Libri

“La Banda dei Pensionati”

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Sa perché non ho niente in casa? Perché non esco mai…

La Banda dei Pensionati, Franco Sorba, Giovane Holden. Da tempo Silvestro non vive più in Italia, ha una famiglia allargata che gli dà molti pensieri ed è giunto in una fase della vita in cui sovente si ritrova a tirare le somme, a fare dei bilanci, non sempre esattamente o del tutto positivi. La festa di fine anno organizzata dal gruppo di pensionati della banca dove ha lavorato per diversi anni è l’occasione per lasciare momentaneamente la Spagna e ritrovarsi più direttamente al cospetto del proprio passato, che gli lascia in bocca il retrogusto amaro della malinconia. improvvisamente, però, tutto cambia, e… Brillante, intelligente, ben scritto: da leggere.

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“Nonna Cioccolata”

91izGDD4F+L._AC_UL320_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Il matrimonio con Sara era stato la mia rovina…

Nonna Cioccolata, Franco Sorba, Giovane Holden. Italia è una località in Argentina. Per la precisione nel distretto di Tupungato. È lì che Maria Granda è emigrata, perché com’è noto i nostri connazionali hanno cercato eccome fortuna per intere ere della storia a bordo di scalcagnati bastimenti e non solo, checché ne dica qualcuno in pessima fede, dal Piemonte. È lì che ha gestito con piglio energico la hacienda. È lì che è morta centenaria. È lì che la sua famiglia allargata si riunisce. Del resto, quando c’è da spartirsi un’eredità… Ed è lì che i nodi vengono al pettine, tutti. Imbarazzanti connivenze e scottanti segreti, problemi di non poco conto, verità nascoste, che Sorba racconta con prosa ampia, elegante, scorrevole, appassionata e appassionante. Da leggere.

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“Imago vocis”

51tLVhF-ZTL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Ho voglia di vivere, divertirmi, amare…

Imago vocis, Franco Sorba, Giovane Holden. Il concetto di immagine è intimamente connesso al senso della vista. Quello della voce, invece, a uno degli altri viatici attraverso i quali è consentito all’individuo di avere contezza del mondo, l’udito. Già nel titolo dunque ci troviamo di fronte a un’ambivalenza. Non a un’ambiguità, ma a una possibilità eventuale, quella di percorrere sentieri diversi, autonomi, unici per arrivare a comprendere davvero ciò che più ci sta a cuore, a elaborare il lutto, il dolore, la sofferenza, il male di vivere. Che ci sorprende sempre nudi, soli, indifesi. In modo limpido e tratteggiando personaggi umanissimi e credibili Sorba, tra lirica concretezza e soffusa allegoria, conduce il lettore in un viaggio dell’anima raffinato e intenso.

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