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Arthemisia Group presenta LE MOSTRE DELL’AUTUNNO – I Brueghel a Torino, Love e Antonio Ligabue a Roma, i Maya e Picasso a Verona

ATT00001.jpgPubblicazione a cura della redazione del comunicato stampa

Brueghel. Capolavori dell’arte fiamminga
21 settembre 2016 – 19 febbraio 2017
Reggia di Venaria, Torino

La mostra celebra a Venaria Reale la più importante congrega di artisti fiamminghi a cavallo tra il XVI e XVII secolo, coloro che sono stati interpreti dello splendore del Seicento e la cui dinastia è diventata marchio di eccellenza nell’arte pittorica.
L’esposizione prodotta e organizzata da Arthemisia Group e curata da Sergio Gaddi e Andrea Wandschneider Direttore del Paderborn Städtische Galerie in der Reithalle, approda nelle Sale delle Arti della Reggia di Venaria dal 21 settembre 2016 al 19 febbraio 2017.

LOVE. L’arte contemporanea incontra l’amore
29 settembre 2016 – 19 febbraio 2017
Chiostro del Bramante, Roma
Dal 29 settembre 2016 al 19 febbraio 2017 il Chiostro del Bramante di Roma ospita LOVE. L’arte contemporanea incontra l’amore, a cura di Danilo Eccher.
Una novità assoluta e imperdibile nel panorama delle proposte culturali capitoline degli ultimi anni che si candida a riportare la città di Roma in linea agli stessi livelli delle più stimate realtà espositive internazionali. Per la prima volta saranno riuniti tra i più importanti artisti dell’arte contemporanea, come Yayoi Kusama, Tom Wesselmann, Andy Warhol, Robert Indiana, Gilbert & George, Francesco Vezzoli, Tracey Emin, Marc Quinn, Francesco Clemente, con opere dai linguaggi fortemente esperienziali (All the Eternal Love I Have for the Pumpkins della Kusama tra le più instagrammate al mondo), adatte a coinvolgere il pubblico attraverso molteplici sollecitazioni.
L’esposizione romana intende affrontare uno dei sentimenti universalmente riconosciuti e da sempre motivo d’indagini e rappresentazioni, l’Amore, raccontandone le diverse sfaccettature e le sue infinite declinazioni. Un amore felice, atteso, incompreso, odiato, ambiguo, trasgressivo, infantile, che si snoda lungo un percorso espositivo non convenzionale, caratterizzato da input visivi e percettivi.
La mostra è prodotta e organizzata da Dart – Chiostro del Bramante e Arthemisia Group.

Maya. Il linguaggio della bellezza
8 ottobre 2016 – 5 marzo 2017
Palazzo della Gran Guardia, Verona

Maya. Il linguaggio della bellezza di Verona è una delle mostre più grandi ed esaustive che siano mai state prodotte a livello internazionale.
A partire dall’8 ottobre 2016 fino al 5 marzo 2017 la mostra approda a Palazzo della Gran Guardia con oltre 300 opere provenienti dai principali musei del Messico.
Curata da Antonio Aimi e Karina Romero Blanco l’esposizione affronta il tema della cultura di questo antico popolo attraverso le parole e i testi degli stessi Maya, utilizzando – come mai è avvenuto in passato – la più grande rivoluzione antropologica dell’ultimo secolo: la decifrazione della loro scrittura.
L’esposizione offre uno sguardo nuovo, innovativo e sorprendentemente attuale sull’arte maya a partire dall’individuazione dei maestri, delle scuole e degli stili: finalmente si ha la possibilità di rapportarsi alle opere attraverso una lettura storico-artistica e non solo archeologica.
Maya. Il linguaggio della bellezza è una mostra dell’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia del Messico (INAH), promossa dal Comune di Verona con il supporto di AMO – Arena Museo Opera ed è presentata da Arthemisia Group e Kornice.

