Cinema

“Veloce come il vento”

094922238-976916c9-10d2-456c-b190-0288b22b0febdi Gabriele Ottaviani

Ha qualche difetto il film di Matteo Rovere: è un po’ retorico, enfatico e prevedibile, come del resto tendono a essere tutte le pellicole biografiche. Ma nulla rispetto alle sue precedenti opere, per carità. Veloce come il vento, che prossimamente sarà proiettato anche al Bif&st, infatti in realtà è più che dignitoso e godibile. I centodiciannove minuti del film ispirato alla vera vicenda della stella del rally Carlo Capone, raccontata dal fido meccanico Tonino Dentini, filano via che è un piacere – è il caso di dirlo, visto il tenore della storia -, la musica non è niente male, gli attori, in particolare Stefano Accorsi, che ha fatto un gran lavoro anche fisico, e Matilda De Angelis, una vera rivelazione, funzionano tutti a dovere. E poi, si sa, l’adrenalina che danno velocità e motori non ha oggettivamente eguali. E anche il montaggio, va riconosciuto, è più che soddisfacente. Una madre sparita, un padre che muore d’infarto all’improvviso nel paddock, una figlia fenomeno della meccanica e della guida che non ha ancora la patente, visto che ha diciassette anni, e che deve vincere il campionato gran turismo per non perdere la casa, un bambino che non sorride mai e un fratello maggiore immaturo, drogato, inaffidabile e fragile. Le discese ardite, le risalite e le curve della vita: questo e molto altro. Da vedere. Al cinema dal sette di aprile.

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