Intervista, Libri

“Amanti e rivali”: Cinzia Tani racconta

cover_Tani_Amanti e rivalidi Gabriele Ottaviani

Il volo delle aquile arriva alla conclusione con Amanti e rivali: Convenzionali intervista per voi l’autrice della splendida saga ambientata nell’Europa cinquecentesca, Cinzia Tani.

Chi sono gli amanti e i rivali del titolo?

Ci sono rivali storici e rivali di fantasia. Tra quelli storici c’è Elisabetta I che fa decapitare Maria Stuarda. Ci sono i figli di Caterina de’ Medici, ognuno assetato di potere; ci sono le rivalità fra protestanti e cattolici che portano alla terribile strage degli Ugonotti a Parigi nella Notte di san Bartolomeo in cui anche donne e bambini vennero trucidati. C’è la rivalità del braccio destro di Filippo II, Antonio Pérez, nei confronti del giovane e affascinante comandante Don Giovanni, vincitore nella battaglia di Lepanto. Ci sono le rivalità fra musulmani e cattolici e quelle tra l’Inghilterra e la Spagna che porterà alla sconfitta della Invincibile armata. Poi ci sono le rivalità dei miei personaggi come le gemelle Clara e Camilla, innamorate dello stesso giovane.

Finalmente i lettori scopriranno la verità: ma che cos’è la verità, e quanto conta nella vita?

La verità non è quasi mai assoluta. Nei tre libri si capisce chiaramente come quella che sembrava l’ultima verità non era che un punto di vista di qualcuno verso ciò che era accaduto: l’omicidio dei marchesi Acevedo. Per avere una verità assoluta bisognerebbe conoscere perfettamente quale è stato il ruolo e lo stato d’animo di ciascuno dei personaggi che hanno preso parte all’evento. Raimunda è colpevole? Fino a che punto? E chi è invece l’istigatore, colpevole quanto i criminali? Si scoprirà in questo romanzo. Per quanto riguarda la vita, secondo me, a volte è meglio non conoscere la verità. Nello stesso tempo è importante anche impiegare una vita a cercarla.

Che personaggio è Sofia? E le due gemelle, Camila e Clara?

Sofia aveva una gemella suicida per amore. Lei ha avuto una relazione infelice con un uomo condannato a morte anche se innocente. Da quel momento si dedica all’unico figlio che diventa un grande cavaliere e poi fa del suo palazzo a Toledo il luogo di rifugio di tutti i parenti che soffrono, che sono stati abbandonati, che cercano pace. È il personaggio migliore del romanzo e quello più longevo. Prima protagonista, poi testimone di tutti i fatti importanti. Come per Sofia e Octavia, una maledizione prevede la morte della più bella anche per le gemelle Clara e Camila. Queste ultime sono molto diverse di carattere ma appena vedono Sebastian entrambe si innamorano. E non basta che la madre le mandi a distarsi alla corte di Caterina de’ Medici, e non basta neppure che una delle due decida di rinunciare all’amore per non fare soffrire la gemella.

Che cosa ci insegna la storia? E quella del sedicesimo secolo in particolare?

La storia insegna a vivere il presente. Il Cinquecento è il secolo più importante dell’umanità insieme al Novecento, quello in cui ci sono i maggiori eventi politici, bellici, religiosi, geografici, sociali, personali, con il grande potere della Spagna e della famiglia Asburgo.  I paesi coinvolti sono: la Spagna, le Fiandre, la Germania, l’Italia, l’Austria, l’Ungheria, la Gran Bretagna. Le guerre e le conquiste ci portano anche a Tunisi, ad Algeri e nelle Americhe. Ci sono i grandi personaggi: Carlo V, Filippo II, Solimano il Magnifico, il pirata Barbarossa, Giovanni dalle Bande Nere, la regina Margot, Caterina de’Medici, Elisabetta I, Alessandro Farnese e così via.

Che differenze c’erano tra le varie corti dell’epoca? E quali erano invece i punti di contatto?

