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“Un viaggio chiamato psicoterapia”

di Gabriele Ottaviani

Poi sono passati i mesi, alcune dinamiche sono cambiate, io sono andata letteralmente in crisi con Piero e anche con la terapia. Ricordo quel periodo come uno dei più faticosi di sempre. Più ero in crisi e più combinavo danni anche con te, Doc. Ti imploravo aiuto nella maniera più sbagliata, mettendo in forte discussione te e la terapia. Ti ho portato all’esasperazione. Fino a che, una sera, con il tuo solito modo diretto e schietto, mi hai incalzato: «Mai più sasso, Miki.»

Un viaggio chiamato psicoterapia, Alessandra Parentela, Michela Longo, CTL Editore. Siamo la società del tutto e subito, del vincere a ogni costo, del dolore percepito come un fastidio, un dispetto, della felicità ostentata, specie se fittizia, a mezzo social, siamo il mondo in cui se sei diverso sei inadeguato: e questo può far male. Molto. Tutti abbiamo problemi, tutti possiamo cercare di risolverli, tutti dobbiamo per prima cosa volerlo: e la psicoterapia può essere un grande aiuto, oltre a rappresentare un vero e proprio percorso, un viaggio, di crescita e non solo. Interessante, ben scritto, intenso: da leggere.

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La psiche e il suo percorso

di Gabriele Ottaviani

Alessandra Parentela, psicologa e psicoterapeuta abilitata e iscritta all’Ordine degli Psicologi della Regione Veneto, diplomata in Psicoterapia Dinamica Breve presso il C.I.S.S.P.A.T. di Padova, attualmente al Centro Medico Magenta di Padova dove si occupa di problematiche di coppia, disturbi d’ansia, attacchi di panico, depressione, disturbi alimentari, problematiche sessuali, fobie, ossessioni, ansia da super lavoro, difficoltà di relazioni, disturbi del sonno, problematiche dell’adolescente e dell’anziano, iscritta al Tribunale di Padova come CTU ed esperta di Psicologia giuridica come CTU e CTP in relazione ad eventi post-traumatici quali mobbing, stress lavorativo e infortuni, e Michela Longo, sua ostica paziente, nonché laureata in Scienze della Natura all’Università di Pavia, per un breve periodo ricercatrice botanica in Trentino, specializzatasi poi in Gestione Ambientale frequentando un Master presso l’Università di Padova, dal duemilaundici dipendente di una società di consulenza nell’ambito delle certificazioni di “sistemi di gestione”, principalmente ambientali, ma anche di qualità ed energia, finché l’anno scorso, dopo aver costruito una solida rete di collaborazioni con altri professionisti del suo settore, non diviene una libera professionista che presta la sua competenza in materia di gestione ambientale sia come consulente per le sue aziende clienti che come Auditor per conto di alcuni Enti di Certificazione, hanno scritto insieme questo interessante libro, Un viaggio chiamato psicoterapia: Convenzionali le intervista con gioia per voi.

Da dove nasce questo libro?

Questo libro trae la sua origine dalla relazione profonda ed unica tra terapeuta e paziente. L’idea del libro nasce in modo molto naturale perché rappresenta l’unione perfetta di due intenti complementari: da una parte l’obiettivo di Alessandra di scrivere un libro innovativo sulla psicoterapia, dall’altra il tentativo di una paziente tra le più difficili che lei abbia avuto di comprendere a fondo il percorso psicoterapeutico attraverso la scrittura di dettagliati resoconti di ogni seduta. E un giorno ci siamo dette che avevamo tutti gli ingredienti per poter scrivere un libro insieme. Il nostro obiettivo è di voler accostare le persone alla psicoterapia, addentrandole in un vero percorso in cui potersi immedesimare, sminuendo quell’alone di vergogna e mistero che ancora c’è dietro al bisogno di rivolgersi allo psicoterapeuta. Chi va dallo psicoterapeuta ha problemi come li hanno tutti. La differenza con chi non ci va è che chi inizia un percorso terapeutico si mette realmente in gioco e vuole iniziare a risolverli. È un libro che parla di esistenza e si interroga sul senso della vita. Il messaggio più forte che vuole dare è come sia nelle relazioni umane che si trova la risoluzione di qualsiasi conflitto, perché è nella condivisione che si trova la felicità.

Che cos’è la psicoterapia? E perché può essere di aiuto?

La psicoterapia è un percorso di crescita, un processo di comprensione di sé, che ci permette di diventare ciò che siamo veramente, attingendo alle nostre personali capacità e doti che talvolta ci sono oscure perché non le conosciamo. La psicoterapia mira alla ricerca di noi stessi e, come recita il primo capitolo del nostro libro “…è un cammino molto importante e, se paragonato a un viaggio, è forse il più importante della nostra vita.” È uno spazio-tempo dedicato a noi stessi per metterci in gioco e in cui decidiamo di affrontare le nostre paure più radicate. Ma è un viaggio, come dice Miki, in cui si parte da soli ma che non si finisce soli. È di aiuto nel momento in cui il terapeuta aiuta il paziente a scoprire le proprie potenzialità e a imparare a sfruttarle.

Quali sono le basi del rapporto terapeuta-paziente? E di che tipo di relazione si tratta?

Le basi del rapporto terapeuta-paziente sono caratterizzate da fiducia ed empatia. È una relazione in cui non esiste il giudizio e la critica. È una relazione terapeutica orientata a soddisfare quei bisogni primari insoddisfatti. Il terapeuta funziona da modello di adulto sano, si prende cura in modo amorevole del bambino del paziente e poi pian piano, in questo percorso di crescita, il paziente imparerà a prendersi cura di sé, diventando anch’egli un adulto sano. È sempre bene ricordare che lo psicoterapeuta non è un amico, anche se si comporta amichevolmente. Ciono­nostante, il rapporto che si instaura tra i due può diventa­re uno dei più importanti e significativi nella vita di una persona.

Perché tanta diffidenza nei confronti della psicoterapia?

C’è ancora molto pregiudizio nei confronti della psicoterapia perché la nostra cultura considera la persona che soffre a livello psicologico come una persona inadeguata.

Quali sono i problemi fondamentali che accomunano le persone?

I problemi fondamentali che accomunano le persone sono quelli relativi a un malessere interferente con le incombenze quotidiane come lavorare o star bene nelle relazioni, quando ci si sente tristi senza ragione, quando si evitano luoghi o situazioni per paura, quando si vive un disagio conseguente ad un lutto, una separazione, un cambio di lavoro.

Il Covid sta facendo pagare a tutti noi un enorme prezzo sanitario ed economico, ma soprattutto emotivo: come ricostruiremo il nostro mondo di relazioni?

Stiamo pagando il Covid dal punto di vista economico e sanitario ma la vera bomba è quella emotiva. Oggi la paura e il dubbio dominano sempre di più nelle nostre vite. Il vero grande pericolo sarà quello di non riconoscersi. Abbiamo dovuto riorganizzare il tempo e lo spazio, sacrificando il rapporto con l’altro. La pandemia ha cambiato le persone, quando tutto finirà, ci sarà la gioia e la voglia di recuperare le relazioni ma resterà un trauma che ci porteremo dentro per lungo tempo. Ricostruiremo il nostro mondo di relazioni ma sarà necessariamente più ristretto e daremo maggior importanza alle vere relazioni e alla famiglia.

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