventati amici. Si sono amati. Nessuno sapeva di loro. Poi Jasper ha sentito la chiamata. Si è fatto prete. Nicholas non ha potuto far altro che lasciarlo andare. Ora Jasper è un sacerdote dichiaratamente gay che aiuta i ragazzi che si trovano in difficoltà, che si sentono diversi, emarginati, esclusi, disprezzati a causa del proprio orientamento sessuale. Nick invece è diventato una rock star. Ma la sua vita è allo sbando. È andato in giro per il mondo annullandosi. Ora è tornato a casa. I due si incontrano di nuovo. E… Potente, coinvolgente, convincente.

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