C’erano molte differenze, soprattutto tra la corte di Spagna a Madrid e quella di Francia a Parigi. Quest’ultima era più brillante, elegante, fastosa, intrigante quanto la prima era esageratamente religiosa (c’era la Santa Inquisizione…), austera, cupa. Altra corte importantissima era quella di Malines in Belgio dove spesso risiedeva Carlo V e che poi si sposta a Bruxelles. I punti di contatto: le corti erano in relazione una con l’altra. Soprattutto quella francese e quella asburgica per impadronirsi dell’Italia. In entrambe ci sono personaggi che uccidono per assumere il potere, si vendicano, tramano. In entrambe ci sono segreti inconfessabili.

Ha già in programma una prossima saga?

Non scriverò mai più una saga. Troppo complicato e poi, con il mio carattere, non riesco a rimanere anni negli stessi luoghi e negli stessi periodi. Tornerò al romanzo singolo. Il prossimo sarà ambientato in Alaska, dove ho già fatto lunghi sopralluoghi, sarà anche un thriller (ma il filo noir c’è sempre nei miei romanzi) e parlerò del terrificante sversamento di petrolio della Exxon Valdez, la superpetroliera che nel 1989 si incagliò in una scogliera (perché il comandante era ubriaco) disperdendo in mare quaranta milioni di litri di petrolio. Ancora oggi si vivono le conseguenze di quel disastro ambientale.

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“Amanti e rivali”

cover_Tani_Amanti e rivalidi Gabriele Ottaviani

Mateo è inquieto, a disagio, nervoso. Lei si spoglia e lui fa altrettanto, lentamente, mentre la guarda. Il corpo nudo di Alexa lo spaventa ma si controlla. Quando sono sul letto si sente quasi male, lei lo accarezza e Mateo vorrebbe fuggire. La sua mente analizza ogni istante della situazione che sta vivendo. È come se avesse abbandonato il corpo ad Alexa, mentre il pensiero giudica. Quando tutto è finito si alza di scatto dal letto e si riveste. Lei lo osserva stupita. «Perché tanta fretta?» «Io non ti conosco…» «Come non mi conosci? Sono giorni e giorni che parliamo, che visitiamo Londra, che ceniamo insieme…» Lui non sa cosa rispondere. Vorrebbe dirle che non l’ha mai guardata veramente, non l’ha desiderata, non ha preso lui l’iniziativa, non gli piace. Tornato nella sua camera si chiede cosa ci sia in lui che non va. Alexa è bella, gli è piaciuto parlare con lei e visitare la città. Perché l’intimità lo spaventa tanto? La ragione è nella risposta che le ha dato: non la conosce. Non c’è niente in lei che sia entrato nella sua mente e nel suo cuore. Forse perché non ne è innamorato. Questo vuol dire che non potrà avere rapporti sessuali sereni con una donna se non ne sarà innamorato? E se non dovesse mai esserlo? Alexa è rimasta male per il comportamento di Mateo. Era sicura di piacergli e pensava che lui fosse troppo timido per compiere il primo passo, per questo si era fatta avanti. Ha avuto diverse avventure ma non le è mai capitato un uomo che avesse l’aria tanto impaurita mentre faceva l’amore. E poi è quasi fuggito dalla stanza e il giorno dopo ha evitato di incontrarla. Ma non c’è modo di sfuggirle e una sera Alexa mette del sonnifero nel bicchiere del vino di Mateo. Poi, come la prima volta, lo prende per mano e lo conduce nella camera del ragazzo. Lo aiuta a sdraiarsi sul letto e lo spoglia. Facendo l’amore con gli effetti del vino Mateo riesce a rilassarsi e si lascia andare. Non per questo svanisce il senso di nausea che prova sentendo il corpo nudo della donna sul suo. Poi si addormenta.

