Libri

“Un amore qualunque e necessario”

81tzRUhFAbL._AC_UY218_di Gabriele Ottaviani

Quando l’incontro di orientamento fu terminato, non restava altro da fare che comprare i libri e iscriversi ai corsi. Mentre si recava alla libreria del campus una mattina, Peter dovette fermarsi sulle strisce per lasciar passare un autobus con la scritta “41st Street Terminal” illuminata sopra il parabrezza. Smise di camminare e rimase a fissarlo finché si rese conto che c’era un’automobile ferma in attesa che lui attraversasse. Il giorno dopo, poco prima delle nove, l’autobus era di nuovo là. L’autista imboccò l’ampia strada chiusa davanti alla libreria. Quello che era nato come un pensiero casuale iniziò a prendere forma. Gli studenti degli ultimi anni ora arrivavano a frotte occupando tutti i tavoli da picnic e i prati del cortile interno, e il giorno prima dell’inizio delle lezioni Peter salì i gradini dell’autobus ed ebbe la conferma che la destinazione era Manhattan. Era un bus diretto, disse l’autista. Faceva tappa a un altro college nel New Jersey, poi in due parcheggi di interscambio lungo l’autostrada, e infine al Port Authority Bus Terminal. Peter si picchiettò la tasca posteriore dei calzoni per controllare di avere il portafogli e poi salì a bordo. Non aveva né un libro né una rivista con sé. Non aveva detto nulla al suo compagno di stanza, né al suo coach, né al supervisore del residence. Evitò di chiedersi cosa stava facendo.

Un amore qualunque e necessario, Mary Beth Keane, Mondadori. Traduzione di Maria Carla Dallavalle. Sono vicini di casa da sempre, sono pressoché coetanei, sono non lontani da New York, sono una la figlia di una famiglia numerosa e serena e l’altro l’unico rampollo di un nucleo reso fragile come cristallo dal precario equilibrio rabberciato alla meno peggio da una madre che forse non avrebbe dovuto diventarlo, perché in primo luogo mentalmente instabile, e da un padre che nonostante tutti gli improbi sforzi non riesce a proteggere la creatura che è nata da lui e che ama di più al mondo, sono le due facce di una stessa medaglia, sono ineluttabilmente connessi, e questa inestricabile relazione va avanti nel tempo, a dispetto di tutto, a dispetto di un’immane tragedia, a dispetto dei ricordi. Che però, col tempo e la giusta distanza, scolorano e mutano. Splendido sin dal titolo, perfetto anche per la trasposizione sullo schermo, che infatti è in programma, è un libro niente affatto qualunque, ma senza dubbio necessario, scritto con una prosa intelligente, viva, profonda. Da non farsi sfuggire.

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