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“La ragazza sconosciuta”

71ZtRhK96yL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

E per un istante passeggero, mentre era seduta su quel divanetto rosso con un uomo che le dava noia, Olivia avvertì di nuovo il dolore che c’era stato allora.

La ragazza sconosciuta – Ultime storie, William Trevor, Guanda, traduzione di Laura Pignatti. La vita va vissuta, ma spesso ci si ritrova a non essere in grado di poter far altro che solamente, sfortunatamente, desiderarla: e i protagonisti di questi ultimi dieci racconti in cui si manifesta il consueto e vigoroso splendore della prosa di Trevor, pluripremiato scrittore e drammaturgo irlandese venuto a mancare ottantottenne tre anni fa, esegeta finissimo della fragilità della condizione umana, sono uomini e donne di straordinaria normalità il cui passaggio sulla terra sembra ininfluente ma è invece, ovviamente, fondamentale e necessario, a prescindere dal ceto, dal censo, dal sesso. Del resto, se anche un fiore non avesse profumo, non potremmo fare a meno della sua delicata corolla e di tutta la bellezza che comunque incarna: magistrale.

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Libri

“Racconti scelti”

41z3-VRZD-L._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Non poteva proprio immaginare che sua moglie fosse contenta: lo era così di rado…

Racconti scelti, William Trevor, Guanda, traduzione di Laura Pignatti, introduzione di John Banville. Per amore di Ariadne, Caffè con Oliver, I figli dell’editore, Sabato d’agosto, Il passato lontano, Il signor McNamara, Sole d’autunno, I fatti di Drimaghleen, Il terzo incomodo, Luna di miele a Tramore, Il campo di Kathleen, Tre persone, Gli scapoli delle colline, La veglia con il morto, Una sera fuori, Soldi a palate, Un dettaglio insignificante, La stanza, Una relazione perfetta, I figli: scrittore e drammaturgo irlandese vissuto a cavallo tra il novecento e il secolo successivo, Trevor, autore prolifico e dallo straordinario palmarès, che con ogni probabilità avrebbe meritato di essere insignito del più importante fra tutti gli allori, ossia il premio Nobel, cui più volte si dice sia stato accostato, nel novero dei papabili, membro del celebre collettivo Aosdána, ha una scrittura magnifica e preziosa, che fa rassomigliare le sue opere a espressioni artistiche neoclassiche, almeno secondo la definizione del Winckelmann, ovverosia dall’apparenza quieta ma agitate nel profondo da drammatiche e sensuali passioni. È il cantore della vita e del dolore, con un lessico delicato, nostalgico, malinconico e suadente: da non perdere.

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“Peccati di famiglia”

arton143734di Gabriele Ottaviani

Ciò su cui si soffermava a pensare con tristezza, rammaricandosi di averla sempre data per scontata, era la felicità nel suo rapporto con Angelica.

Peccati di famiglia (che dà anche il titolo alla raccolta di William Trevor, tradotta da Laura Pignatti ed edita da Guanda), Per amore di Ariadne, La trinità, Stampe, Caffè con Oliver, Il ritorno di un marito, I figli del direttore, Sabato d’agosto: otto racconti. Uno meglio dell’altro. Perché in ognuno sembra trovare senso la vita stessa. Ognuno ha una parte del cuore che riserva solo a sé, che non condivide con nessuno, e che forse nemmeno gli appartiene del tutto, proprio perché la sente più sua. È il posto delle fragole, la parte in cui si nascondono i segreti, che chi sa davvero tenere finisce per dimenticare, per rimuovere dalla coscienza: ma quando invece un segreto affiora fin sulle labbra, e non è più solitaria custodia, ecco che ogni cosa, inevitabilmente, muta, cambia, diventa più vera, sincera e dolorosa. Sono personaggi addirittura quasi banali quelli che racconta Trevor, eppure, come in altri felicissimi casi (Elizabeth Strout e Anne Tyler su tutti), diventano, grazie alla sua prosa mai ridondante, figure coloratissime che si imprimono con forza irresistibile nella memoria. Più che un’antologia, una pinacoteca, una collezione di ritratti splendidi, vivi e riconoscibili, in cui immedesimarsi, da cui trarre ispirazione.

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