Amanti e rivali, Cinzia Tani, Mondadori. Dopo Figli del segreto e Donne di spade, Il volo delle aquile, saga bella e prestigiosa sulla dinastia degli Asburgo, giunge al terzo e conclusivo volume: finalmente, a decenni di distanza, la verità sull’assassinio dei coniugi Acevedo sarà finalmente svelata. Ma quali conseguenze avrà sull’esistenza di tutti i protagonisti di questa appassionante e dolorosa avventura che ha attraversato l’intero diciassettesimo secolo, tra intrighi, corti, passioni, segreti, agnizioni, amori, odi, vendette, riscatti? E cosa prevarrà, alla fine, la morte o la vita? Intenso, avvincente, raffinato, curato, epico, elegante, maestoso, à bout de souffle: da non perdere.

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“La capobanda”

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L’avvocato si mette subito in moto e porta le fotografie alla Polizia. È difficile per lui spiegare come ne è entrato in possesso. Inventa una storia complicata della figlia di un’amica che, passando la serata a casa di Vittorio insieme ad altri compagni e cercando di accendere il caminetto, ha scoperto il nascondiglio segreto. In quel momento Vittorio e gli altri erano in cucina a ubriacarsi. Trovati i gioielli e il coltello, la ragazza ha deciso di scattare delle fotografie e le ha portate alla madre che si è rivolta a lui. Gli agenti lo guardano scettici, certo è una storia un po’ complicata ma l’importante è avere le fotografie con la refurtiva e il coltello insanguinato. Chiedono il permesso al magistrato, con le nuove prove, di effettuare un nuovo sopralluogo a casa di Vittorio in sua assenza. Questa volta con la Scientifica. Trovati i gioielli e il coltello lo arrestano. Ci vuole poco perché il ragazzo, sperando in uno sconto di pena, confessi che a chiedergli di uccidere la madre è stato Simone.

La capobanda, Cinzia Tani, Lisciani libri. Tutti abbiamo le nostre paure, le nostre fragilità, le nostre ossessioni, tutti siamo in balia del dolore, tutti vorremmo solo, ogni tanto, un abbraccio caldo, tutti siamo terrorizzati dalla sofferenza, tutti possiamo essere vittima del bullismo, della prevaricazione, della prepotenza, dell’ingiustizia: tutti, al tempo stesso, abbiamo in verità insospettabili risorse per reagire. Cinzia Tani tesse con abile e profonda freschezza una storia densa e importante, ricca di livelli di lettura e chiavi d’interpretazione, rivolta a tutti, adatta a ognuno, formativa per chiunque. Da non perdere.

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“Donne di spade”

51u3A31YWKL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Alla richiesta di accogliere Leticia, Flora risponde di sì distrattamente, non le dispiace che Maddalena sia morta e non prova compassione per la figlia, ma non vuole litigare con il marito.

Donne di spade, Cinzia Tani, Mondadori. La saga del Volo delle aquile, trilogia dedicata agli Asburgo, continua in questo nuovo volume, il secondo della serie, di Cinzia Tani, da sempre sensibile cantrice del femminile in tutte le sue sfaccettature: con prosa poderosa e curata, così com’è la ricostruzione storica alla base del tessuto narrativo dell’opera, racconta, senza dimenticare la trama della vicenda dei fratelli Acevedo che abbiamo già conosciuto, e che ancora non sanno la verità sulla morte dei loro genitori, le storie di alcune protagoniste che hanno lottato strenuamente per essere artefici del proprio destino, andando incontro, sovente, a conseguenze durissime…

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Cinzia Tani e il potere delle storie

51ej4yrshal-_ac_us218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Ha scritto l’intenso Figli del segreto, Convenzionali la intervista per voi: Cinzia Tani.

Scrivere è un bisogno, una necessità, un’esigenza: cosa l’ha spinta a dare vita a questo romanzo, primo di una programmata trilogia di ambientazione storica?

Scrivo da quando avevo otto anni e non ho mai smesso. È la mia vita considerando che il resto è fatto di letture per i miei corsi di scrittura, letture per il mio programma sui libri Il caffé di Rai Uno, letture per me stessa. Vivo in modo molto solitario, esco raramente (quasi solo per lavoro e per le presentazioni) e mi piace narrare storie per gli altri e per me. Immergermi in luoghi e periodi lontati dal mio è una gioia.

