Libri

“Finché non sei arrivato tu”

di Gabriele Ottaviani

Avete mai provato a fare una spaccata fingendo di essere una spogliarellista che si chiama Gigi Fontaine mentre ballate una canzone di Britney Spears con i passi che avete imparato da una videocassetta di aerobica degli anni Novanta di Paula Abdul dopo aver bevuto quattro bicchierini di Jager? Anche io. Quindi sapete quanto poi sia difficile rimettersi in piedi fingendo che vada tutto bene. In qualche modo, tuttavia, ci riuscii. Con l’aiuto di Vince, ovviamente, che nel giro di mezzo minuto mi trascinò giù dal palco e, per l’ultima volta da celibe, mi fece…

Finché non sei arrivato tu, TJ Klune, Triskell, traduzione di Claudia Milani. Quando Kevin Walker organizza il suo matrimonio con Scotty la cosa che più raccomanda alla madre, la sublime Nora, l’immarcescibile Sally Field, è la semplicità: mutatis mutandis, la situazione qui, anche se non siamo a Pasadena nella villa di famiglia dei protagonisti di Brothers and sisters, è la medesima. Paul e Vince stanno per sposarsi, ma tutto pare in alto mare, e la sobrietà un’utopia: riusciranno a scrivere le loro promesse e a dire il fatidico sì a celebrazione del loro amore? Da leggere.

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“La Drag Queen e il re degli Homo Pomp”

di Gabriele Ottaviani

Conversando con Mike, ovvero: Ehi, repubblicani! Succhiatemi l’uccello! Di solito, arrivavo al Jack It alle otto per poi andare in scena alle nove, ma quella mattina Mike mi aveva mandato un messaggio in cui mi chiedeva di presentarmi un po’ prima perché doveva parlarmi. Non avevo la più pallida idea di cosa volesse dirmi, e neanche mi interessava più di tanto. C’era Darren al centro dei miei pensieri, e come pianificare la sua morte in un modo tale da farlo sembrare un incidente. Non riuscivo a decidere se una caduta dalla galleria sopra la pista da ballo sarebbe stata credibile, oppure no. Avrei dovuto mostrarmi sconvolto. Contrito. Possibilmente anche urlare: perché, perché, perchéééééé!! Potevo farcela. Non era impossibile. Ovviamente, non era per parlare con lui che mi sarei presentato in anticipo, anche se a lui sarebbe piaciuto. Darren non avrebbe mai avuto accesso all’Antro della regina. Me ne sarei assicurato personalmente. Vince e Paul avevano promesso che mi avrebbero portato le parrucche e i costumi più tardi, così da non dovermi sobbarcare tutta la fatica da solo. Corey al mercoledì aveva lezione ed era quasi sempre troppo stanco per venire agli spettacoli, povero cucciolo. Gli avevo detto che la sua educazione era più importante dei miei soliti, vecchi numeri, e che era anche la ragione per cui lo ospitavo gratuitamente a casa mia. C’erano state un paio di discussioni piuttosto infuocate sull’argomento, ma alla fine l’avevo spuntata io, anche se per il rotto della cuffia. Quando Corey aveva annunciato che sarebbe tornato a Tucson, mi ero ripromesso di fare quanto in mio potere per non fargli sentire la mancanza della sua vecchia vita. I suoi genitori affidatari non avevano nulla da potergli dare (anche se dubito che avrebbe accettato qualcosa, nel caso la situazione fosse stata diversa), così mi ero sentito personalmente responsabile del suo benessere. Ero io che l’avevo trovata anni addietro, una diciassettenne con indosso un vestito vecchio ma carino, che frugava tra gli scaffali di un negozio di seconda mano…

La Drag Queen e il re degli Homo Pomp, TJ Klune, Triskell, traduzione di Claudia Milani. Sanford, impiegato di giorno e drag di notte, non crede affatto all’amore a prima vista. C’è di più: se c’è una persona che non gli va a genio, fra tutte è proprio Darren Mayne, il re degli Homo Pomp, con cui è una continua scaramuccia al veleno. Si sa che però i più grandi amori iniziano sempre con degli sguardi in tralice saettanti attraverso stanze troppo affollate per essere intime, e complice anche la necessità di tendere un tranello al sindaco della città, che si dà il caso sia anche il padre di Darren, i due iniziano una relazione. Finta. Finché… Lieve, leggibile, accattivante.

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