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“Spaghetti western – IV”

Copw.jpgdi Gabriele Ottaviani

Sul finire di aprile esce un western con intelaiatura gialla intitolato Hai Sbagliato… Dovevi Uccidermi Subito! (1972). Lo produce Silvio Battistini insieme a una società di Madrid. Produttore coraggioso, propenso a investire e a imbarcarsi in imprese più grandi di lui. Ex attore di Vittorio De Sica, aveva prodotto quattro film e fatto il produttore esecutivo nel western …E Divenne il più Spietato Bandito del Sud (1967) di Julio Buchs, raggranellando qualche soldo con i film di Marcello Ciorciolini e Massimo Franciosa. Battistini, dopo il flop del western In Nome del Padre, del Figlio e della Colt, che ha comunque il merito di anticipare Halloween di John Carpenter con un assassino munito di maschera che uccide nella notte di halloween, ci riprova. Chiama Mario Bianchi, omonimo del regista Mediaset, e gli affida l’incarico da girare tra Madrid e Toledo. Bianchi, figlio d’arte (il padre era Bianchi Montero), debutta ufficialmente con questa pellicola e porta in scena un soggetto da lui stesso confezionato. Trentaquattrenne, arriva all’appuntamento dopo un apprendistato da aiuto regista di cinque anni. Aiuto del padre in sei casi, aveva appreso il mestiere nel genere misurandosi in tutti i principali sottogeneri, dal western al poliziesco, passando per il thriller, l’horror e il macaroni combat. In particolare era stato di supporto a Ferdinando Baldi (Odia il Prossimo Tuo, 1968), Baldanello (I Lunghi Giorni dell’Odio, 1968), Mulargia (Shango, 1970) e ai grandi maestri Mario Bava e Riccardo Freda, rispettivamente nei thriller Cinque Bambole per la Luna d’Agosto (1969), Il Rosso Segno della Follia (1970) ed Estratto dagli Archivi Segreti della Polizia di una Capitale Europea (1972). Dunque un curriculum di massimo rispetto per chi si approccia al cinema di genere. Purtroppo, pur avviandosi in modo promettente, tradirà le aspettative. Dopo aver firmato un paio di western non proprio da disprezzare, si affaccerà al poliziottesco (buono Napoli… I 5 della Squadra Speciale, 1978) e alla sceneggiata napoletana (Napoli, Storia d’Amore e di Vendetta, 1979) per trovare la sua dimensione prima nel softcore e poi nel cinema hard, dirigendo, fino al 2001, qualcosa come un’ottantina di film porno con Rocco Siffredi, Roberto Malone, Moana Pozzi, Jessica Rizzo e Cicciolina. Cercherà di ridestarsi con erotici d’autore, quali gli apprezzati Una Storia Ambigua (1986) e Ad un Passo dall’Aurora (1989) in cui anticiperà addirittura Eyes Wide Shut di Kubrick, e, sulla scia di Joe D’Amato, con gli horror (bruttini) La Bimba di Satana (1982) e Non Avere Paura della Zia Marta (1989). Non avrà fortuna.

Spaghetti western – Volume 4 – Il crepuscolo e la notte: tra western kung fu e western nostalgici, Matteo Mancini, Il Foglio. Con saggi di Jan Švábenický. Il genere degli spaghetti western è uno dei più fortunati, prolifici e variegati che esistano, conta un gran numero di appassionati ed è un vero e proprio punto di riferimento: come un fiume che si apre in una foce a delta dai mille rivoli, ha una marea di chiavi di lettura, di interpretazioni, di declinazioni, di sfumature che possono essere indagate. Questo volume, il quarto della serie dedicato a un filone che è in assoluto una delle pietre miliari anche per quel che concerne la considerazione all’estero delle produzioni cinematografiche italiane è una miniera di informazioni, curiosità e aneddoti, dal bello stile e dal ritmo accattivante.

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