Cosa la affascina della Spagna del sedicesimo secolo?

Non racconto solo la Spagna in questa trilogia ma tutta l’Europa, anzi, la nascita dell’Europa. I miei personaggi, veri  e di fantasia, si muovono in Spagna, Italia, Francia, Inghilterra, Scozia, Austria, germania, Belgio, Olanda, Danimarca e poi con le guerre contro i Turchi in Tunisia, Ungheria, Algeria, Rodi, Malta. È il secolo che mi interessa, il più avvincente di tutta la storia dell’umanità: le grandi scoperte geografiche, le lotte di religione, le guerre contro i turchi, la repressione di musulmani ed ebrei, l’Inquisizione, il terribile Sacco di Romma, i Lanzichenecchi con il grande comandante Frundsberg e il suo incontro con Giovanni dalle Bande Nere, le grandi famiglie nobili italiane, i papi che influivano nella politica, un regno immenso come quello di Carlo V, l’importanza delle banche nell’elezione degli imperatori, i matrimoni tra consanguinei che hanno distrutto gli Asburgo etc.

Esistono valori e argomenti in relazione ai quali la società nel corso dei secoli di fatto non è cambiata, secondo lei?

Assolutamente sì. Intanto consideriamo che tutto ciò che riguarda i sentimenti è rimasto uguale. Passione, amore, tradimento, gelosia, rabbia, rivalità erano così nell’antica Roma come nel Cinquecento e come oggi. Racconto sentimenti che narrava Omero nei suoi poemi, Shakespeare nelle sue tragedie. Per quanto riguarda gli eventi storici, le guerre di religione ci sono sempre state, i conflitti per ottenere il potere anche e così via. Cambiano i costumi: trasporti, abiti, case etc. Ma il modo in cui venivano “usate” e umiliate le donne non è cambiato.

Qual è il ruolo del sentimento, e in particolare dell’amore, nelle azioni umane?

Il sentimento e le emozioni muovono il mondo. Io riservo moltissima importanza ai sentimenti e agli stati psicologici dei personaggi. L’amore, ma anche il sesso, è stato la causa di molti eventi anche in questi libri. Giovanna di Castiglia viene considerata pazza perché troppo gelosa, Carlo V non resiste alle giovani e belle donne e ha due figli bastardi che diventeranno importantissimi nella Storia: Giovanni il vincitore di Lepanto, Margherita duchessa di Parma e reggente delle Fiandre.

Sin dal titolo il tema del segreto assume un indubbio rilievo nella sua narrazione: quali sono i più inconfessabili e pericolosi per lei, e come condizionano l’esistenza di chi è costretto a rapportarvisi?

I segreti di questi libri riguardano soprattutto le nascite. Figli che scoprono genitori diversi da quelli che ritenevano tali, fratellastri che si conoscono solo da adulti. Oltre a riguardare l’amore e le relazioni sentimentali, i segreti riguardano i delitti. Il primo libro inizia con l’omicidio dei marchesi Acevedo a Toledo, mistero che si risolverà nel terzo libro.

Qual è l’aspetto più importante di cui tenere conto quando si dà voce a un personaggio?

Renderlo reale. Per quanto riguarda i personaggi storici bisogna leggere decine e decine di biografie (in varie lingue), per quanto riguarda i miei devo vivere con loro. Fare sopralluohi negli ambienti in cui si sono mossi, integrarli perfettamente nella storia del tempo.

Cosa spera che il lettore provi leggendo la sua opera?

Interesse per i fatti storici studiati a scuola e sicuramente dimenticati, coinvolgimento da parte dei personaggi, attesa per scoprire cosa succederà in seguito, domande su molte questioni: Inquisizione, guerre di religione, musulmani, potere, situazione femminile etc.