Picasso. Figure (1895-1972)
AMO Arena Museo Opera, Palazzo Forti, Verona
15 ottobre 2016 – 12 marzo 2017

Un’opera per ogni anno della vita di Pablo Picasso nell’arco temporale che va dal 1895 fino agli anni ‘70: questa la novità assoluta della grande mostra che aprirà ad AMO Arena Museo Opera di Verona il 15 ottobre.
Opere di pittura, scultura e arti grafiche creano un percorso capace di raccontare la metamorfosi a cui l’artista sottopone la rappresentazione del corpo umano, mentre la sua arte attraversa le fasi del pre-cubismo, del Cubismo, l’età Classica e il Surrealismo, fino a giungere agli anni del dopoguerra, superando le barriere e le categorie di “ritratto” e “scena di genere” per giungere sempre a un nuovo concetto di “figura”: quella che rese Picasso costruttore e distruttore al tempo stesso di un arte solo sua, dal fascino inesauribile.
Con il patrocinio del Comune di Verona, la mostra Picasso. Figure (1895-1972) è organizzata da Arthemisia Group in collaborazione con il Musée national Picasso – Paris ed è curata da Emilie Bouvard, conservatrice del Musée national Picasso.

Antonio Ligabue
11 novembre 2016 – 8 gennaio 2017
Complesso del Vittoriano – Ala Brasini

Dall’11 novembre 2016 al 8 gennaio 2017 le sale del Complesso del Vittoriano – Ala Brasini di Roma accolgono la mostra Antonio Ligabue (1899-1965): un’esposizione interamente dedicata al genio tormentato, originario della Svizzera tedesca, ma che a Gualtieri, sulle rive del Po, visse fino alla morte, dopo essere stato espulso dal Paese natale nel 1919. Autodidatta, grazie a una visionarietà e a una capacità di trasfigurazione straordinarie, raggiunse quella dimensione pittorica di espressionista tragico, profondamente umana e intrisa di una sensibilità viscerale che gli valsero la conquista di una propria identità e, dopo fatiche e ostracismi, i riconoscimenti da parte di appassionati e di storici dell’arte.
Attraverso circa 100 lavori, la mostra propone un excursus storico e critico sull’attualità dell’opera di Ligabue che rappresenta oggi una delle figure più interessanti dell’arte del Novecento.
Tra gli olii esposti Carrozza con cavalli e paesaggio svizzero (1956-1957), Tavolo con vaso di fiori (1956) e Gorilla con donna (1957-1958), accanto a sculture in bronzo come Leonessa (1952-1962) e Lupo siberiano (1936).
In mostra anche una sezione dedicata alla produzione grafica con disegni e incisioni quali Mammuth (1952-1962),Sulki (1952-1962) e Autoritratto con berretto da fantino (1962) e una sezione sulla sua incredibile vicenda umana.
L’esposizione, promossa dalla Fondazione Museo Antonio Ligabue di Gualtieri, è curata da Sandro Parmiggiani, direttore della stessa Fondazione e da Sergio Negri, presidente del comitato scientifico, con l’organizzazione generale di Arthemisia Group e C.O.R. Creare-organizzare-realizzare.

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Dario Fo dipinge Maria Callas

33941-01_I_ravanellidi Gabriele Ottaviani

Un premio Nobel. Un artista. Un genio. Un uomo pronto allo scherzo e alla serietà. Un giullare, un menestrello, un cantastorie, un maestro. Un attore dilettante e un professionista della pittura. Ma poi le strade si sono invertite. Fino a un certo punto. Un marito che insieme alla moglie amatissima di vite ne ha vissute due almeno, vista la quantità di cose che ha fatto, tra cui decine di commedie. In cartellone per anni. In giro per il mondo. Impossibile da immortalare fermo, perché è continuo movimento, vitalismo, passione. Un pittore che in due anni ha dedicato oltre settanta dipinti a Maria Callas, la Divina, una donna di cui si deve parlare, senza retorica e luoghi comuni. Una visita guidata che non è una celebrazione delle proprie capacità figurative, in cui sono evidenti rimandi alla lezione espressionista, a quella di Picasso e non solo, ma una vera e propria performance, uno spettacolo teatrale tenuto saldamente in pugno da un mostro, un monumento, nel senso etimologico del termine. Una narrazione avvincente, per parole e immagini. Un animale da palcoscenico senza eguali, che stilla carisma come una mitica fonte l’acqua dell’eterna gioventù. A Verona, nella splendida cornice di Palazzo Forti, fino a settembre Dario Fo dipinge Picasso. Guai a chi non ne approfitta.

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