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“Siamo tutte delle gran bugiarde”

51CQONeDLxL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Una volta in scena come capisce se lo spettacolo funziona, se interessa il pubblico? “Sto molto attento ai pompieri”. Cioè? “Savinio, il più giovane dei fratelli De Chirico, nel libro Palchetti romani, un volume che riunisce le critiche teatrali degli anni ’30-35, scrive: Quando si vede una gamba di pompiere fra le quinte, vuol dire che lo spettacolo va bene. Altrimenti i pompieri si stufano a vedere tre o quattro volte lo stesso spettacolo. Invece quando li vedo in quinta che ridono, dico: vedi, piaccio al popolo. Io poi ci gioco molto coi pompieri. Mi ricordo a Rovereto. Dico a un pompiere: ‘Ho freddo alle mani, me le fai mettere nei coglioni?’ E quello: ‘Ma cosa dice?’. ‘E certo’ faccio io, ‘guarda che dopo di me viene Claudia Koll. Vedrai che lei una cosa del genere non te la dice. Ti fa una pernacchia, volta il culo e va via’. Il giorno dopo sono venuti a prendermi e mi hanno portato al loro museino di questo grande futurista che si chiama Fortunato Depero, che faceva i mobili intarsiati e poi è andato in America e ha fatto le copertine di Life. Bravo, faceva tutte robe geometriche…”. Vedete? È un attimo. Stai parlando di teatro e subito dopo ti ritrovi a ragionare di pompieri e mobili intarsiati…

Siamo tutte delle gran bugiarde, conversazioni di Paolo Poli con Giovanni Pannacci, Giulio Perrone editore. Nuova edizione. Oggi, venticinque di marzo, cade il secondo anniversario della morte di un grande artista. Rigoroso. Libero. Fantasmagorico. Ironico. Garrulo. Allegro. Affascinante. Malinconico. Gioioso. Alieno a ogni convenzione. A ogni compromesso. A ogni meschina miseria. A ogni ipocrisia. Grande Ufficiale della Repubblica nato e cresciuto a Firenze, laureato in lettere, figlio di una maestra montessoriana che gli permetteva di leggere libri pornografici perché la lettura è importante, quale che sia, ha rubato giacche a Zeffirelli e frequentato Fellini e Pasolini. Era, o meglio è, perché sarà sempre con noi, Paolo Poli. Qui raccontato dal suo stesso raccontarsi insieme a Giovanni Pannacci: da non perdere.

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