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“Figli del segreto”

51eJ4yrSHAL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

La prima cosa che fanno i due fratelli è andare a Tordesillas per incontrare la madre e conoscere la sorella Caterina, che ha compiuto dieci anni. Poiché i castigliani non si fidano delle loro intenzioni, si armano e fanno circondare le mura della città. Hernan de Estrada accoglie Carlo e gli riferisce che la regina sta bene, mangia, va a cavallo, legge e suona il clavicordio. Duecento persone sono al suo servizio, ma non ha denaro a sufficienza per pagarle e vestirsi decentemente. Prima di vedere la madre, Carlo manda de Chièvres ad avvertirla. L’uomo la riconosce a malapena. Giovanna è invecchiata, ha i capelli radi e un tremito continuo alle labbra. Si avvicina sussurrandole: «I vostri figli, Carlo ed Eleonora, sono qui e vorrebbero incontrarvi». Giovanna rimane qualche istante interdetta, non si aspettava la loro visita. Poi corre ad aprire la porta della sua stanza e si trova davanti a due ragazzi elegantissimi; in confronto ai loro broccati, i gioielli, il mantello di seta bianco e rosso di Carlo e l’abito intarsiato di oro e perle di Eleonora, lei sembra una pezzente. Li fa accomodare sul divano e rivolge al figlio moltissime domande in un fluido francese, mentre non chiede nulla a Eleonora. Con uno sguardo ha intuito che sta soffrendo ed è sicura che la causa sia proprio suo fratello. Quando Carlo le annuncia che ha intenzione di governare il Paese per toglierle dalle spalle un peso, Giovanna afferma con forza che la regina è lei, il figlio può essere solo governatore al suo posto. Mentre parla è lucidissima, ma la tensione è visibile nel labbro che non smette di tremare. Più tardi i due fratelli vanno a conoscere la sorella minore. La bambina avanza verso di loro a occhi bassi. «Caterina! Siamo i tuoi fratelli… Carlo ed Eleonora.» Eleonora si avvicina e la abbraccia. Caterina rimane rigida. «Come state qui? Avete degli istitutori? Ricevete visite?» le chiede Carlo. «Sì, ho degli istitutori…» «Avete qualcuno con cui giocare?» si informa Eleonora trattenendo lacrime di compassione per la sorella.

Figli del segreto – Il volo delle aquile, Cinzia Tani, Mondadori. Nel sedicesimo secolo è una la dinastia che partendo dalla Spagna che ha da poco completato la reconquista si impone a livello internazionale, la casata degli Asburgo, guidata a diciannove anni da Carlo V che, in seguito alla prematura dipartita di tutta la discendenza maschile della dinastia castigliano-aragonese e del padre Filippo il Bello e all’infermità della madre Giovanna di Castiglia – creduta da tutti pazza, ma in realtà semplicemente affetta da continue crisi di nervi dovute alle continue infedeltà del coniuge -, si trova a capo di un impero su cui non solo non tramonta mai il sole, ma che non si è mai visto nemmeno ai tempi di un altro Carlo, Magno. Ma questo è il tempo in cui muta per sempre anche la sorte di due fratelli, gli Acevedo, i cui genitori, una notte, vengono barbaramente assassinati in casa. A prendersi cura di loro da piccoli sarà la zia Angela, cugina di Isabella di Castiglia, sovrana di Spagna e madre di Giovanna, il cui tragico destino di imposizioni e segregazione persuaderà Manuela, nel frattempo diventata sua damigella e confidente, a ritenere che una vita senza passione sia la scelta migliore. Sia però lei che i suoi fratelli, Gabriel, Octavia e Sofia, scopriranno presto che si può scappare da tutto tranne che dall’amore, che talvolta fa rima con tragedia… L’inizio della programmata trilogia appare denso, intenso, ben strutturato e connotato, efficace e avvincente: da leggere.

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“Tutti a bordo!”

