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“Vasi rotti”

71oqtqX8iuL._AC_UL320_ML3_di Gabriele Ottaviani

Tutto è cambiato ora, e nessuno sembra sapere perché…

Vasi rotti, Andre Dubus, Mattioli 1885. Traduzione di Nicola Manuppelli. Redatti nell’arco di quasi tre lustri, fra la seconda metà degli anni Settanta e il millenovecentonovanta, i saggi qui raccolti, ognuno con una compiutezza e una solidità tale da trascendere il genere e la forma e innalzarsi al livello di una piena dimensione narrativa propriamente detta, sono in realtà non solo la prova, la dimostrazione, la condivisione di un talento formidabile e di una sensibilità caleidoscopica  e profondissima, ma anche una confessione, senza remore né censure, un’acrobazia senza rete di protezione, attraverso la quale Dubus si svela e dona, tessendo dunque un sempiterno legame con chi lo ascolta, senza mai indulgere in facile retorica o nel sentimentalismo, dimensioni che non gli appartengono affatto, raccontare la giovinezza cattolica nella Louisiana di cultura cajun, l’amore per il baseball, le fortune e le incertezze nella precarietà di una vita fondata sull’arte della parola, e non solo. Da leggere, rileggere, far leggere.

 

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