Libri

“Ventiquattro secondi”

marcuzzi_promo2_mod-2_DEFdi Gabriele Ottaviani

Papà viene tenuto in osservazione una decina di giorni. Gli vengono insegnati piccoli esercizi di recupero per la parola e per il movimento che sembrano più messinscene che altro. La capacità di esprimersi torna poco, quella di muoversi liberamente per nulla. Durante la sua assenza, prendo l’abitudine di dormire dagli zii. Senza papà, la vecchia casa è incredibilmente vuota. Le decorazioni sono sempre mancate: oggetti della memoria, fotografie o quadri non ci sono mai stati, perché tutto nel suo passato faceva male, e allora perché esibirlo. Ma solo adesso, potendo aggirarmi indisturbato per le stanze, quest’anonimato, questa completa assenza di prove mi ferisce profondamente. Mette in crisi la mia identità, non soltanto la sua. Nel salotto di casa di Giovanni ci sono le foto di lui bambino, con il grembiulino bianco dell’asilo, vestito per Carnevale e in braccio a Babbo Natale. Perché io non ho il diritto di sapere niente della mia infanzia? Perché tutto è affidato ai miei ricordi, che hanno iniziato a fissarsi molto dopo? Finisco per stare male a casa e a passarci meno tempo che posso, solo per occuparmi delle bestie quando non può farlo lo zio Franco. Quando papà viene dimesso, la soluzione più logica, l’unica, è portarlo dagli zii. Diventiamo una specie di famiglia allargata, e papà dimostra presto di non tollerare la nuova convivenza forzata. Dice di non volere aiuti per andare in bagno e poi lo troviamo riverso a terra a un passo dal water. Dice di non voler guardare la televisione durante il pomeriggio e poi lo scopriamo nervosissimo a rosicchiarsi le nocche delle mani fino a farle sanguinare.

Simone Marcuzzi, Ventiquattro secondi – Autobiografia di Vittoriano Cicuttini, 66thand2nd. È il primo italiano a giocare in Nba. Ragazzo troppo alto, il basket gli dà la vita. E in parte gliela toglie. Cade e si rialza. Si sposa, diviene padre. Si mette in gioco, sempre. Per far tacere l’inquietudine. Quella stessa che gli faceva ascoltare i muri sperando di sentirvi la voce della madre morta di parto. Perché in un pugno di secondi tutto può cambiare. L’autore è giovane e bravissimo, il libro trascinante. Da non perdere, sia che si ami la palla a spicchi sia che non si conosca la differenza fra un tiro libero e un’infrazione di passi. Perché lo sport, come sempre, è allegoria e insegnamento di vita.

Standard