Perrone-Tani MCdi Gabriele Ottaviani

Giada continua la sua inchiesta sull’amore e va a parlare con il capitano Achab che in salotto ha acceso la televisione e sta guardando un documentario sulle balene. «Caro capitano, mi racconta qualcosa della sua vita?». «Certo. Sono nato a Nantucket, nel Masschusetts. Mia madre, vedova, morì quando avevo solo dodici mesi. Mi sono imbarcato presto e a diciotto anni ho ucciso la mia prima balena. Poi sono diventato capitano e un giorno ho visto LEI!». «La donna di cui si è innamorato?». «Ma che donna! Lei era Moby Dick, la balena che mi ha mozzato la gamba mentre provavo a ucciderla. Da allora il mio unico obiettivo è stato trovarla…».

Tutti a bordo!, Cinzia Tani, Giulio Perrone editore. Giada, Luca e Lalla sono i tre nipoti del capitano Giovanni. La cui casa è decisamente particolare. Pare sempre sul punto di mollare gli ormeggi e salpare verso nuovi orizzonti e mirabolanti avventure. Al posto delle finestre ha degli oblò, del resto, sicché… Ma ancora più stravaganti sono gli ospiti che bussano alla porta ogni due per tre: Noè, il corsaro verde, il corsaro rosso, Magellano, il corsaro nero, Robinson Crusoe, Ulisse… Una vera e propria folla di lupi di mare, insomma… Cinzia Tani è avvezza alla scrittura, ma di norma sono altri i temi che tratta: eppure la sua vena appare comunque più che solida. La prosa è limpida, frizzante, lineare, divertente, semplice, chiara, immaginifica, varia, mai banale, accurata, adatta a tutte le età, pluristratificata: un piacevolissimo tuffo dove l’acqua è più blu.

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“Darei la vita”

51Pz6v6lcwL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Oona cresce malinconica e triste e, solo nel maggio 1931, compiuti i sei anni, riesce a rivedere il padre a Long Island dove lui ha preso in affitto una casa. In quei giorni l’ex marito di Carlotta si suicida, la stampa parla di scandalo e cerca di intervistare Eugene. «Che succede, papà? Perché quelle persone ti stanno cercando?» chiede Oona che, pronta per andare alla spiaggia, corre di nuovo dentro casa, spaventata dai flash dei fotografi. «Vogliono un mio commento su qualcosa che non mi riguarda affatto. Non ti preoccupare, ma rimani in casa.» Oona è una bambina timida che vede nel fratello Shane il suo eroe e si circonda di cani e gatti. Poi c’è la sorellastra Barbara che ogni tanto va a vivere insieme a lei. La casa è piena di voci infantili, di giochi e rincorse. È un’infanzia felice con la madre che cucina per loro, racconta storie, li ascolta. Quando Shane comincia a frequentare la Florida Military Academy, Oona viene iscritta alla Warrenton Country School, dove impara anche a parlare francese. È una bambina fragile, si ammala spesso di otiti, allergie, mal di gola. Ama usare le mani per lavorare a maglia o ricamare, ma la madre le insegna anche a prendersi cura del giardino, una passione che non la abbandonerà mai. I ragazzi vanno spesso al cinema e Oona si diverte con i cortometraggi di Charlot. Legge moltissimo e conosce a memoria i romanzi di Walter Scott. Agnes porta sempre i figli a messa, ma Oona odia l’atmosfera soffocante dei servizi religiosi, non sopporta l’incenso e le prediche di un reverendo che la madre le fa ascoltare alla radio. Diventerà atea. Alla radio ascolta invece volentieri le opere preferite dalla madre, soprattutto quelle di Puccini. Il 12 novembre 1936 Eugene riceve il premio Nobel per la letteratura e i figli gli scrivono per congratularsi. Lui non risponde e non va a ritirare il premio a Stoccolma. Il morbo di Parkinson lo tormenta, impedendogli anche di lavorare, così si trasferisce con la moglie vicino San Francisco e continua la sua vita solitaria.

