Libri

“Tempo variabile”

unnameddi Gabriele Ottaviani

Di sicuro la cronologia dei miei ordini finirà per segnalarmi grazie a qualche malvagio algoritmo governativo. Un sacco di volumi sul governo di Vichy e la resistenza francese e molti più libri su spionaggio e fascismo di quanto qualsiasi civile possa aver bisogno. Fortunatamente ci sono un romanzo di Jean Rhys e un libro per Eli intitolato Come disegnare robot che li depisteranno… Dopo ogni catastrofe inizia un periodo in cui quasi tutti si aggirano cercando di capire se si è trattato davvero di una catastrofe…

Tempo variabile, Jenny Offill, NN. Traduzione di Gioia Guerzoni. Esistono mestieri che rivestono nella società un ruolo viepiù importante per motivi che non sono direttamente connessi al loro svolgimento dal mero punto di vista funzionale: si tratta di riferimenti che edificano e punteggiano il nostro senso di collettiva umanità. Una di queste professioni è quella di bibliotecaria, poiché attraverso il contatto diretto con le persone e con i libri si possono capire in maniera decisa e precisa moltissime cose, anche di sé, anche quelle che non si immaginano neppure. La biblioteca del resto com’è noto è per l’appunto non solo il posto dove ci sono i libri, ma il luogo dove una parte consistente proprio della nostra succitata umanità si raccoglie. Lizzie è una bibliotecaria, è buona, generosa, amata, affidabile, ha degli amici, un marito, un figlio, un fratello non privo di problemi, una mamma ingombrante. Un giorno una sua amica le chiede di rispondere alle mail di un suo podcast sul cambiamento climatico, e gli interventi degli ascoltatori acuiscono le sue quotidiane e ragionevoli preoccupazioni per l’avvenire: l’America di oggi, del resto, è un universo fragile, dal punto di vista politico, economico, sociale, culturale. Lizzie, però, non rinuncia a essere quel che è… Racconto delicato, fluido e intenso, imperniato su una protagonista incantevole, il nuovo frutto maturato grazie al genio di Jenny Offill fa stare bene. Da non perdere.

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