Libri

“A piedi”

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Da Teglio a Chiuro il percorso è bellissimo…

A piedi – Vagabondare tra i Cammini d’Italia e d’Europa, Silvia Tenderini, Alpine Studio. A quanto pare camminare è diventata una moda: in realtà è l’attività più antica, naturale e immediata del mondo. Che cos’è, del resto, che i genitori attendono con ansia, oltre alla prima parola, sopra ogni altra cosa, del proprio bambino nato da poco, se non i primi passi, simbolico e forse davvero definitivo taglio del cordone ombelicale? La mano si stacca da quella adulta, e si va ad affrontare l’avvenire. Affrontare, invece, però, un itinerario, non è cosa che si possa sottovalutare o alla quale rapportarsi con mera e cieca spavalderia: l’impegno è però ripagato dalla scoperta. Della storia, della natura, dell’ambiente, delle insospettabili e insospettate, anche perché spesso mai messe alla prova, risorse del nostro corpo: Silvia Tenderini accompagna il lettore per il vecchio continente con garbo, competenza e sapienza. Da leggere, per magari, un giorno, decidere di mettersi in marcia e immergersi nella bellezza.

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“Gary Hemming”

gary-hemming-mirella-tenderini.jpgdi Gabriele Ottaviani

La fama di alpinista-poeta hippy supportava egregiamente quell’immagine.

Gary Hemming – Il ribelle delle cime, Mirella Tenderini, Alpine studioUna volta arrivati sulla vetta ci siamo voltati, e ci si è presentata una bellissima vista. L’atmosfera splendidamente chiara; il cielo azzurro intenso; le valli profonde; i profili selvaggiamente frastagliati; i cumuli di detriti ammassati nel corso dei secoli; le rocce dai colori vividi, in contrasto con le quiete montagne innevate; tutto questo insieme creava uno scenario che nessuno avrebbe potuto immaginare. Così nientedimeno che Darwin. Del resto che la montagna abbia un fascino tutto suo che rifugge ogni termine di paragone è cosa più che nota e risaputa. Così come è decisamente variegato e composito il novero dei suoi cantori. Gary Hemming è uno di questi. O meglio, era. E non solo. È uno dei suoi eroi. È uno dei suoi miti. Cinquant’anni fa il mondo ha vissuto una vera e propria rivoluzione. In parte tradita. Etica. Sociale. Culturale. Filosofica. Politica. L’alpinismo non poteva esserne immune. Dall’America giunge un ragazzo misterioso e audace che con le sue imprese diviene popolarissimo. Questa è la sua storia. Da leggere.

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“Isabelle amica del deserto”

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Mai nella sua vita si è data per vinta e anche questa volta si batterà.

Isabelle amica del deserto – Una vita breve di passione e avventura, Mirella Tenderini, Alpine Studio. Libro vincitore del Premio Gambrinus Giuseppe Mazzotti. Si può annegare in pieno deserto, nel bel mezzo del Sahara? A quanto pare sì. Perché così muore Isabelle Eberhardt. All’inizio del secolo scorso. A ventisette anni. Ricca. Generosa. Impulsiva. Per lei i soldi sono qualcosa da dare a chi ne ha bisogno e da prendere quando servono, senza tante storie. Indomita. Di famiglia più che benestante. Nata a Ginevra da una nobildonna russa. Cresciuta in un ambiente di altissima cultura. Viaggiatrice indefessa. Va dappertutto. Soprattutto dove non si può. Emancipata. Libera. Affamata di vita e conoscenza. Scrittrice e giornalista irrequieta. Si converte all’Islam. Si traveste da uomo. La accusano di spionaggio. Tutto questo e molto altro. Una figura incredibile e straordinaria ricostruita nel dettaglio, vividissimamente. Imperdibile.

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“Non avrai altro luogo”

51adgX1lxWL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Nella borsa della mamma sono conservate alcune foto di famiglia.

Non avrai altro luogo – Alessandria d’Egitto, la perla del Mediterraneo, Silvia Tenderini, Alpine Studio. Seduta sul ramo basso del fico la scimmia sorvegliava Marco che dormiva lì sotto sdraiato all’ombra festosa e ondeggiante delle foglie; dormiva con la bocca aperta e aveva sul petto la camicia sbottonata e macchie di sole. La scimmia lo guardava, seduta come una donna, i gomiti sulle ginocchia; ogni tanto si tastava il ventre e se lo spulciava, oppure frugava col dito nel guscio vuoto delle nocciole che aveva raccolto nel cavo del tronco. Vecchio, il fico, e polveroso. Piccoli, i fichi, e immaturi, quasi bianchi. La scimmia li stuzzicava e sembrava che sorridesse. Quando ne ebbe staccato uno, strizzò con le dita brune un po’ del succo lattiginoso dove aveva rotto il picciuolo, guardò in basso e lo lasciò cadere sulla testa di Marco. Egli aperse gli occhi e in alto vide confusamente la scimmia, il fico, il sole. […] Fino a quando il mio vivere non ebbe altro contorno che le figure della nonna, dei servi, dei vecchi amici astuti e deferenti, fu un vivere lieto e carezzevole, simile a una larga passeggiata su un’acqua primaverile. E tuttavia già allora, nel profondo, avvertivo le correnti contrarie, la minaccia della tempesta che sotto, come un immenso bozzolo, veniva avvolgendo il suo filo. Origliavo agli usci, spiavo movimenti e parole: lentamente, nonostante tutto, entravo nella realtà. È anche questa per Fausta Cialente, straordinaria scrittrice novecentesca, di cui si riportano le sopramenzionate citazioni, rispettivamente da Cortile a Cleopatra e Ballata levantina, la vita ad Alessandria d’Egitto, la città del faro e della biblioteca più prestigiosa di ogni tempo. Che è pure il luogo in cui Silvia Tenderini ambienta la sua avvincente vicenda, punteggiata da splendide immagini, la storia vera di Tina, nata sul delta del Nilo da padre egiziano e madre calabrese. E anche dei moltissimi personaggi illustri che hanno amato questa metropoli di sensazionale fascino che loro stessi hanno contribuito a edificare ed eternare. La biografia di un luogo e di mille e più anime: da non perdere.

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