Darei la vita – Grandi donne di grandi uomini, Cinzia Tani, Rizzoli. Dietro ogni grande uomo – Carroll, Einstein, Dalì… – c’è una grande donna. Dice un detto odioso (con buona pace del fatto che pare sia stato consegnato alla storia nientedimeno che da Virginia Woolf). Perché chi l’ha detto che la donna deve stare dietro? Perché non può stare affianco? O davanti? O sopra? O sotto? O dove diavolo pare a lei? Non c’è una gerarchia quando ci si vuole bene, si sta insieme, ci si sostiene, si costruisce un futuro e un mondo. Punto. E certo è che tanti illustri personaggi non sarebbero stati così illustri senza le loro compagne di vita, che si sono sacrificate per consentire loro di potersi dedicare anima e corpo al proprio talento. In molti casi tutto da dimostrare, almeno all’inizio. Se non addirittura evidentemente inferiore a quello di colei che si è distinta per abnegazione, sapendo che il reciproco non sarebbe mai avvenuto. Cinzia Tani racconta le loro storie, con agile freschezza. Da leggere.

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“Donne pericolose”

6775678_1211260di Gabriele Ottaviani

Continuano a dormire insieme tutte le notti che trascorrono a Las Palmeras, e Betty scopre un uomo dolce e passionale, protettivo e gentile. Tornati a Valencia, lei incontra un vecchio amico di famiglia al quale chiede informazioni su Carlos, poi va a riferirle a John. «So dove si trova, in un carcere fuori Valencia, sulla strada per Barcellona. Impossibile andare a trovarlo a meno che non si abbia un permesso di Indalecio Prieto, il ministro della Difesa. Ho bisogno di quel permesso. Puoi farmi avere un appuntamento?» «Sì, ma voglio qualcosa in cambio. Devi aiutarmi a far fuggire il marchese de Arueza, Luis Villada.» «Lo conosco. Ho ballato con lui tempo fa.» «Bene. Villada è malato ma riesce a camminare. Il posto in cui è tenuto prigioniero non è troppo controllato, posso entrare con l’auto diplomatica insieme a te nel cortile dell’edificio. Fingerai di essere sua sorella, lo porterai fuori e lo farai salire in macchina mentre io distrarrò le guardie.» Tutto va secondo i piani, e due giorni dopo Betty ottiene l’appuntamento con Indalecio Prieto. Quando si trova davanti al ministro perora la causa di Carlos, specificando che parla a titolo personale. Gli rivela che è innamorata di lui e lo conosce così bene da poter assicurare che non agirebbe mai contro la Spagna e il suo governo. Prieto risponde che non può prendere una decisione immediata, ma investigherà. Prima di andarsene, Betty ottiene il permesso di visitare il prigioniero e riesce anche a parlare dei diciassette piloti imprigionati che Leche le ha raccomandato. Arrivata nel carcere vicino a Valencia, entra nella sala colloqui, e dopo qualche minuto vede apparire Carlos. Si abbracciano a lungo e lei lo rassicura sulla sorte della moglie. «Carmencita è da noi, salva. Prieto ha promesso di rivedere la tua posizione.» Gli dice che presto partirà e che non potranno vedersi per molto tempo. Si lasciano commossi e amareggiati, ma adesso Betty ha un altro uomo a cui pensare. Prima di partire, rimane altre due settimane con John Leche.

Cinzia Tani, Donne pericolose – Passioni che hanno cambiato la storia, Rizzoli. Sono quindici. Sono donne. Hanno vissuto tutte per la gran parte nello scorso secolo, il ventesimo, quello breve per definizione, stretto fra due conflitti planetari e molti altri purtroppo locali e spesso dimenticati benché altrettanto feroci. E le guerre, si sa, non si combattono solo armi in pugno, ma anche attraverso la diplomazia. L’arte della parola. Lo spionaggio e il controspionaggio. Sono protagoniste che non si fermano davanti a nulla, soprattutto quando c’è da scendere in campo per un ideale, coraggiose, raccontate con bello stile, frutto, anche, è evidente, di una accurata ricerca, donne, come da titolo, per l’appunto pericolose. In realtà più che altro in prima battuta non per i segreti delle potenze straniere ma per loro stesse, a causa delle violenze subite. Personaggi straordinari, in cui spiccano naturalmente le dive, Hedy Lamarr e Josephine Baker, ma non solo. Avvincente.

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