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“Sulla cima del mondo”

71QokJOS++L._AC_UY218_di Gabriele Ottaviani

Mi puntò la canna di un revolver alla nuca. – Figlio di puttana – ripeté. – Caterina, ascolta… – Zitto. E non muoverti. – Lascia che ti spieghi… – Non c’è niente da spiegare, figlio di puttana. – Caterina… – mi voltai lentamente, e la vidi nuda grondante schiuma, bella come una Venere sorta da un mare di rabbia. – NON MUOVERTI! – Non fare sciocchezze, abbassa quella… – TI HO DETTO DI NON MUOVERTI O TI SPARO, STRONZO! Ero bloccato in mutande sulla seggiola del Commendatore. L’unica cosa che poteva assomigliare a un’arma era il tagliacarte. Respirai a fondo. – Ma cosa credi, che mio marito tiene le lettere per Giolitti nei cassetti, eh imbecille? – Caterina, ti ripeto, non fare sciocchezze. – Sei tu ad aver fatto una sciocchezza, ma lo sospettavo io… STA’ FERMO! – potevo sfiorare il manico del tagliacarte con la punta dell’indice. – Che pensi, che non lo so che sei in luna di miele con quella puttanella svizzera, eh? La stessa che ti ha fatto questo tatuaggio che mi sembri un galeotto… – afferrare il tagliacarte e buttarsi giù dalla sedia doveva essere un movimento simultaneo, ma da terra avrei potuto colpirla solo al ventre. E lei mi avrebbe sparato, sapevo che l’avrebbe fatto. – Poi un giorno ti presenti dal nulla e accetti su due piedi il mio invito a cena… – dovevo essere veloce come la folgore, un tutt’uno come sulla trincea a schivare il colpo del fante e a piantargli il pugnale in gola, un tutt’uno, un unico movimento. – Mi credi così imbecille, vero? E lo sai perché ti ho invitato lo stesso? – tagliacarte sulla mano destra che si alza a semicerchio mentre mi butto dalla sedia e la colpisco al braccio, un unico movimento come il fulmine, parte un colpo BAM! finestra in frantumi, le afferro le gambe, la schianto sul pavimento, sbatte la testa, sangue vermiglio, sono sopra di lei, la stritolo con le ginocchia, le schiaccio le braccia, il tagliacarte sulla giugulare che pulsa inferocita.

Orlando Donfrancesco, Sulla cima del mondo – Il romanzo dei ribelli di Fiume, Historica. Passione, ardimento e poesia: questi sono gli ingredienti fondamentali dell’avventura piena di ideali, bruciante di vita e di speranza, di un giovane tenente, che, reduce dalla prima guerra mondiale, si getta anima e corpo nella dannunziana avventura di Fiume, cercando di trovare un senso all’esistenza e alle cose. Futurista anche nella scrittura, è formidabile.

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