Libri

“Il ricco e il povero”

di Gabriele Ottaviani

Mentre guardava, vide che il fuoco si propagava…

Il ricco e il povero, Irwin Shaw, Bompiani, traduzione di Attilio Veraldi, introduzione e cura di Mario Fortunato, che ha completamente ragione, ed esprime il concetto come in tutta onestà davvero meglio non si potrebbe, quando dice che il romanzo è tuttora l’unico strumento affidabile di conoscenza che l’umanità abbia elaborato per riuscire a comprendere qualcosa di sé stessa. Sposato con un’orfana, figlio di un piccolo commerciante migrato negli Stati Uniti da un altrove meno ricco e felice esattamente come colui che gli ha dato vita sulle pagine, al secolo Irwin Gilbert Shamforoff, scrittore, sceneggiatore, drammaturgo e produttore cinematografico, il protagonista di questo romanzo, una saga familiare d’amplissimo respiro scritta con prosa fluviale, potente e credibile, da cui quasi quarantacinque anni fa è stata tratta la serie sul piccolo schermo che ha lanciato Nick Nolte nel firmamento delle stelle della settima arte è l’epica incarnazione e l’ennesima ma niente affatto banale, tutt’altro, declinazione del sogno americano nelle sue molteplici sfaccettature, specialmente quelle più oscure e discutibili: maestoso e magnifico.

Standard
Libri

“Scommessa su un fantino morto”

Scommessa-su-un-fantino-morto-400x360.jpgdi Gabriele Ottaviani

La lettera smise di scriversi da sola nella testa di Munnie.

Scommessa su un fantino morto, Irwin Shaw, Mattioli 1885, traduzione di Chiara Voltini. Scommessa su un fantino morto, Una storia cattiva, Alla francese, Peter Due, L’età della ragione, Quel bacio a Croton Falls, Eravamo in tre, Le rive soleggiate del fiume Lete, Il matrimonio di un amico, Viaggio di andata, viaggio di ritorno: all’anagrafe Gilbert Shamforov, scrittore di culto morto settantunenne trentacinque anni fa, Shaw è stato drammaturgo, sceneggiatore (e due di questi racconti sono passati per il grande schermo, vedendo come protagonista anche Charlotte Rampling) e scrittore. Il livello altissimo della sua prosa raggiunge qui vette straordinarie di mirabile finezza, soprattutto per quel che concerne l’indagine psicologica dei personaggi che, calati in ambienti che non sono semplici fondali, ma protagonisti a loro volta, sono riverberi e porzioni della molteplicità dell’animo umano. Imprescindibile.

Standard
Libri

“L’amore in una strada buia”

download.jpgdi Gabriele Ottaviani

Osservo quelli felici…

L’amore in una strada buia, Irwin Shaw, Mattioli 1885. Traduzione di Vittorio Rossi. Sceneggiatore finanche insieme a Tourneur, produttore, drammaturgo, scrittore, si chiamava in realtà Irwin Gilbert Shamforoff, e nel millenovecentosessantacinque, quando per la prima volta L’amore in una strada buia (titolo magnifico, simbolico, sintetico, persino sincretico in senso lato) era già un nome noto come autore di romanzi (su tutti I giovani leoni, da cui il film di Dmytryk – la vittima del maccartismo cui si debbono fra l’altro Odio implacabile, L’albero della vita, il remake dell’Angelo azzurro, Ultima notte a Warlock, L’uomo che non sapeva amare – con Marlon Brando, Montgomery Clift e Dean Martin, e del resto sempre da Shaw ha origine anche Due settimane in un’altra città, di Vincente Minnelli – Madame Bovary, Il padre della sposa, Un americano a Parigi, La tela del ragno, Gigi, Qualcuno verrà, A casa dopo l’uragano, Una fidanzata per papà – e girato a Cinecittà con Kirk Douglas, George Hamilton, Cyd Charisse e Rosanna Schiaffino): non mancavano però all’attivo le raccolte di racconti. Come questa, che riunisce dieci potentissime storie. Le molteplici variazioni sul tema dell’illusorio sogno americano qui vengono esaltate da un’analisi psicologica profondissima, sottile, raffinata, perfetta: a Shaw basta un aggettivo per descrivere un carattere e un mondo. Formidabile.

Standard